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Autore: Esteban Romero-Frías

currently works as Vice-Rector for Social Innovation, Employability and Entrepreneurship at the University of Granada and is Full Professor in the Department of Accountancy and Finance. His academic and research work focuses on public and social innovation, digital learning, and digital humanities. Through UGR MediaLab, which he has directed since its foundation, he has led various collaborative projects such as Impronta Granada and UnInPública that are aimed at building bridges between universities, public institutions, and society to tackle regional challenges.

Metodi: Come implementare gli approcci partecipativi

Caratteristiche principali in sintesi

  • Obiettivo: Implementare metodi partecipativi che garantiscano un ampio coinvolgimento della comunità nel processo decisionale riguardante lo sviluppo locale.
  • Approccio: Combinare consultazioni online, workshop interattivi e progetti collaborativi in cui diversi stakeholder si riuniscono per identificare le sfide e co-progettare soluzioni.
  • Risultato: Un processo democratico in cui le soluzioni riflettono i bisogni e i contributi di tutti gli stakeholder, generando senso di appartenenza e garantendo la sostenibilità nella fase di attuazione.

Descrizione

Implementare approcci partecipativi richiede il coinvolgimento di diversi stakeholder – comunità locali, ricercatori, policymaker, cittadinanza e imprese – per co-creare soluzioni che rispondano alle sfide regionali. Metodi partecipativi efficaci mettono le comunità in grado di svolgere un ruolo attivo nella definizione delle strategie di sviluppo locale, garantendo che le soluzioni siano non solo scientificamente fondate ma anche localmente rilevanti e sostenibili.

I Consigli Territoriali (County Councils) dell’Università di Granada (UGR) fanno riferimento all’iniziativa guidata dall’UGR nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen, volta a promuovere la collaborazione tra ricercatori accademici, governi locali e stakeholder della comunità. Questa iniziativa si focalizza sulla risposta alle sfide territoriali attraverso soluzioni co-create e basate sulla ricerca. Il Secondo Meeting Impronta Granada rappresenta il terzo evento pilota organizzato dalla UGR nell’ambito di questo progetto, riunendo ricercatori, policymaker e comunità locali per discutere e sviluppare strategie per lo sviluppo sostenibile nelle aree rurali e urbane.

Come funziona il modello

  • Identificazione delle parti interessate. L’approccio partecipativo inizia con l’identificazione e la mappatura degli stakeholder rilevanti, un processo coordinato da Medialab UGR nell’ambito dell’iniziativa Impronta. Questa mappatura include non solo attori governativi e ricercatori, ma anche organizzazioni della società civile, imprese locali e membri della comunità che possiedono conoscenze preziose sulle sfide locali.
  • Raccolta dati e consultazione. Sondaggi online, focus group e workshop interattivi vengono utilizzati per raccogliere gli input di questi stakeholder. I Consigli Territoriali dell’UGR, ad esempio, hanno utilizzato riunioni preparatorie online per raccogliere spunti dagli stakeholder prima dell’incontro in presenza del Secondo Meeting Impronta Granada e dei relativi workshop interattivi. Questo metodo garantisce che le diverse voci siano ascoltate fin dall’inizio.
  • Co-creazione e pianificazione collaborativa. Una volta identificati i bisogni, vengono organizzati workshop di co-creazione da Medialab UGR nell’ambito dell’iniziativa Impronta, riunendo ricercatori, policymaker, società civile e imprese locali per sviluppare congiuntamente piani d’azione. Questi workshop sono condotti in tempo reale, consentendo un feedback e un adattamento immediati. Questo approccio è stato implementato nel Secondo Incontro Impronta Granada attraverso l’organizzazione di micro-presentazioni, coordinate da Medialab UGR, in cui i ricercatori hanno illustrato i loro progetti e ricevuto input diretti dagli stakeholder locali.
  • Visibilità pubblica e Coinvolgimento Continuo. Le piattaforme digitali, come il sito web di Impronta Granada, aiutano a mantenere la visibilità e il coinvolgimento. I progetti di ricerca, le iniziative comunitarie e i profili degli stakeholder sono resi disponibili pubblicamente, consentendo a tutti i partecipanti di monitorare i progressi e contribuire alla discussione. I Profili degli Attori e le schede dei progetti UGR sono strumenti chiave per garantire una partecipazione continua e mantenere la comunità attiva.

Sfide

  • Coordinamento e Comunicazione. Nei progetti complessi con molti stakeholder, garantire una comunicazione chiara tra gli attori può essere difficile. L’iniziativa dei Consigli Territoriali dell’UGR evidenzia la necessità di una facilitazione dedicata per coordinare i diversi settori e garantire che tutte le voci siano ascoltate.
  • Sostenibilità. Sebbene la partecipazione iniziale possa essere forte, mantenere il coinvolgimento nel tempo è una sfida comune. I ricercatori, i policymaker e i leader delle comunità devono impegnarsi in una collaborazione continua che vada oltre i workshop o gli incontri iniziali.

Compiti e risorse

Scienziati

  • Compiti
    • Fornire risultati di ricerca che informino il processo partecipativo.
    • Facilitare i workshop e attività di co-creazione.
  • Risorse necessarie 
    • Strumenti per la divulgazione della ricerca, come database, siti web interattivi e strumenti di raccolta dati basati sulla comunità.

Mediatori della conoscenza e della ricerca

  • Compiti 
    • Coordinare il coinvolgimento delle parti interessate
    • Gestire l’organizzazione di consultazioni online e in presenza.
    • Assicurare che il feedback sia efficacemente incorporato nel processo di sviluppo.
  • Risorse necessarie 
    • Strumenti di comunicazione (es. siti web, piattaforme social); materiali per i workshop (es. supporti visivi, strumenti di raccolta dati).

Policymaker

  • Compiti 
    • Creare quadri sulle politiche che riflettano i contributi del processo partecipativo.
    • Allocare le risorse per l’attuazione.
    • Assicurare un coinvolgimento continuo con i leader della comunità.
  • Risorse necessarie 
    • Competenze politiche e risorse finanziarie per sostenere l’attuazione delle soluzioni co-create.

Esempi: Progetto ENGAGEgreen e Consigli Territoriali dell’UGR

Il progetto Erasmus+ ENGAGEgreen e l’iniziativa dei Consigli Territoriali dell’UGR evidenziano come gli approcci partecipativi possano connettere efficacemente la ricerca accademica con la governance locale. Nell’ambito di questo approccio sono state svolte diverse attività preparatorie, tra cui il primo Incontro Impronta Granada nel gennaio 2025, seguito dall’incontro dei Consigli Territoriali dell’UGR nel luglio 2025 e dal Secondo Incontro Impronta Granada nel dicembre 2025, in cui ricercatori, policymaker locali, imprese e attori della società civile si sono riuniti per identificare e affrontare le sfide regionali quali il turismo sostenibile, la conservazione del patrimonio e lo sviluppo economico. Questi incontri hanno contribuito ad allineare la ricerca dell’UGR con i bisogni del Poniente Granadino e di altre regioni, coinvolgendo attivamente i ricercatori nelle discussioni sulle priorità locali. Durante questi eventi, i ricercatori dell’UGR hanno presentato i loro progetti in corso; alcuni di essi sono stati mappati attraverso un database Excel che catalogava gli argomenti di ricerca, le affiliazioni dei ricercatori e i relativi consigli territoriali di riferimento. Questo processo ha inoltre contribuito a integrare i risultati della ricerca nelle discussioni politiche locali, incoraggiando la collaborazione tra il mondo accademico e gli attori locali. Inoltre, il sito web di Impronta Granada è stato fondamentale per garantire visibilità a questi ricercatori dell’UGR, in quanto includeva i Profili degli Attori e gli elenchi dei progetti, categorizzati per Consigli Territoriali dell’UGR, permettendo agli stakeholder di filtrare e connettersi con la ricerca pertinente nelle loro regioni. L’uso di workshop online e micro-presentazioni ha consentito un coinvolgimento continuo e la co-creazione di soluzioni, assicurando che la conoscenza accademica fosse allineata con gli obiettivi di sviluppo locale e integrata in strategie a lungo termine.

Fonti e approfondimenti

 

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Come reclutare i ricercatori come partecipanti

Caso di Studio del secondo Incontro di Impronta Granada e il Poniente Workshop

Caratteristiche chiave in sintesi

  • Obiettivo: reclutare con successo i ricercatori dell’Università di Granada (UGR) per progetti collaborativi orientati al territorio insieme a governi locali, imprese e società civile nella regione del Poniente Granadino.
  • Strategie chiave:
    • Incontri preparatori online per individuare le sfide regionali più urgenti (come il turismo sostenibile, la conservazione del patrimonio e lo sviluppo economico) e mappare le competenze di ricerca esistenti.
    • Un database Excel curato che raccoglie i ricercatori dell’Università di Granada, i progetti e i relativi Consigli Territoriali (County Councils).
    • Creazione di profili degli attori sul sito web di Impronta Granada per migliorare la visibilità dei ricercatori e la loro affinità con specifici Consigli Territoriali.
    • Utilizzo di schede di progetto UGR sul sito web per evidenziare i progetti di ricerca in corso, categorizzati per Consigli Territoriali UGR e geolocalizzati su una mappa interattiva.
    • Micro-presentazioni (brevi interventi) durante il Secondo Incontro Impronta Granada per presentare progetti di ricerca selezionati prima del workshop principale del Poniente.
  • Risultati: maggiore coinvolgimento dei ricercatori; migliore trasparenza delle competenze; allineamento tra la ricerca accademica e le priorità di sviluppo territoriale; dibattito più informato e basato su evidenze (evidence-based) durante il workshop.

Descrizione

Reclutare i ricercatori dell’Università di Granada (UGR) affinché partecipino alle iniziative di governance e sviluppo regionale costituisce una strategia chiave per gettare un ponte tra la conoscenza accademica e i processi decisionali locali (policy making).

I Consigli Territoriali dell’UGR (UGR County Councils) rappresentano un’iniziativa guidata dall’Università di Granada nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen, volta a promuovere la collaborazione tra ricercatori accademici, governi locali e portatori di interesse della comunità. Questa iniziativa si concentra sulla risoluzione delle sfide regionali attraverso soluzioni co-create e basate sulla ricerca. Il Secondo Incontro Impronta Granada è il terzo evento pilota organizzato dall’UGR nell’ambito di questo progetto, che riunisce ricercatori, decision maker (policymaker) e comunità locali per discutere e sviluppare strategie di sviluppo sostenibile nelle aree rurali e urbane.

Nel quadro del Secondo Incontro Impronta Granada (2 dicembre 2025), attraverso incontri preparatori online con i Consigli Territoriali dell’UGR e il successivo workshop in presenza “Workshop Poniente”, i ricercatori sono stati integrati attivamente in un processo multi-stakeholder.

Per operazionalizzare questo percorso, la struttura interna Medialab UGR ha predisposto un database Excel interno — che recensisce i progetti di ricerca in corso, i nomi dei ricercatori, il Consiglio Territoriale (comarca) associato e lo stato del progetto — servito poi a progettare e programmare le micro-presentazioni di tali progetti durante l’evento in presenza. Il registro Excel non è stato uno strumento statico, ma è stato costantemente aggiornato lungo tutto il processo per riflettere le partecipazioni confermate, la rilevanza tematica e il progressivo allineamento tra progetti di ricerca ed esigenze territoriali. Questo meccanismo ha favorito la visibilità, facilitato l’incrocio (matching) tra ricercatori e stakeholder e aiutato a impostare l’agenda del workshop attorno a proposte fondate su basi accademiche. Il processo di reclutamento è stato supportato dalla creazione di profili degli attori e dall’inserimento dei progetti UGR sul sito web di Impronta Granada, dove i ricercatori e il loro lavoro in corso sono stati resi visibili e accessibili. Tali profili hanno consentito ai portatori di interesse di diversi settori di individuare i ricercatori rilevanti con cui collaborare e di esplorare i progetti UGR geolocalizzati che rispondono alle esigenze di sviluppo regionale.

Come funziona il modello

Il reclutamento dei ricercatori dell’UGR per il Workshop Poniente ha seguito un processo chiaro e strutturato:

1. Identificazione dei bisogni e della ricerca esistente

  1. Durante gli incontri preparatori online organizzati da Medialab UGR nell’ambito dell’iniziativa Impronta Granada con vari Consigli Territoriali UGR (inclusi quelli del Poniente), gli attori locali e i ricercatori dell’UGR hanno discusso delle sfide regionali come il turismo sostenibile, la conservazione del patrimonio, la rivitalizzazione economica, il calo demografico, le migrazioni, lo spopolamento rurale, la protezione del patrimonio culturale, nonché le questioni di transizione ecologica e digitale (tra cui l’adattamento climatico, l’uso sostenibile del suolo e la digitalizzazione dei servizi locali).
  2. Contestualmente, i ricercatori hanno presentato le indagini in corso condotte nella provincia di Granada, in particolare in contesti rurali e locali/comarcali (ad es. archeologia, sociologia, scienze ambientali, patrimonio culturale, turismo).
  3. I risultati di questi incontri sono stati registrati in un foglio di calcolo Excel strutturato, comprensivo di nomi dei ricercatori, titoli dei progetti, comarca associata e stato del progetto. Questo strumento ha permesso di mappare le competenze di ricerca rispetto ai bisogni territoriali e di selezionare i ricercatori in grado di contribuire a temi specifici.

2. Reclutamento attivo e visibilità

  1. Sulla base del registro Excel, Medialab UGR, nell’ambito dell’iniziativa Impronta Granada, ha invitato i ricercatori selezionati a preparare delle micro-presentazioni da tenere durante il Secondo Incontro Impronta Granada — prima del workshop principale del Poniente —, offrendo loro una vetrina per presentare il proprio lavoro a un pubblico più ampio di stakeholder (decision maker, attori della società civile, imprese locali).
  2. I ricercatori sono stati invitati attivamente a collaborare presentando i loro progetti sul sito web di Impronta Granada, dove i temi di ricerca sono stati categorizzati per Consiglio Territoriale UGR e collegati a rilevanti iniziative di sviluppo regionale. La funzionalità dei profili degli attori offre informazioni dettagliate sui ricercatori e sui Consigli Territoriali UGR a cui appartengono, il che ha notevolmente facilitato il processo di reclutamento.

Profili degli attori: Ricercatori e altri attori recensiti con affiliazione, ruolo e appartenenza al Consiglio Territoriale. Il repertorio può essere filtrato sul sito web di Impronta Granada per istituzione (Università di Granada), profilo (centro di ricerca) e appartenenza al Consiglio Territoriale: Profili degli attori di Impronta Granada.

Schede dei progetti UGR: Un catalogo di progetti di ricerca geolocalizzati su una mappa e suddivisi per Consiglio Territoriale, che consente agli utenti di vedere quali indagini sono attive nelle diverse comarcas: Progetti UGR nei Consigli Territoriali.

3. Le micro-presentazioni come leva di coinvolgimento (Engagement Trigger)

Al Secondo Incontro Impronta Granada (Loja, 2 dicembre 2025) — prima del workshop tematico per il Poniente — un gruppo di ricercatori ha tenuto brevi presentazioni (pitch) di cinque minuti sui propri progetti. Queste micro-presentazioni hanno fatto uso di materiale visivo (mappe, immagini, diagrammi, ecc.), traducendo i risultati della ricerca per gli stakeholder non accademici e ancorando i dibattiti del workshop su evidenze empiriche. Tra queste:

  • La voz de las torres – La voce delle torri (Ana García)
  • El patrimonio arqueológico en la comarca del Poniente de Granada: desde su investigación hasta su difusión – Il patrimonio archeologico nella comarca del Poniente di Granada: dalla ricerca alla divulgazione (Luca Mattei)
  • Excavación en la Mesa de Fornes – Scavo a Mesa de Fornes (Andrés Adroher)
  • El “heheo” en el Poniente Granadino: un estudio sociolingüístico – Il “heheo” nel Poniente Granadino: uno studio sociolinguistico (María Cardenete)
  • Estación biológica de campo de la UGR “La Resinera” – Stazione biologica sul campo dell’UGR “La Resinera” (Juan M. Pleguezuelos)
  • Volver a los Orígenes siendo Original – Torna alle origini essendo originale (Eva Moreno Castillo)

4. Integrazione nella discussione del workshop

Dopo le micro-presentazioni, il tavolo di lavoro (mesa de trabajo) del Poniente ha favorito il dialogo tra ricercatori, decision maker, società civile e rappresentanti delle imprese locali, facilitando la co-progettazione di proposte e il potenziale allineamento della ricerca accademica con i piani territoriali per la regione del Poniente.

Sfide

  • Diversità dei profili di ricerca. Non tutti i progetti presenti nel database Excel corrispondevano a ricercatori attivi; alcuni appartenevano ad altri agenti partecipanti. Ciò è accaduto perché il registro iniziale è stato compilato utilizzando informazioni raccolte da bandi aperti, incontri preparatori e archivi di progetti territoriali esistenti, che includevano contributi da un’ampia gamma di attori. Si è quindi reso necessario un successivo processo di verifica per individuare e dare priorità ai profili attivamente impegnati nella ricerca.
  • Disparità tra temi di ricerca vs. bisogni locali. Alcune linee di ricerca (ad es. fortemente teoriche o disciplinari) non si inserivano agevolmente in politiche locali operative o in proposte turistiche/patrimoniali, richiedendo un lavoro di adattamento o traduzione in proposte pratiche.
  • Vincoli di tempo & motivazione. Il personale di ricerca deve far fronte a impegni didattici e amministrativi che possono limitare la disponibilità. In questo caso, il registro Excel e la pubblicazione online dei profili dei ricercatori sono stati predisposti e resi disponibili con diverse settimane di anticipo rispetto al Secondo Incontro Impronta Granada, il che ha consentito un primo coinvolgimento ma si è rivelato insufficiente a garantire un impegno a lungo termine oltre l’evento. Mantenere la partecipazione richiede quindi una maggiore pianificazione anticipata, unita a un continuo supporto istituzionale e logistico.
  • Visibilità & comunicazione. Sebbene il sito web e le micro-presentazioni abbiano aumentato la visibilità, garantire che gli enti locali e la società civile consultino e utilizzino costantemente il registro richiede un impegno e un’attività di comunicazione (outreach) continui. La promozione del registro è avvenuta principalmente tramite comunicazione diretta con i comuni durante gli incontri preparatori, presentazioni al Secondo Incontro Impronta Granada ed e-mail mirate di follow-up contenenti i link ai profili degli attori e alle schede dei progetti UGR. Nonostante la creazione dei profili e l’inserimento dei progetti UGR sul sito web di Impronta Granada, la visibilità di tali profili necessitava di maggiore promozione all’interno delle amministrazioni locali e della comunità estesa. Inoltre, la partecipazione attiva dei ricercatori ai progetti locali richiede una comunicazione chiara e motivazioni solide per contribuire allo sviluppo territoriale.

Compiti e risorse

Scienziati

Compiti:

  • Preparare ed svolgere le micro-presentazioni.
  • Fornire dati di ricerca e materiali visivi pertinenti alle tematiche regionali.
  • Partecipare a progetti collaborativi di follow-up con gli attori locali.

Risorse necessarie:

  • Tempo dedicato alla traduzione della ricerca in azione (research-to-action).
  • Materiali di supporto (mappe, elementi visivi, dati).
  • Supporto etico e istituzionale da parte dell’UGR.

Mediatori della conoscenza e della ricerca (Knowledge exchange managers & research managers)

Compiti:

  • Mantenere e aggiornare il registro Excel.
  • Gestire i “Profili degli attori” e le “Schede dei progetti UGR” sul sito web di Impronta Granada.
  • Organizzare la sessione di micro-presentazioni.
  • Facilitare la comunicazione tra i ricercatori e i portatori di interesse locali.

Risorse necessarie:

  • Strumenti per la gestione del database e l’aggiornamento del sito web.
  • Supporto logistico e tecnico per gli eventi (sede, attrezzature audiovisive) e comunicazioni di follow-up.

Policymaker

Compiti:

  • Partecipare alle micro-presentazioni e ai workshop.
  • Individuare la rilevanza della ricerca per le politiche e i progetti locali.
  • Fornire riscontri e, ove possibile, risorse per sostenere le iniziative basate sulla ricerca.

Risorse necessarie:

  • Allocazione del tempo a livello istituzionale.
  • Budget per iniziative pilota o collaborazioni.
  • Canali ufficiali per integrare i risultati della ricerca nella pianificazione comunale.

Esempi

  1. Profili degli attori:
    • Sul sito di Impronta Granada, il repertorio dei Profili degli attori consente il filtraggio per istituzione, aiutando i ricercatori a guadagnare visibilità e a connettersi con gli stakeholder locali.
    • Esempio: Francisco Antonio Navarro Valverde – ricercatore affiliato all’UGR, inserito nel Consiglio Territoriale UGR del Poniente Granadino: Profilo di Francisco Navarro.
  2. Progetti UGR elencati per Consiglio Territoriale:
    • Il catalogo delle schede dei progetti UGR, geolocalizzato per Consiglio Territoriale, permette agli utenti di verificare dove sia attiva ciascuna iniziativa di ricerca, delineando una mappa regionale dell’impegno accademico e del suo potenziale impatto.
    • Esempio: Progetto di Archeologia UGR.
  3. Sessione di micro-presentazioni: la sessione di micro-presentazioni durante il Secondo Incontro Impronta Granada ha preceduto il workshop principale del Poniente, garantendo che i risultati dei ricercatori orientassero il dibattito e le proposte progettuali. Secondo il comunicato stampa dell’UGR, l’evento ha riunito rappresentanti istituzionali, ricercatori, agenti sociali, imprese e cittadini per affrontare le principali sfide regionali con un’attenzione particolare all’innovazione, alla sostenibilità e alla ricchezza culturale ed ecologica.

Fonti e approfondimenti

Impronta Granada Website – Impronta Granada Actor Profiles and UGR Projects in County Councils.
Official coverage of the Second Impronta Granada meeting – University and Territory event: https://improntagranada.es/impronta/ii-impronta-granada-meeting-strengthens-the-university-territory-alliance-in-loja/ 

Dettagli dello studio di caso

Come è stato implementato il modello

Il Workshop Poniente è stato preceduto da due incontri preparatori online nei quali i ricercatori dell’UGR e gli stakeholder locali hanno discusso delle sfide regionali, quali il turismo sostenibile, la conservazione del patrimonio e lo sviluppo economico. Medialab UGR ha creato un database Excel per mappare le competenze di ricerca rispetto a specifiche sfide territoriali, categorizzando i progetti in base ai temi di ricerca, all’affiliazione dei ricercatori e al Consiglio Territoriale (county council). Questi dati hanno gettato le basi per le micro-presentazioni svolte durante il Secondo Incontro Impronta Granada, in cui i ricercatori selezionati hanno illustrato il proprio lavoro con l’ausilio di materiali visivi a un ampio pubblico composto da enti locali, imprese e società civile.

Inoltre, i ricercatori e i progetti sono stati valorizzati sul sito web di Impronta Granada, dove sono stati creati profili degli attori per evidenziare le competenze dei ricercatori e la loro affiliazione ai Consigli Territoriali, mentre le schede dei progetti UGR sono state inserite e geolocalizzate, facilitando la connessione tra la ricerca e le esigenze locali.

Risorse disponibili (compiti principali)

  • Divulgazione della ricerca (Research dissemination): Il sito web di Impronta Granada ha svolto un ruolo chiave nel garantire che i progetti dell’UGR fossero visibili e accessibili. Le schede dei progetti UGR sono state create sul sito web e organizzate per Consigli Territoriali UGR, contribuendo ad allineare la ricerca accademica alle esigenze locali. Tali schede di progetto sono state geolocalizzate su una mappa interattiva, consentendo ai portatori di interesse di individuare con precisione dove venissero condotte le iniziative di ricerca nella regione di Granada.
  • Condivisione della conoscenza (Knowledge sharing): Le micro-presentazioni hanno permesso ai ricercatori di interagire direttamente con gli stakeholder, presentando i propri risultati in un formato accessibile. Queste sessioni hanno favorito la collaborazione intersettoriale, assicurando che i ricercatori non si limitassero a condividere conoscenze, ma potessero anche comprendere le esigenze locali e individuare aree di interesse comune.

Cosa funziona e cosa no? (Insegnamenti appresi)

Cosa funziona

  • Il database Excel si è rivelato uno strumento efficace per organizzare e categorizzare i progetti di ricerca dell’UGR, facilitando l’abbinamento (matching) tra ricercatori e sfide locali.
  • I profili degli attori sul sito web di Impronta Granada hanno contribuito ad aumentare la visibilità dei ricercatori e a promuovere la collaborazione tra gli istituti di ricerca e gli stakeholder locali.
  • Le micro-presentazioni sono state efficaci nel coinvolgere un pubblico variegato, aiutando a colmare il divario tra la ricerca accademica e i processi decisionali locali (policy making) attraverso la presentazione di progetti affiancati da applicazioni pratiche nel mondo reale.

Cosa non funziona

  • Mantenere un coinvolgimento continuativo dei ricercatori oltre la durata dell’evento rimane complesso a causa del loro carico di lavoro accademico e dei vincoli di tempo. Per garantire che tali collaborazioni proseguano dopo il workshop iniziale sono necessarie attività di follow-up dedicate e un adeguato supporto istituzionale.
  • Sebbene le micro-presentazioni abbiano facilitato un primo coinvolgimento, la vera sfida risiede nel garantire la partecipazione a lungo termine dei ricercatori nella fase di attuazione dei progetti locali.

Come vengono valutate le attività?

  • Sono stati somministrati sondaggi di valutazione (feedback surveys) per misurare l’efficacia delle micro-presentazioni e il livello di partecipazione della ricerca al Workshop Poniente.
  • Saranno necessari successivi sondaggi di follow-up per valutare l’impatto a lungo termine delle soluzioni basate sulla ricerca e la misura in cui tali soluzioni siano state effettivamente integrate nelle politiche locali e nello sviluppo della comunità.

 

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Come promuovere i modelli di Policy-Dialogue

Strategie di comunicazione e diffusione attraverso Medialab UGR e Impronta Granada

 

Sintesi: Caratteristiche principali in breve

  • Ecosistema di comunicazione integrato: approccio crossmediale che combina siti web istituzionali, social network e stampa locale
  • Materiale di diffusione con marchio: merchandising (quaderni personalizzati, roll-up, identità visiva) per eventi regionali
  • Storytelling digitale continuo: aggiornamenti regolari sulle piattaforme di Medialab UGR e Impronta Granada, comprese sezioni dedicate a ENGAGEgreen
  • Copertura stampa e audiovisiva: articoli su IDEAL e Granada Hoy, webinar su YouTube e partecipazione a conferenze europee
  • Partecipazione dei media cittadini: invito ai membri dei Consigli di contea dell’UGR a registrare podcast presso Radiolab UGR per presentare le iniziative territoriali

Descrizione

Questo articolo analizza come l’Università di Granada (UGR), attraverso Medialab UGR e Impronta Granada, sviluppi e attui strategie innovative di divulgazione per promuovere forme di dialogo tra scienza e politiche. Nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen (WP5 – Diffusione e impegno civico), l’UGR combina la comunicazione digitale, la divulgazione attraverso i media tradizionali e lo storytelling partecipativo per aumentare la visibilità, la credibilità e il coinvolgimento del pubblico in iniziative quali i County Councils dell’UGR e gli incontri di Impronta Granada.

Queste azioni di comunicazione rafforzano l’impegno istituzionale dell’UGR a favore dell’innovazione aperta e dell’impegno civico, garantendo che i dialoghi tra il mondo accademico, i policymaker, le imprese e i cittadini raggiungano un vasto pubblico sia a livello regionale che internazionale.

Come funziona questo modello?

La strategia di diffusione si articola come un modello di comunicazione multicanale coordinato da Medialab UGR. Segue un ciclo continuo strutturato in quattro fasi:

  1. Preparazione e branding:

    Sviluppo di un’identità visiva e di materiali fisici a corredo di ciascun evento di policy dialogue. In occasione del lancio dei County Councils dell’UGR (20 gennaio 2025), l’UGR ha realizzato taccuini personalizzati contenenti informazioni sul progetto, roll-up per la visibilità e servizi di ristorazione coordinati per migliorare l’esperienza dei partecipanti.

  2. Pubblicazione sui media e amplificazione digitale:

  1. Visibilità pubblica e portata internazionale:

    L’UGR ha promosso ENGAGEgreen in diversi forum europei, quali il BIP dell’Arqus Alliance “Making the Planet a Healthier Place” (maggio 2025), la conferenza SAM “Building Bridges: Shaping Europe’s Science-for-Policy Landscape” (Vienna, 26–27 maggio 2025) e l’evento ENGAGEgreen a Bruxelles “Unlocking Science-Policy Synergies for Europe’s Green and Digital Future” (giugno 2025). Queste partecipazioni sono state accompagnate da comunicati stampa multilingue e da articoli su Impronta Granada.

  2. Comunicazione con e dei cittadini e media creativi:

    L’UGR invita i membri dei Living Labs dei County Councils dell’UGR a registrare podcast presso Radiolab UGR, uno studio di registrazione universitario professionale. Questa iniziativa consente agli stakeholder locali, ai ricercatori e ai policymaker di condividere i propri progetti e le proprie sfide con un pubblico più ampio, trasformando la divulgazione in una narrazione co-creata che rafforza la dimensione “scienza per le persone” di ENGAGEgreen.

Sfide

  • Garantire la coerenza del marchio e dell’identità visiva su più canali
  • Trovare il giusto equilibrio tra accuratezza scientifica e linguaggio accessibile a un pubblico non specializzato
  • Coordinare le tempistiche tra eventi locali, scadenze editoriali e comunicazione a livello UE
  • Assicurare un coinvolgimento costante dopo il picco iniziale di visibilità
  • Misurare l’impatto reale al di là degli indicatori quantitativi (like, copertura e visualizzazioni)

Compiti e risorse

Scientists

  • Fornire contenuti che illustrino i risultati della ricerca e gli esiti territoriali con un linguaggio accessibile
  • Partecipare a interviste, webinar e podcast per contestualizzare l’impatto del progetto
  • Revisionare i materiali stampa per garantire l’accuratezza dei fatti e la credibilità scientifica
  • Partecipare ad attività di comunicazione dal vivo (conferenze, BIP dell’Arqus Alliance, SAM Vienna, evento a Bruxelles) per rafforzare la visibilità nelle comunità accademiche e politiche

Knowledge exchange managers and research managers

  • Coordinare la strategia di comunicazione e il calendario di tutte le attività di divulgazione di ENGAGEgreen
  • Produrre, curare e pubblicare contenuti multimediali (comunicati stampa, video, webinar su YouTube)
  • Gestire i rapporti con la stampa locale e nazionale (IDEAL, Granada Hoy)
  • Supervisionare la progettazione grafica, il branding e la logistica degli eventi (merchandising, segnaletica, fotografia)
  • Gestire le dashboard di analisi dei dati relativi al sito web e ai social media per monitorare le tendenze di coinvolgimento

Policymaker

  • Sostenere la visibilità partecipare a interviste, rilasciare dichiarazioni sui risultati della collaborazione
  • Condividere i materiali di ENGAGEgreen attraverso i canali istituzionali (comuni, agenzie di sviluppo locale)
  • Incoraggiare la diffusione a livello territoriale tramite newsletter ed eventi locali

Esempi

  • 20 gennaio 2025 – Primo incontro di Impronta Granada: evento di lancio con 143 partecipanti; diffusione tramite i siti web di Impronta Granada e Medialab UGR, articoli su IDEAL e Granada Hoy, oltre a una registrazione video completa disponibile su YouTube
  • 24 gennaio 2025 – Comunicati stampa: pubblicati su entrambe le piattaforme istituzionali e condivisi sui social media
  • 9 maggio 2025 – Presentazione Arqus Alliance: l’UGR ha presentato i Living Labs a 25 studenti e sei ricercatori provenienti da tre università europee
  • 26–27 maggio 2025 – Conferenza SAM Vienna: visibilità internazionale grazie a una sessione coordinata sul tema “Università e comuni che coproducono soluzioni per la trasformazione urbana” (Universities and Municipalities Coproducing Solutions for Urban Transformation)
  • 12 giugno 2025 – Conbferenza a Bruxelles: l’UGR ha condotto una sessione su “Acqua e suolo: dalla ricerca alle politiche pubbliche” (Water and Soil: From Research to Public Policies), posizionando ENGAGEgreen all’interno dell’ecosistema del dialogo tra scienza e politica dell’UE
  • Radiolab UGR: invito permanente rivolto ai membri del Consiglio Provinciale a produrre podcast tematici che mettano in luce l’innovazione territoriale e le azioni di sostenibilità.

Casi studio

Una strategia pubblicitaria completa che combina mezzi di comunicazione cartacei, digitali e audiovisivi ha portato a un’ampia visibilità a livello provinciale e al riconoscimento a livello dell’UE. L’integrazione dei podcast di Radiolab UGR ha esteso la diffusione alla narrazione comunitaria, rafforzando il senso di appartenenza civica ai processi di dialogo tra scienza e politica.

Come viene implementato il modello?

La pianificazione della diffusione inizia due settimane prima di ogni evento e prosegue fino a tre mesi dopo. Il team di comunicazione di Medialab redige i comunicati stampa, coordina i calendari di pubblicazione e monitora gli indicatori di coinvolgimento. Le tappe fondamentali sono sincronizzate con il calendario editoriale di Impronta Granada. I podcast e i webinar su YouTube vengono pubblicati come comunicazione di follow-up per mantenere viva l’attenzione del pubblico e garantire continuità.

Risorse disponibili (quali sono I compiti principali)

  • Siti web istituzionali: ugr.es e improntagranada.es
  • Account ufficiali sui social media: Instagram, LinkedIn, YouTube
  • Modelli per comunicati stampa e branding
  • Studio di registrazione Radiolab UGR e supporto tecnico
  • Mailing list e database delle parti interessate per attività di sensibilizzazione mirate

Cosa funziona e cosa no?

  • Funziona: identità visiva coerente; approccio multicanale che combina contenuti accademici e rivolti al pubblico; coinvolgimento tempestivo dei media nella pianificazione; uso dello storytelling audiovisivo (Reel, podcast).
  • Non funziona: eccessiva dipendenza da un’unica piattaforma; coordinamento insufficiente tra la copertura dell’evento e quella post-evento; sottovalutazione dei tempi necessari per la produzione dei contenuti.
  • Lezioni apprese: stabilire un calendario di pubblicazione; integrare l’analisi dei social media nella valutazione; assicurarsi che ogni comunicato stampa includa una citazione diretta e un’immagine di alta qualità; riutilizzare i materiali per le reti di diffusione europee.

Come vengono valutate le attività?

  • Risultati: numero di comunicati stampa (oltre 20), post sui social media (oltre 40) e menzioni sui media (2 quotidiani principali)
  • Impatto: maggiore visibilità dei formati di dialogo tra scienza e politica dell’UGR; maggiore coinvolgimento delle parti interessate e interesse alla replica in altre università
  • Indicatori: traffico sul sito web, portata dei post, tassi di coinvolgimento, statistiche sull’audience dei podcast, citazioni sulla stampa
  • Tempistiche: monitoraggio continuo nel corso del 2025; rendicontazione integrata nella valutazione del WP5

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Science meets Policy: costruire un dialogo sulla governance del suolo in Europa

Caratteristiche principali in breve

  • Evento: un evento a livello europeo co-organizzato dall’Università di Granada (UGR) e dal BETA Technological Center (Università di Vic) nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen.
  • Partecipanti: ha incluso rappresentanti della Direzione Generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale (DG AGRI) della Commissione europea, dell’Ufficio europeo dell’ambiente (European Environmental Bureau – EEB), dell’Istituto per la politica ambientale europea (Institute for European Environmental Policy – IEEP) e di molteplici università e istituti di ricerca.
  • Struttura: ha combinato un dibattito generale, due tavole rotonde (acqua e suolo) e una sessione di poster.
  • Focus: focalizzato sull’attuazione della EU Soil Strategy 2030, sulla missione per il suolo di Horizon Europe e sulla legge sul monitoraggio del suolo.
  • Contenuti: ha affrontato sia le strutture di governance sia i meccanismi di trasferimento delle conoscenze scienza-politiche.
  • Mappatura: identificazione delle carenze istituzionali, degli strumenti emergenti e del ruolo delle scienze sociali e del coinvolgimento civile dei cittadini.
  • Rilevanza: ha sottolineato l’importanza di dialoghi inclusivi che coinvolgano il mondo accademico, i policymaker e la società civile.
  • Approccio: ha dimostrato l’importanza dei Living Labs, della ricerca transdisciplinare e dei modelli di governance partecipativa.

Descrizione

Questo contributo presenta un caso di studio tratto dalla Dissemination and Stakeholder Conference di ENGAGEgreen tenutasi il 12 giugno 2025 a Bruxelles. La sessione intitolata “Acqua e suolo: Dalla ricerca alle politiche pubbliche per la tutela dell’ambiente”, co-organizzata dall’Università di Granada (UGR) e dal BETA Technological Center dell’Università di Vic, ha riunito ricercatori, funzionari politici e attori della società civile per esplorare come le interfacce scienza-politica possano supportare una governance ambientale più sostenibile in Europa. La sessione si è concentrata su due elementi critici — l’acqua e il suolo — e ha affrontato il modo in cui le prove scientifiche, le scienze sociali e la governance partecipativa possano modellare politiche pubbliche allineate alle realtà ecologiche e sociali.

La tavola rotonda sulla governance del suolo ha affrontato una sfida urgente: come accelerare il trasferimento delle conoscenze e la cooperazione istituzionale nell’attuazione della strategia dell’Unione Europea per il suolo e della legge sul monitoraggio del suolo.

La sessione mirava a rafforzare il dialogo scienza-politiche sulla governance del suolo e dell’acqua a livello europeo attraverso:

  • Creazione di uno spazio strutturato di scambio tra ricercatori, policymaker e attori della società civile sulla governance del suolo e dell’acqua.
  • Esplorazione di come le evidenze scientifiche, le scienze sociali e gli approcci partecipativi possano informare meglio le politiche ambientali dell’UE, in particolare la strategia UE per il suolo, la legge sul monitoraggio del suolo e la missione per il suolo di Horizon Europe.
  • Identificazione di barriere e lacune nelle attuali interfacce scienza-politica relative alla governance del suolo e dell’acqua.
  • Evidenziazione degli strumenti e dei meccanismi esistenti per il trasferimento delle conoscenze utilizzati dalla Commissione europea e dai progetti finanziati dall’UE.
  • Promozione di modelli di governance inclusivi e transdisciplinari, incluso il ruolo dei Living Labs e del coinvolgimento dei cittadini nella progettazione delle politiche del suolo e dell’acqua.

Come funziona il formato?

La sessione è stata strutturata intorno a tre parti:

  1. Una discussione generale, in cui i partecipanti hanno sostenuto la necessità di legami più forti tra scienza, politica e società civile;
  2. Una tavola rotonda sull’acqua, incentrata sulla governance ecosistemica, sui modelli partecipativi e sulle iniziative europee come Water4All;
  3. Una tavola rotonda del suolo, incentrata sui progetti di Horizon Europe, sulla missione per il suolo dell’UE, sulla legge sul monitoraggio del suolo e sui meccanismi di trasferimento delle conoscenze utilizzati dalla Commissione europea.

I partecipanti hanno affrontato:

  1. Le sfide attuali nell’attuazione della legislazione sul suolo a livello dell’UE e nazionale;
  2. La necessità di integrare dati qualitativi e dimensioni sociali nelle metriche della salute del suolo;
  3. Esempi di collaborazione tra ricerca e politiche, inclusi i progetti di Horizon Europe e i meccanismi consultivi;
  4. Proposte per rendere la scienza del suolo più accessibile e politicamente operativa.

Ogni tavola rotonda ha visto la partecipazione di un mix di ricercatori e policy officer, consentendo uno scambio bidirezionale che ha bilanciato le intuizioni scientifiche con l’esperienza istituzionale. I moderatori hanno facilitato il dialogo aperto e garantito una partecipazione inclusiva in tutti i settori. L’accento è stato posto sull’identificazione delle carenze sistemiche e sulla mappatura delle opportunità per istituzionalizzare le interfacce scienza-politiche intorno al suolo.

Sfide

  • Le barriere linguistiche e di inquadramento tra scienziati e policymaker sono state ripetutamente evidenziate.
  • Gli scienziati spesso mancano di punti di accesso chiari o di orientamenti per interfacciarsi con i processi decisionali a livello dell’UE.
  • La società civile è ancora sottorappresentata nei dialoghi sulle politiche riguardanti le risorse naturali, nonostante il loro impatto diretto.
  • La dimensione sociale della governance del suolo e dell’acqua viene spesso trascurata a favore di approcci tecnici o ambientali.
  • Le tempistiche sulle politiche e i cicli di ricerca sono spesso disallineati, riducendo l’usabilità dei risultati scientifici nella legislazione.
  • Mancanza di mediatori della conoscenza (knowledge brokers) dedicati per mediare tra le competenze accademiche e i fabbisogni della pubblica amministrazione.

Compiti e risorse

Accademici e ricercatori

  • Presentare i risultati della ricerca e le raccomandazioni sul controllo dei parassiti, sulla conservazione degli ecosistemi fluviali e sulla governance partecipativa.
  • Condividere le esperienze sulle barriere all’interazione con la pubblica amministrazione e sulla necessità delle scienze sociali nella valutazione delle politiche pubbliche.
  • Proporre formati per la co-creazione di indicatori che integrino la conoscenza scientifica e locale.
  • Evidenziare i rischi di limitare la governance del suolo a metriche ristrette.

Policy officers (Commissione europea, DG AGRI)

  • Fornire indicazioni su come accedere e utilizzare i contributi scientifici a livello dell’UE.
  • Spiegare i meccanismi interni di collaborazione scienza-politica (es. database di esperti, comitati consultivi, Living Labs, panel scientifici).
  • Sottolineare il ruolo dei risultati della ricerca nell’influenzare le proposte legislative.
  • Sostenere il coordinamento con i servizi di consulenza della PAC e gli organismi di attuazione nazionali.

ONG e Think Tanks

  • Portare prospettive critiche sulla necessità di un cambiamento sistemico e di una democratizzazione della governance del suolo.
  • Sottolineare l’urgenza di includere il settore civile e gli agricoltori nel processo di progettazione delle politiche pubbliche.

Responsabili dello scambio di conoscenze e responsabili della ricerca (Knowledge exchange managers and Research managers)

  • Garantire la comunicazione intersettoriale.
  • Agire come facilitatori per aiutare i ricercatori ad allinearsi meglio ai fabbisogni e alle tempistiche istituzionali.
  • Raccogliere e documentare gli spunti di riflessione per la diffusione orientata alle politiche.

Esempi

  • Missione per il suolo dell’UE: un’iniziativa di Horizon Europe per pilotare Living Labs e Lighthouses (fari) per la salute del suolo in tutti gli stati membri.
  • Legge sul monitoraggio del suolo: quadro giuridico che mira a creare infrastrutture di dati sul suolo a livello dell’UE.
  • Living Labs per il suolo: promossi come piattaforme multi-attore per la sperimentazione applicata e per un quadro di governance.

Fonti e approfondimenti

Report della sessione 3 di ENGAGEgreen – Conclusioni della tavola rotonda sul suolo (UGR & BETA, giugno 2025).
Portale della Missione per il suolo dell’UE: https://ec.europa.eu/info/research-and-innovation/missions/soil-health-and-food_en
Briefings di IEEP sulla strategia del suolo: https://ieep.eu
Knowledge4Policy – Sezione suolo: https://knowledge4policy.ec.europa.eu/soil

Casi studio

Bruxelles, 12 giugno 2025 – Dissemination and Stakeholder Conference del progetto ENGAGEgreen.
Sessione 3: Acqua e suolo: Dalla ricerca alle politiche pubbliche per la tutela dell’ambiente.
Organizzatori: Università di Granada e BETA Technological Center (Università di Vic).

Come è stato implementato il formato?

Cosa funziona? Cosa non funziona? (Lezioni apprese)

Cosa funziona

  • Co-organizzare sessioni garantendo la moderazione e l’equilibrio accademico-istituzionale.
  • Includere discussioni generali unite a tavole rotonde tematiche specifiche rafforza il coinvolgimento.
  • Inquadrare le discussioni all’interno delle strategie dell’UE in corso (es. Missione per il suolo, PAC).
  • Coinvolgere le ONG e i ricercatori accademici insieme ai policymaker.

Cosa non funziona

  • La mancanza di punti di accesso strutturati per i ricercatori per influenzare i processi decisionali dell’UE.
  • Strutture formali limitate per la partecipazione della società civile o della citizen science nella governance del suolo dell’UE.
  • La complessità tecnica può portare al disimpegno se il linguaggio utilizzato non è chiaro.

Come vengono valutate le attività?

  • Il feedback è stato raccolto tramite interazione dal vivo e networking informale.
  • Indicatori: diversità dei relatori, interesse istituzionale per le azioni di follow-up e connessioni continue avviate durante l’evento. Il coinvolgimento durante la tavola rotonda è stato elevato e bilanciato tra le istituzioni.
  • Chiare manifestazioni di interesse per collaborazioni future.
  • Diffusione tramite comunicati stampa e policy briefs (Università di Granada e BETA – University of Vic).

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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Valutazione dell’impatto degli eventi locali di dialogo tra scienza e politiche

Un approccio metodologico dall’iniziativa dei Consigli Territoriali dell’Università di Granada (UGR)

Caratteristiche principali in breve

Lo strumento di valutazione è stato progettato con i seguenti obiettivi:

  • Misurare il livello di soddisfazione dei partecipanti nei quattro settori della quadrupla elica.
  • Valutare la qualità percepita del networking e dello scambio di conoscenze.
  • Valutare la comprensione e l’utilità percepita dell’iniziativa dei Consigli Territoriali dell’UGR.
  • Individuare le differenze di percezione tra profili accademici e amministrativi.
  • Individuare raccomandazioni concrete per migliorare l’inclusività, la rilevanza delle politiche e i meccanismi di follow-up nei futuri incontri basati sui Living Lab.

Descrizione

L’iniziativa dei Consigli Territoriali dell’Università di Granada (Consejos Comarcales UGR), parte del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen, mira a promuovere dialoghi strutturati tra scienza e politiche nelle dieci province della provincia di Granada. Nel luglio 2025, il primo incontro territoriale ha riunito ricercatori, policymaker e rappresentanti della società civile nella storica Azucarera di Motril. Per valutare l’impatto di questo evento e rafforzare i futuri formati partecipativi, l’Università di Granada ha sviluppato un questionario di valutazione specificamente adattato al modello della quadrupla elica e al contesto regionale.

Questo approccio metodologico è stato testato durante due importanti eventi: il primo incontro di Impronta Granada e il primo incontro dei Consigli Territoriali dell’UGR, consentendo il confronto di percezioni e risultati in contesti territoriali diversi.

Come funziona il formato?

Il sondaggio è stato somministrato online tramite Google Forms e diffuso subito dopo l’evento. I partecipanti sono stati invitati via e-mail e tramite codici QR distribuiti durante l’incontro. Il modulo era composto da nove domande principali suddivise in blocchi tematici:

  1. Blocco identificativo: affiliazione settoriale (mondo accademico, pubblica amministrazione, imprese, società civile).
  2. Blocco di soddisfazione generale: scala Likert (da 1 a 5) per valutare l’incontro nel suo complesso, le opportunità di networking e la logistica dell’evento. La logistica dell’evento è stata analizzata con quattro domande su scala Likert relative a luogo, programma, contenuti e facilitazione.
  3. Blocco sulle dinamiche partecipative: gli elementi valutati comprendevano l’inclusività, la percezione dell’ascolto e il senso di contributo al dialogo.
  4. Blocchi di feedback specifici su misura per:
    • Partecipanti accademici: cambiamenti nella comprensione dei processi politici, interesse a un impegno continuo.
    • Partecipanti alla pubblica amministrazione: esperienza pregressa nella ricerca, utilità dei dati condivisi, intenzione di mantenere i contatti.
  5. Apri il blocco di feedback: suggerimenti per eventi futuri, con possibilità di fornire recapiti.

Il processo di valutazione ha combinato approcci quantitativi e qualitativi, tra cui l’osservazione partecipata e il feedback informale durante le sessioni di networking, per triangolare i risultati del sondaggio e approfondire l’analisi delle dinamiche di coinvolgimento.

Sfide

Il questionario è stato sviluppato dal team di coordinamento tecnico del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen presso l’Università di Granada. Non sono state necessarie risorse esterne, a parte i canali di comunicazione istituzionali e gli strumenti di Google Workspace. La collaborazione interna con l’ufficio per la protezione dei dati ha garantito la conformità al Regolamento sulla protezione dei dati personali.

La principale sfida metodologica consisteva nel trovare un equilibrio tra brevità e profondità analitica, poiché i brevi moduli online a volte limitavano il livello di dettaglio delle risposte qualitative.

Compiti e risorse

Le sezioni differenziate per accademici e policymaker si sono rivelate efficaci nel cogliere aspettative ed esperienze specifiche. L’utilizzo delle scale Likert ha consentito un’analisi quantitativa dell’impatto percepito, mentre la sezione aperta ha fornito spunti qualitativi approfonditi. In particolare:

  • Elevati livelli di soddisfazione e interesse espresso a proseguire la collaborazione.
  • Grande apprezzamento per l’opportunità di scambiare conoscenze in un contesto regionale.
  • La metodologia ha facilitato l’individuazione delle lacune tra le esigenze politiche e le strategie di comunicazione accademica.
  • Analisi mirate delle motivazioni istituzionali e individuali.
  • Una migliore comprensione dell’utilità percepita dell’evento.
  • Elevati livelli di soddisfazione per la logistica, l’equità di partecipazione e la percezione di essere ascoltati.
  • Una crescente richiesta di formati di collaborazione più frequenti e di interazione localizzata tra scienza e politiche.

Conclusione

Valutare le modalità di coinvolgimento tra scienza e politiche è fondamentale per garantirne l’efficacia e la replicabilità. Il modello di valutazione UGR dimostra come gli eventi locali radicati nell’identità territoriale possano essere valutati attraverso metodologie semplici ma solide, che riflettono sia gli obiettivi istituzionali sia le esperienze dei partecipanti.

Scienziati

  • Hanno progettato e validato il protocollo di valutazione a metodi misti (mixed-methods), garantendo il rigore scientifico e al contempo l’accessibilità per i partecipanti non accademici
  • Hanno analizzato i dati quantitativi raccolti da 43 e 21 rispondenti in due distinti eventi, individuando modelli di soddisfazione e intenzioni di collaborazione
  • Hanno interpretato i riscontri qualitativi per rilevare temi emergenti quali l’impegno verso la collaborazione, la chiarezza degli obiettivi e la necessità di un maggiore coinvolgimento sulle politiche
  • Hanno elaborato raccomandazioni basate su evidenze (evidence-based) per ottimizzare la gestione dei tempi, l’accessibilità delle sedi e le strategie di follow-up, rafforzando così l’impatto sulle politiche della metodologia dei Living Lab
  • Hanno riflettuto sulla trasferibilità metodologica ad altri dialoghi locale tra scienza e politiche nell’ambito del progetto ENGAGEgreen

Responsabili dello scambio di conoscenze e responsabili della ricerca (Knowledge exchange managers and Research managers)

  • Diffusione coordinata del sondaggio tramite canali digitali e in presenza (codici QR, liste di e-mail, sessioni di feedback).
  • Ho condotto un’osservazione partecipata durante un lavoro di gruppo per valutare le dinamiche intersettoriali e l’inclusività.
  • Raccolta e sintesi di feedback verbali informali a complemento dei risultati del sondaggio.
  • Gestione dell’anonimizzazione e della conformità al GDPR in collaborazione con l’Ufficio per la protezione dei dati dell’università.
  • Sono stati redatti report completi che integrano sia risultati quantitativi (ad esempio, soddisfazione 4,53/5; networking 4,36/5) sia approfondimenti qualitativi, fornendo un documento di apprendimento interno per il WP3 di ENGAGEgreen.

Policymaker

  • Hanno fornito prospettive su esigenze e vincoli istituzionali attraverso le risposte ai sondaggi e le interviste
  • Hanno utilizzato i risultati per calibrare le agende dei Consigli Territoriali UGR, dando priorità a una comunicazione più chiara degli obiettivi, a sessioni di lavoro più lunghe e a una rappresentanza politica più ampia
  • Hanno riconosciuto il valore della valutazione sistematica come strumento per il miglioramento delle politiche basato su evidenze (evidence-based) e per il rafforzamento della collaborazione con il mondo accademico
  • Hanno espresso un’elevata disponibilità (media 4,50/5) a continuare a partecipare alle future attività di scambio di conoscenze (knowledge exchange)

Casi di studio

Come viene condotto il formato?

Al termine dell’evento, i partecipanti hanno ricevuto un questionario digitale accessibile tramite codice QR ed e-mail. I dati sono stati esportati in Excel per l’analisi quantitativa e codificati tematicamente per ottenere informazioni qualitative. I risultati sono stati discussi internamente dal team di coordinamento ENGAGEgreen dell’UGR per individuare gli insegnamenti appresi e integrarli nel Toolkit.

Risorse disponibili (quali sono i compiti principali)

  • Modelli di sondaggio (Google Forms).
  • Schema di codifica per dati qualitativi.
  • Modello di rapporto di feedback (riepilogo + raccomandazioni).
  • Linee guida GDPR in materia di consenso e anonimizzazione.

Cosa funziona? Cosa non funziona? (Lezioni apprese)

  • Cosa funziona: strumenti digitali concisi; disegno di ricerca misto quantitativo-qualitativo; raccolta dati immediatamente dopo l’evento.
  • Cosa non funziona: sessioni di gruppo eccessivamente brevi; mancanza di rotazione tra i tavoli di discussione; procedure di follow-up vaghe.
  • Lezioni apprese: è sempre opportuno integrare i dati del sondaggio con le note di osservazione e comunicare i risultati ai partecipanti per mantenere la fiducia.

Come si valutano le attività?

  • Risultati: rapporti di feedback completati per ciascun evento; capitolo di valutazione del WP3 consolidato.
  • Impatto: evidenza di una maggiore intenzione di collaborazione (4,7/5); miglioramento nella progettazione dei prossimi Consigli di Contea.
  • Indicatori: soddisfazione, networking, chiarezza, inclusività.
  • Tempistiche: raccolta dati immediatamente successiva all’evento + sintesi entro 2 settimane.

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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Valutare i risultati dei dialoghi tra scienza e politiche a Granada

Le evidenze dei sondaggi di ENGAGEgreen

Caratteristiche principali in breve

  • Rispondenti totali: 64 (43 + 21) provenienti da tutti i settori della quadrupla elica.
  • Soddisfazione generale media: costantemente superiore a 4 / 5 in entrambi gli eventi.
  • Dimensioni con il punteggio più alto: soddisfazione dei partecipanti, networking e volontà di continuare la collaborazione.
  • Dimensioni con il punteggio più basso: gestione del tempo, chiarezza degli obiettivi e follow-up politico.
  • Risultati: i dati rivelano una forte fiducia istituzionale nell’Università di Granada (UGR) come promotrice del dialogo territoriale.

Descrizione

Questo contributo presenta i risultati consolidati di due sondaggi di valutazione condotti dopo il Primo Incontro di Impronta Granada (gennaio 2025) e la Prima Riunione dei Consigli Territoriali dell’UGR (luglio 2025). Entrambi gli eventi sono stati concepiti come piattaforme di dialogo scienza-politiche (science-policy dialogue) nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen, riunendo il mondo accademico, la pubblica amministrazione, le imprese e la società civile di tutta la provincia di Granada. L’analisi combina indicatori quantitativi di soddisfazione con feedback qualitativi per stimare le percezioni dei partecipanti, le aree di miglioramento e l’impatto complessivo del modello di governance basato sui Living Lab.

Come funziona il formato?

I sondaggi di valutazione post-evento sono stati distribuiti in formato digitale tramite codice QR ed e-mail entro 24 ore da ciascun incontro. I moduli utilizzavano una scala Likert a cinque punti integrata da domande aperte. La metodologia ha garantito una partecipazione intersettoriale e ha permesso il confronto tra i due eventi. Le risposte sono state triangolate con l’osservazione diretta e i feedback informali raccolti dal gruppo organizzativo.

Durante il Primo Incontro di Impronta Granada (gennaio 2025):

  • L’aspetto più votato è stata la soddisfazione generale (4,53), indicando una forte approvazione della rilevanza e dell’esecuzione dell’evento rispetto al formato del dialogo scienza-politica attraverso la metodologia Living Lab.
  • L’organizzazione ha ottenuto un punteggio leggermente inferiore (4,45), suggerendo margini di ottimizzazione, in particolare nella gestione del tempo e nella scelta della sede.
  • Le opportunità di networking (4,36) sono state ben accolte, ma i feedback suggeriscono che i partecipanti cercano scambi leggermente più strutturati e operativi nelle edizioni future.

Durante la Prima Riunione dei Consigli Territoriali dell’UGR (luglio 2025):

Aspetti con il punteggio più alto:

  • Intenzione degli accademici di mantenere i contatti con i policymaker (4,70)
  • Desiderio degli accademici di partecipare a più attività future di scambio di conoscenze (4,60)
  • Raccomandazione dell’evento da parte degli accademici (4,60)
  • Interesse della pubblica amministrazione per ulteriori scambi con i ricercatori (4,50)
  • Soddisfazione per la sede (4,48)
  • Generazione di un’atmosfera confortevole e di fiducia (4,28)

Aspetti con il punteggio più basso:

  • Ricezione di raccomandazioni politiche concrete da parte della pubblica amministrazione (3,29)
  • Percezione della pubblica amministrazione di aver ricevuto una panoramica generale o dati specifici (3,29)
  • Utilità del programma (3,76)
  • Durata e struttura della sessione (3,71)
  • Pari opportunità di contribuzione per tutti i partecipanti (3,78)

Sfide

  • Mantenere una rappresentanza equilibrata di tutti i settori della quadrupla elica.
  • Gestire il tempo limitato per le presentazioni e le discussioni di gruppo.
  • Tradurre i dati sulla soddisfazione in risultati politici operativi.
  • Garantire che le raccomandazioni ricevano un follow-up istituzionale.
  • Promuovere la chiarezza degli obiettivi e delle finalità riguardo ai risultati attesi e alla reale influenza dei Consigli Territoriali dell’UGR.

Compiti e risorse

Scienziati

  • È stata condotta un’analisi quantitativa su 64 risposte valide (43 + 21) e sono state calcolate le valutazioni medie.
  • Identificare livelli di soddisfazione statisticamente coerenti: generale 4,53, organizzazione 4,45, networking 4,36 a gennaio 2025; 4,70 per la volontà di impegnarsi degli accademici, 4,50 per l’interesse dei policymaker, 4,48 per la qualità della sede a luglio 2025.
  • Interpretazione dei feedback qualitativi per evidenziare cinque punti di forza ricorrenti: l’apprezzamento dell’iniziativa, la rilevanza dei contenuti, l’impegno alla collaborazione, la volontà di contribuire e l’interesse per il follow-up.
  • Rilevate aree di miglioramento ricorrenti: allocazione del tempo, accessibilità della sede, promozione del coinvolgimento politico, chiarimento degli obiettivi del Living Lab e necessità di azioni pratiche.
  • Tratti spunti comparativi che mostrano la convergenza tra le aspettative accademiche e politiche riguardo alla collaborazione continua.

Responsabili dello scambio di conoscenze e responsabili della ricerca (Knowledge exchange managers and Research managers)

  • Consolidati i risultati del sondaggio e codificate tematicamente le risposte aperte.
  • Prodotte dashboard riassuntive che illustrano le tendenze della soddisfazione e della percezione.
  • Organizzate sessioni di debriefing interno con il team di coordinamento del ENGAGEgreen WP3 per interpretare i risultati e inserirli nello sviluppo del Toolkit.
  • Redatte raccomandazioni operative per gli eventi successivi, inclusi metodi di facilitazione migliorati e sessioni di lavoro di gruppo estese.

Policymaker

  • Fornito un input di riflessione su come i risultati della valutazione possano informare la pianificazione a livello territoriale.
  • Espressi interessi per la collaborazione in corso, pur segnalando valutazioni inferiori sulla ricezione di risultati concreti e applicabili.
  • Date priorità a misure volte ad aumentare l’inclusività e a chiarire i risultati attesi dai futuri Consigli territoriali dell’UGR.
  • Riconosciuto che la valutazione sistematica post-evento migliora la responsabilità (rendicontazione) e rafforza la base di evidenze per le decisioni politiche.

Primo Incontro di Impronta Granada (gennaio 2025) — 43 risposte: soddisfazione generale 4,53 / 5; networking 4,36; organizzazione 4,45. I feedback hanno elogiato la partecipazione intersettoriale ma hanno richiesto una migliore gestione del tempo e un maggiore coinvolgimento politico.

Prima Riunione dei Consigli Territoriali dell’UGR (luglio 2025) — 21 risposte: rappresentanza equilibrata di mondo accademico (37,5%), imprese (23,8%), società civile (19,4%) e pubblica amministrazione (19,3%). La volontà degli accademici di mantenere i contatti è stata pari a 4,70; l’interesse dei policymaker a 4,50. I feedback hanno sottolineato la necessità di obiettivi più chiari e di sessioni di gruppo più lunghe e inclusive.

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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Come connettere le competenze di ricerca con il processo decisionale sulle politiche

Caratteristiche principali in breve

  • Obiettivo: creare un quadro di riferimento chiaro per connettere efficacemente la ricerca accademica con lo sviluppo delle politiche pubbliche, garantendo che i dati scientifici siano utilizzati per informare le decisioni locali.
  • Approccio: le strategie includono un’interazione regolare tra ricercatori e policymaker, la diffusione dei dati tramite workshop interattivi e consultazioni, e l’utilizzo di piattaforme digitali per garantire un feedback continuo.
  • Risultato: sviluppo di politiche pubbliche basate sui dati che si allineano agli obiettivi di sviluppo locale, migliorando i servizi pubblici, la crescita economica e la sostenibilità a livello regionale.

Descrizione

Connettere le competenze di ricerca con il processo decisionale politico a livello locale è essenziale per garantire che la conoscenza accademica alimenti direttamente le decisioni politiche che influenzano lo sviluppo territoriale. Il processo prevede di gettare un ponte tra la ricerca scientifica e soluzioni pratiche e attuabili che i policymaker possano implementare. Integrando la ricerca nei processi decisionali, diventa possibile creare politiche pubbliche basate su evidenze scientifiche che non siano solo fondate sui dati, ma anche calibrate su misura per affrontare i bisogni locali. Questo contributo esplora le strategie per connettere i ricercatori con i policymaker locali, facilitando una comunicazione efficace e utilizzando i dati di ricerca per modellare le decisioni politiche.

Come funziona il formato?

  1. Interazione tra ricercatori e policymaker. Il processo viene solitamente avviato e coordinato dai Mediatori della Conoscenza e della ricerca all’interno dell’università, che agiscono come intermediari tra i ricercatori e i policymaker. Essi stabiliscono canali di comunicazione regolari — come workshop interattivi, sessioni di consultazione o riunioni di pianificazione collaborativa — in cui i ricercatori sono invitati a presentare prove e dati che possano informare direttamente le decisioni politiche locali.
  2. Utilizzo dei dati di ricerca per influenzare il processo decisionale a livello locale. Un elemento critico di questo processo consiste nel garantire che i dati di ricerca siano rilevanti e accessibili per i policymaker. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso la creazione di policy briefs (rapporti programmatici), strumenti di visualizzazione dei dati e report interattivi in grado di distillare complessi risultati scientifici in spunti di riflessione operativi. I ricercatori possono lavorare con i governi locali per evidenziare i risultati chiave che affrontano specifiche problematiche regionali quali la sostenibilità, lo sviluppo socioeconomico e la salute pubblica. Ad esempio, i ricercatori dell’Università di Granada potrebbero presentare ricerche socioeconomiche sulle tendenze dello sviluppo locale legate alle transizioni verdi e digitali, come l’uso sostenibile del suolo, l’adattamento climatico, la digitalizzazione dei servizi pubblici o il divario digitale, così come ricerche sulla conservazione del patrimonio archeologico, offrendo raccomandazioni basate sui dati che si allineino agli obiettivi politici di rinnovamento urbano o conservazione culturale.
  3. Feedback e coinvolgimento continuo. Una connessione di successo tra ricerca e politiche pubbliche richiede un coinvolgimento continuo. I ricercatori non dovrebbero limitarsi a condividere i propri risultati, ma dovrebbero partecipare attivamente al processo di attuazione delle politiche. Ciò può avvenire attraverso consultazioni di follow-up orientate al dialogo, come incontri o workshop con i policymaker, che possono essere integrati da feedback scritti o brevi note analitiche. Queste interazioni consentono ai ricercatori di verificare in che modo le evidenze siano state applicate e di adattare di conseguenza le strategie. L’interazione continua tra ricercatori e policymaker permette di perfezionare le politiche pubbliche man mano che emergono nuovi dati, garantendo che le decisioni rimangano flessibili e rispondenti ai bisogni locali in continua evoluzione.
  4. Utilizzo delle piattaforme digitali per l’interazione continua. Le piattaforme digitali, come il sito web di Impronta Granada, svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere la visibilità dei progetti di ricerca e nel garantire che i risultati scientifici siano continuamente accessibili agli stakeholder locali. Ad esempio, piattaforme di questo tipo consentono ai ricercatori di condividere gli aggiornamenti sui progetti, i risultati e le raccomandazioni, rendendo più facile per i policymaker locali monitorare lo stato di avanzamento della ricerca e allineare le proprie decisioni politiche ai dati più aggiornati.

Sfide

  • Complessità dei dati di ricerca: la ricerca accademica può spesso risultare complessa, e tradurla in raccomandazioni politiche chiare e attuabili per i governi locali può rappresentare una sfida. Garantire che i ricercatori siano in grado di semplificare i propri risultati mantenendo intatta l’integrità scientifica è un elemento chiave di questo processo. Ad esempio, la ricerca quantitativa sulla salute del suolo, sull’adattamento climatico o sull’inclusione digitale deve essere tradotta in indicatori chiari, sintesi visive o policy briefs che evidenzino le implicazioni per la pianificazione locale o l’erogazione dei servizi, piuttosto che in dettagliate spiegazioni metodologiche.
  • Coinvolgimento degli stakeholder: coinvolgere i policymaker nel processo di ricerca non è sempre immediato. Le autorità locali possono trovarsi a gestire priorità concorrenti, e l’integrazione delle competenze di ricerca all’interno dei quadri normativi delle politiche pubbliche può richiedere un notevole sforzo per superare le barriere burocratiche.

Compiti e risorse

Scienziati

  • Compiti: presentare i risultati della ricerca. Creare policy briefs (rapporti programmatici). Partecipare a workshop collaborativi con i policymaker.
  • Risorse necessarie: tempo dedicato alla diffusione della ricerca e alla partecipazione agli eventi. Strumenti di comunicazione per presentare i dati di ricerca ai policymaker.

Mediatori della conoscenza e della ricerca

  • Compiti: coordinare il coinvolgimento dei ricercatori con i policymaker locali. Facilitare i workshop. Garantire che la ricerca sia accessibile e rilevante per i fabbisogni della governance locale.
  • Risorse necessarie: piattaforme digitali per la diffusione della ricerca e il feedback continuo. Supporto alla facilitazione per l’organizzazione di workshop collaborativi e consultazioni.

Policymaker

  • Compiti: integrare i dati di ricerca nelle politiche pubbliche locali e allocare le risorse per supportare le iniziative guidate dalla ricerca.
  • Risorse necessarie: competenze in materia di politiche pubbliche per interpretare i dati di ricerca e incorporarli nei processi decisionali. Risorse finanziarie e amministrative per supportare l’applicazione della ricerca nei progetti di sviluppo locale.

Esempi

I Consigli Territoriali dell’UGR si riferiscono all’iniziativa guidata dall’Università di Granada (UGR) nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen, volta a promuovere la collaborazione tra ricercatori accademici, governi locali e stakeholder della comunità. Questa iniziativa si focalizza sulla risposta alle sfide territoriali attraverso soluzioni co-create e basate sulla ricerca. Il Secondo Incontro di Impronta Granada rappresenta il terzo evento pilota organizzato dalla UGR nell’ambito di questo progetto, riunendo ricercatori, policymaker e comunità locali per discutere e sviluppare strategie per lo sviluppo sostenibile nelle aree rurali e urbane.

L’impatto dei Consigli territoriali: L’iniziativa dei Consigli territoriali dell’UGR ha svolto un ruolo cruciale nel connettere i ricercatori con i policymaker. Attraverso riunioni preparatorie online e workshop interattivi, l’iniziativa è stata coordinata dall’Università di Granada attraverso le sue strutture di scambio di conoscenze, che hanno invitato i ricercatori dell’UGR a presentare i loro progetti di ricerca. Questi progetti sono stati mappati in un database Excel e condivisi attraverso il sito web di Impronta Granada. Il sito web ha permesso ai policymaker di visualizzare i Profili degli Attori dei ricercatori dell’UGR, di filtrarli per consiglio territoriale e di comprendere come la loro ricerca si allineasse ai fabbisogni di sviluppo del territorio. Questi sforzi sono culminati nel Secondo Incontro di Impronta Granada, dove i ricercatori hanno presentato i loro progetti in micro-presentazioni, interfacciandosi direttamente con i governi locali e le imprese per discutere le applicazioni reali dei loro risultati. Questo processo ha garantito che i dati di ricerca fossero accessibili, visibili e integrati nel processo decisionale a livello locale.

Fonti e approfondimenti

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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Coinvolgimento costante nel dialogo tra Scienza e Politiche attraverso i Consigli Territoriali dell’Università di Granada

Caratteristiche principali in sintesi

  • Impegno a lungo termine costruito attorno a strutture di governance territoriale piuttosto che a singoli eventi
  • Interazione regolare tra ricercatori, policymaker e gli stakeholder locali
  • Combinazione di coordinamento online, incontri di persona e attività rivolte al pubblico
  • Forte ancoraggio istituzionale all’interno dell’Università di Granada e la sua strategia di innovazione sociale

Tabella delle risorse necessarie in breve allo svolgimento dell'attività

Descrizione

Per coinvolgimento continuo (sustained engagement) si intende la capacità di mantenere un’interazione a lungo termine, continua e significativa tra ricercatori, policymakers e attori sociali, al di là di singoli eventi di dialogo. Nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen, i Consigli Territoriali dell’Università di Granada (UGR County Councils) rappresentano un approccio orientato alla governance, concepito per integrare il dialogo tra scienza e politica nelle strutture territoriali, garantendone la continuità nel tempo. Anziché basarsi su consultazioni isolate, questo modello mira a istituzionalizzare l’impegno come un processo permanente, allineato alle priorità territoriali e supportato dall’Università di Granada (UGR).

Come funziona il modello

Il modello di coinvolgimento continuo dei Consigli Territoriali dell’UGR opera come un processo progressivo e cumulativo. Le sfide regionali vengono identificate congiuntamente con le amministrazioni locali e le parti interessate e poi collegate alle competenze di ricerca pertinenti all’interno dell’università. Il coinvolgimento viene mantenuto attraverso incontri ricorrenti, sessioni di lavoro tematiche, workshop preparatori online ed eventi di dialogo su larga scala come gli Incontri di Impronta Granada. Gli strumenti digitali favoriscono la continuità preservando la memoria istituzionale, garantendo la visibilità degli attori e dei progetti e consentendo un’interazione costante tra gli eventi. Nel corso del tempo, questo formato permette alle relazioni di maturare e di instaurare un clima di fiducia, elemento essenziale per un’efficace collaborazione tra scienza e politica.

Sfide

Raggiungere un coinvolgimento sostenuto nel dialogo tra scienza e politiche è intrinsecamente impegnativo. Una delle principali difficoltà risiede nel mantenere un impegno a lungo termine sia da parte dei ricercatori che dei policymakers, le cui priorità, carichi di lavoro e contesti istituzionali possono cambiare nel tempo. I cicli politici, il turnover del personale e gli incentivi limitati per l’impegno accademico possono interrompere la continuità. Inoltre, un coinvolgimento duraturo richiede di andare oltre i risultati a breve termine e di accettare che l’impatto emerga spesso in modo graduale, il che può entrare in conflitto con le aspettative di risultati immediati. Rispondere a queste sfide richiede strutture di coordinamento stabili, supporto istituzionale e chiari obiettivi a lungo termine.

Compiti e risorse

Scienziati

  • Compiti:
    • Fornire una competenza di ricerca in linea con le sfide territoriali individuate attraverso i Consigli Territoriali dell’UGR.
    • Partecipare ad attività di dialogo ricorrenti (riunioni, workshop, consultazioni) nel corso del tempo.
    • Adattare i risultati della ricerca a formati rilevanti per le politiche e alle priorità territoriali a lungo termine.
  • Risorse necessarie:
    • Tempo dedicato a un impegno costante che vada oltre i singoli eventi.
    • Riconoscimento istituzionale delle attività di dialogo tra scienza politica.
    • Strumenti di comunicazione e condivisione delle conoscenze per interagire con i policymakers e le parti interessate.

Mediatori della Conoscenza e responsabili della ricerca

  • Compiti:
    • Coordinare un’interazione continua tra ricercatori, policymakers e stakeholder territoriali.
    • Facilitare i processi di dialogo, incontri preparatori e attività di follow-up.
    • Tradurre i risultati della ricerca in formati accessibili e rilevanti per le politiche.
    • Garantire la continuità, documentazione e memoria istituzionale attraverso i cicli politici e accademici.
  • Risorse necessarie:
    • Tempo dedicato del personale al coordinamento e alla facilitazione.
    • Piattaforme e strumenti digitali a supporto della comunicazione, della documentazione e della visibilità.
    • Supporto istituzionale per mantenere strutture di impegno a lungo termine.

Policymaker

  • Compiti:
    • Identificare e articolare le esigenze territoriali a medio e lungo termine.
    • Interagire regolarmente con i ricercatori attraverso il quadro di riferimento dei Consigli Territoriali dell’UGR.
    • Integrare approfondimenti basati sulla ricerca nelle strategie locali e nei processi decisionali.
  • Risorse necessarie:
    • Tempo a disposizione per partecipare ai processi di dialogo in corso.
    • Sostegno politico e amministrativo per garantire la continuità nei diversi cicli politici.
    • Accesso a evidenze scientifiche sintetizzate rilevanti per i processi decisionali territoriali.

Come si svolge il modello?

Il coinvolgimento costante all’interno dei Consigli Territoriali dell’UGR si realizza attraverso una serie di attività ricorrenti che combinano incontri preparatori online, eventi di dialogo in presenza e un coordinamento continuo tra l’Università di Granada e gli attori territoriali. L’interazione è distribuita nel tempo attraverso incontri periodici, sessioni di lavoro tematiche e incontri su larga scala come gli Incontri di Impronta Granada. Questo approccio consente ai rapporti tra ricercatori, policymakers e altri stakeholder di maturare gradualmente, favorendo la creazione di fiducia, la condivisione delle conoscenze e il progressivo allineamento delle competenze di ricerca con le priorità territoriali.

Risorse disponibili (quali sono i compiti principali?)

I ricercatori contribuiscono condividendo le ricerche in corso, allineate alle sfide territoriali, e partecipando nel tempo ai processi di dialogo. I mediatori del trasferimento della conoscenza e della ricerca coordinano l’interazione tra i diversi attori, facilitano incontri, traducono i risultati della ricerca in formati accessibili e garantiscono la continuità e la documentazione nei diversi cicli politici e accademici. I policymakers articolano le priorità territoriali, partecipano regolarmente alle attività di dialogo e integrano approfondimenti basati sulla ricerca nelle strategie locali e nei processi decisionali. Il formato si basa su una capacità di coordinamento costante, sul supporto istituzionale dell’Università di Granada e su strumenti digitali che consentono la comunicazione, la visibilità e il monitoraggio.

Cosa funziona? Cosa non funziona? (Lezioni apprese)

Ciò che funziona è il consolidamento progressivo dei Consigli Territoriali dell’UGR come strutture di governance stabili per il dialogo tra scienza-politica. Durante il 2025, diverse tappe fondamentali hanno dimostrato una crescente partecipazione, un ancoraggio istituzionale e visibilità pubblica. L’iniziativa è stata lanciata ufficialmente nel gennaio 2025 presso il Primo incontro di Impronta Granada, riunendo più di 80 ricercatori dell’UGR e rappresentanti locali. Nel luglio 2025, la Prima riunione regionale dei Consigli Territoriali dell’UGR (Costa Tropical) ha rafforzato il dialogo intercomunale, ha presentato i progetti in corso e promossa una più stretta cooperazione tra comuni e ricercatori. Due sessioni di lavoro interattive tenutesi nel novembre 2025 hanno permesso ai rappresentanti dei dieci comuni di rivedere le priorità, condividere le conoscenze e preparare il meeting di dicembre. Questi sforzi sono culminati nella Secondo incontro di Impronta Granada (Dicembre 2025, Loja), un importante evento in presenza con tavoli di lavoro tematici su mobilità, donne rurali, occupazione, agricoltura e sostenibilità, consolidando i Consigli come una rete di governance attiva. Attività scientifiche e territoriali complementari, come seminari applicati indirizzati verso esigenze locali concrete, hanno ulteriormente rafforzato l’ecosistema territoriale.

Dal punto di vista della comunicazione, il coinvolgimento costante è rafforzato dall’uso di canali di comunicazione istituzionale gestiti da Medialab UGR, Social Innovation Lab dell’Università di Granada, come il Impronta Granada website, i profili sui social media (Medialab UGR’s LinkedIn  account, Impronta Granada’s Instagram account, Medialab UGR’s Instagram account, Medialab X’s account, Impronta Granada’s X account) e i canali di diffusione audio (Radiolab UGR’s Spreaker Account e Radiolab UGR’s Spotify account). Poiché questi canali sono strutturalmente integrati nell’Università, rimangono attivi oltre la durata dei singoli progetti, contribuendo alla sostenibilità a lungo termine dell’iniziativa. I partecipanti utilizzano regolarmente queste piattaforme per diffondere le attività, annunciare eventi di dialogo tra scienza -politica e condividere iniziative territoriali relative alla ricerca e al processo decisionale pubblico. Questo uso continuo di spazi di comunicazione condivisi rafforza la visibilità, facilita il coordinamento tra gli attori e supporta il consolidamento dei Consigli Territoriali dell’UGR come interfaccia permanente tra scienza-politica a livello territoriale.

La sfida principale rimane quella di mantenere un impegno a lungo termine, tenendo conto dei carichi di lavoro accademici, della modifica dei cicli politici e della necessità di incentivi stabili e di un sostegno istituzionale per garantire la continuità oltre i singoli eventi.

Come si valutano le attività?

La valutazione dell’impegno costante è strutturata in base a obiettivi a breve, medio e lungo termine.

Nel breve termine (entro il 2026), la valutazione si focalizza sul consolidamento di dieci Consigli Territoriali dell’UGR come strutture di governance stabili rappresentative di tutte le regioni di Granada, sulla partecipazione attiva di oltre 200 stakeholder (tra cui ricercatori, policymakers, imprenditori e cittadini), sulla creazione di almeno due progetti pilota che affrontano priorità regionali quali la mobilità sostenibile, lo spopolamento rurale, il patrimonio culturale e l’innovazione agroecologica, e sul rafforzamento dell’immagine istituzionale dell’Università di Granada come leader nell’innovazione sociale e nella collaborazione territoriale. Questi aspetti vengono valutati attraverso dati sulla partecipazione e sondaggi di valutazione d’impatto.

Nel medio termine (2026-2030), la valutazione prende in considerazione la creazione di Impronta Territorial Development Centers in collaborazione con la Diputación de Granada, l’integrazione dei Consigli Territoriali dell’UGR come organo consultivo permanente e cooperazione all’interno del modello di governance dell’Università, la maggiore inclusione delle sfide territoriali nei programmi di ricerca, innovazione e didattica e il rafforzamento delle alleanze con istituzioni regionali ed europee per cofinanziare e ampliare le iniziative.

Nel lungo termine (dopo il 2030), la valutazione si focalizza sull’istituzionalizzazione dei Consigli Territoriali dell’UGR come modello trasferibile di collaborazione università-comunità, sul consolidamento e l’espansione degli Impronta Territorial Development Centers come nodi infrastrutturali a lungo termine per l’innovazione territoriale e la collaborazione civica, e sul loro contributo agli Obiettivi di sviluppo sostenibile e alla Andalusian Smart Specialization Strategy, integrando la sostenibilità e la partecipazione nei processi decisionali pubblici.

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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Living Labs universitari che contribuiscono alla Quintupla Elica

Medialab UGR, Impronta Granada e l’approccio regionale

Caratteristiche principali in sintesi

  • I Living Labs universitari intesi come spazi di innovazione aperta e sperimentale che collegano scienza, politica e società.
  • Focus territoriale attraverso strutture partecipative basate sui comprensori di tutta la provincia di Granada.
  • Integrazione del modello della Quintupla Elica (mondo accademico, governo, imprese, società civile e ambiente).
  • Formati di coinvolgimento basati sulla pratica, come workshop di co-creazione, laboratori di politiche pubbliche e Science-Policy Events.
  • Coordinato da Medialab UGR all’interno dell’iniziativa Impronta Granada e del progetto ENGAGEgreen.

Descrizione

Questo articolo esplora il ruolo dei laboratori cittadini a base universitaria come spazi per l’innovazione sociale, la governance collaborativa e il coinvolgimento inclusivo. Basandosi sul caso di Medialab UGR e del suo programma quadro Impronta Granada, lo studio analizza come le università pubbliche possano fungere da facilitatori degli ecosistemi di innovazione regionale. Si focalizza sulla diffusione di dieci Living Labs noti come Consigli territoriali dell’UGR, strutturati attorno ai modelli della Quadrupla e della nascente Quintupla Elica. Questi laboratori hanno permesso a oltre 230 partecipanti provenienti dal mondo accademico, dal governo, della società civile e del settore privato di co-progettare soluzioni sostenibili e radicate nel territorio per affrontare le sfide regionali. La metodologia ha previsto un processo in quattro fasi che include formazione, co-creazione e valutazione continua. I risultati principali includono lo sviluppo di piani d’azione mirati e l’attivazione di dialoghi scienza-politica basati sulla conoscenza locale. Lo studio evidenzia il valore strategico delle università come attori politici ed epistemici capaci di mediare tra la conoscenza e la governance democratica regionale. Si conclude con lezioni e raccomandazioni per potenziare questo modello in tutta Europa, proponendo un approccio all’innovazione situato, efficace e inclusivo che riconosca l’ambiente e la regione come agenti attivi.

Come funziona il modello

Obiettivo principale e rilevanza

Questo contributo mira a documentare uno studio di caso metodologico che mostra l’attuazione di un ecosistema di Living Lab guidato dall’università e basato sul modello della Quintupla Elica. Fornisce un resoconto dettagliato di come le università possano fungere da infrastrutture di mediazione tra il mondo accademico e la pubblica amministrazione, promuovendo interfacce scienza-politica che rispondano alle sfide regionali e ambientali. Il caso è rilevante per gli stakeholder interessati alla governance partecipativa, all’innovazione radicata nel territorio e allo sviluppo regionale.

Informazioni di contesto

Medialab UGR, integrato nel Vice-Rettorato alla Social Innovation, Employability and Entrepreneurship, funziona come laboratorio di innovazione sociale dell’Università di Granada. Attraverso il suo programma strategico Impronta Granada, ha istituito dieci Consigli territoriali dell’UGR come Living Labs tematici in tutta la provincia. Questi Consigli rendono operativa una struttura a Quintupla Elica, coinvolgendo diversi attori regionali nell’identificazione, nell’analisi e nell’affrontare sfide specifiche del territorio. Questo modello segna il passaggio dal tradizionale trasferimento lineare di conoscenza a un approccio distribuito e sistemico all’innovazione.

Figure 1. Overview of the Impronta Granada project; Source: authors’ own schematic.

Approccio metodologico

L’implementazione ha seguito una metodologia in quattro fasi: (1) reclutamento interno e inserimento dei partecipanti accademici con legami territoriali; (2) ampliamento per includere policymakers, organizzazioni della società civile e attori economici; (3) workshop di sviluppo delle capacità e di co-creazione; e (4) monitoraggio e valutazione. Un sistema di registrazione partecipativo ha raccolto oltre 230 partecipanti, suddivisi per affiliazione all’elica, interesse tematico e connessione geografica. Gli strumenti hanno incluso seminari online, tavole rotonde tematiche, analisi SWOT e sondaggi. La metodologia ha dato priorità alla relazionalità, alla territorialità e alla co-creazione multi-attore.

Attività principali

  • Bando interno e inserimento del personale accademico e amministrativo dell’UGR, coordinato da Medialab UGR nel quadro dell’iniziativa Impronta Granada.
  • Identificazione dei legami territoriali da parte dei partecipanti (comune, territorio, interesse tematico).
  • Sviluppo di dieci Consigli territoriali dell’UGR geograficamente distribuiti.
  • Seminari di sviluppo delle capacità per introdurre le metodologie dei Living Lab e della Quintupla Elica.
  • Sessioni di co-creazione all’Incontro Impronta Granada (gennaio 2025).
  • Tavole rotonde collaborative e seminari tematici.
  • Sondaggi di valutazione e valutazioni d’impatto.

Risultati

  • Oltre 230 partecipanti si sono uniti ai Consigli, in rappresentanza di tutte le eliche.
  • Otto piani d’azione co-progettati e collegati a specifiche priorità dei territori.
  • Più di quindici attività pubbliche e interne condotte.
  • Significativo interesse generato in forum europei e internazionali.
  • Dimostrata capacità di innescare dialoghi scienza-politica su questioni locali.
  • Rafforzata legittimità epistemica del sapere non accademico.
  • Attivato un modello di governance ibrido con coordinamento decentralizzato.

Lezioni apprese

  • Il radicamento territoriale dei processi di innovazione ottimizza il coinvolgimento e la legittimità.
  • Strutture di governance flessibili si adattano alle diverse dinamiche locali.
  • Il sostegno politico e istituzionale è essenziale per la sostenibilità.
  • I formati ibridi (online-offline) democratizzano la partecipazione.
  • La co-creazione funziona al meglio quando abbinata a un riconoscimento simbolico (certificati, premi).

Trasferibilità

Il modello Impronta Granada è scalabile e adattabile ad altre regioni che desiderano istituire Living Labs regionali guidati dalle università. Richiede infrastrutture minime, si basa su metodologie open-source e beneficia dell’allineamento con i quadri di riferimento dell’UE come l’Agenda Urbana, Horizon Europe e Erasmus+. L’approccio è particolarmente rilevante nei territori rurali o decentralizzati che cercano di attivare ecosistemi partecipativi di politiche pubbliche.

Connessione con la Quadrupla/Quintupla Elica

Inizialmente concepiti all’interno della Quadrupla Elica, i Consigli territoriali dell’UGR adottano esplicitamente il modello della Quintupla Elica integrando le dimensioni ambientali e regionali come co-creatori di innovazione. Questa estensione ridefinisce il ruolo del territorio, riconoscendolo come attore sia epistemico che politico. La sostenibilità ambientale, la memoria del paesaggio e la conoscenza regionale modellano le fasi di definizione dell’agenda e di progettazione delle soluzioni dei Labs.

Figure 2. The Quintuple Helix Model; Source: authors’ own schematic

 

Figure 3. Distribution of Quadruple Helix Participants in the UGR County Councils; Source: authors’ own schematic

Sfide

  • Asimmetria nelle aspettative, nel linguaggio e nelle tempistiche tra i ricercatori e la pubblica amministrazione.
  • Incentivi istituzionali o riconoscimenti limitati per il personale accademico impegnato in iniziative orientate alle politiche pubbliche.
  • Necessità di una costante mediazione e facilitazione per evitare la frammentazione e garantire un dialogo produttivo.
  • Potenziare le azioni localizzate preservando al contempo la rilevanza territoriale e la fiducia della comunità.

Compiti e risorse

Scienziati

  • Identificare e tradurre le sfide locali e regionali in domande e quadri di riferimento informati dalla ricerca.
  • Partecipare a processi di co-creazione e workshop insieme a policymakers, società civile e altri stakeholder.
  • Contribuire con competenze disciplinari agli sforzi di risoluzione dei problemi interdisciplinari all’interno del Living Lab.
  • Agire come facilitatori di processi decisionali basati su evidenze, portando la conoscenza scientifica nel dibattito pubblico.
  • Impegnarsi nello sviluppo e nella valutazione di metodologie e strumenti partecipativi utilizzati nel Lab.
  • Comunicare i risultati in formati accessibili a un pubblico non accademico, compresi i governi locali.

Manager dello scambio di conoscenze e della ricerca

  • Progettare e coordinare la struttura complessiva del Living Lab, garantendo l’allineamento con gli obiettivi istituzionali e territoriali.
  • Facilitare la comunicazione e la collaborazione tra ricercatori, policymaker, società civile e imprese.
  • Mediare le aspettative e le tempistiche tra il mondo accademico e le pubbliche amministrazioni per consentire una co-creazione efficace.
  • Gestire la logistica, la divulgazione e la documentazione delle attività (es. workshop, laboratori di politiche pubbliche, incontri).
  • Monitorare e valutare l’impatto delle interazioni scienza-politica, contribuendo al miglioramento continuo.
  • Supportare l’integrazione istituzionale e la sostenibilità a lungo termine delle iniziative dei Living Lab.

Policymaker

  • Presentare le sfide delle politiche pubbliche locali e regionali da affrontare in modo collaborativo all’interno del Living Lab.
  • Partecipare attivamente alle sessioni di co-progettazione e ai workshop insieme agli scienziati e ad altri stakeholder.
  • Offrire spunti pratici e normativi che orientino lo sviluppo di proposte realistiche e attuabili.
  • Facilitare l’accesso alle reti locali, ai dati e al sostegno istituzionale per l’attuazione di iniziative pilota.
  • Agire come potenziali utilizzatori finali dei risultati basati sulla ricerca, contribuendo a tradurre la conoscenza co-creata in politiche pubbliche.
  • Promuovere l’adesione politica e l’allineamento istituzionale per garantire l’adozione di soluzioni innovative.

Fonti e approfondimenti

Carayannis, E. G., & Campbell, D. F. J. (2010). Triple Helix, Quadruple Helix and Quintuple Helix. IJSESD, 1(1), 41–69.
Romero-Frías, E., & Robinson-García, N. (2017). Social Labs in Universities. Comunicar, 51(2), 29–38.
Bergvall-Kåreborn, B., Ståhlbröst, A., Holst, M., & Mirijamdotter, A. (2015). A Milieu for Innovation – Defining Living Labs. ENoLL Summer School.

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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Modello degli Stakeholder Quadrupla Elica

Caso di Studio del secondo Incontro di Impronta Granada e il Poniente Workshop

Descrizione

Il modello della Quadrupla Elica (Quadruple Helix – QH) promuove la collaborazione tra quattro stakeholder chiave: università, governo, industria e società civile. La metodologia dei Living Lab consente a questi gruppi di co-creare soluzioni in contesti reali. 

I Consigli Territoriali (County Councils) dell’Università di Granada (UGR) fanno riferimento all’iniziativa guidata dall’UGR nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen, volta a promuovere la collaborazione tra ricercatori accademici, governi locali e stakeholder della comunità. Questa iniziativa si focalizza sulla risposta alle sfide territoriali attraverso soluzioni co-create e basate sulla ricerca. Il secondo incontro di Impronta Granada rappresenta il terzo evento pilota organizzato dalla UGR nell’ambito di questo progetto, riunendo ricercatori, policymaker e comunità locali per discutere e sviluppare strategie per lo sviluppo sostenibile nelle aree rurali e urbane.

Il Poniente Workshop, parte del secondo incontro Impronta Granada, funge da caso di studio su come questi due quadri di riferimento lavorino insieme per affrontare le sfide territoriali nella regione del Poniente Granadino. L’evento ha riunito policymakers, accademici, imprese locali e cittadini, impegnati a identificare bisogni condivisi, proporre soluzioni e co-progettare iniziative per lo sviluppo sostenibile della regione.

In vista del workshop, si sono tenuti due incontri online con i Consigli Territoriali dell’UGR della regione del Poniente e di altre aree per identificare i temi chiave da presentare all’incontro. Queste discussioni hanno contribuito a definire l’agenda e hanno orientato il focus del workshop su sviluppo sostenibile, identità territoriale e collaborazione regionale.

Le caratteristiche principali in sintesi

  • Stakeholder coinvolti: Università di Granada (UGR), governi locali (Diputación de Granada, comuni), imprese locali, organizzazioni della società civile e cittadini.
  • Obiettivo: identificare le sfide comuni e co-creare soluzioni attuabili per i problemi regionali legati allo spopolamento, al patrimonio locale, al turismo e allo sviluppo economico.
  • Formato: un workshop interattivo, con attività di co-creazione e tavole rotonde, basato sui risultati emersi da due incontri preparatori online.
  • Risultato: sviluppo di iniziative pratiche come alloggi intergenerazionali, rivitalizzazione del turismo, integrazione delle conoscenze locali e conservazione del patrimonio culturale.

Come funziona il modello

Il Poniente Workshop ha seguito il modello della Quadrupla Elica, con la partecipazione attiva di attori governativi, università, imprese locali e società civile:

  1. Governo: i consigli locali e la Diputación de Granada hanno fornito i quadri programmatici, i finanziamenti e gli obiettivi di sviluppo regionale.
  2. Università: gli esperti dell’Università di Granada (UGR) hanno condiviso i risultati delle ricerche sul patrimonio culturale, lo sviluppo socioeconomico e il turismo sostenibile.
  3. Società civile: organizzazioni come Tierra de Aguas e le comunità locali hanno rappresentato i bisogni della popolazione e la loro visione per il futuro della regione del Poniente.
  4. Imprese locali: gli imprenditori hanno discusso su come collegare i prodotti e i servizi locali a modelli di turismo sostenibile e alla rivitalizzazione economica dell’area.

Sfide:

  • Complessità di coordinamento: nonostante gli sforzi, il coordinamento tra gli stakeholder rimane una sfida a causa della complessità delle strutture di governance locale, delle dinamiche di finanziamento e dei diversi obiettivi di ciascun attore.
  • Sostenibilità: la sfida principale risiede nel mantenere l’impegno a lungo termine nelle iniziative, poiché la maggior parte dei progetti è finanziata a breve termine e manca di una strategia di finanziamento continuo.
  • Coinvolgimento degli stakeholder: la necessità di coinvolgere le imprese locali e la comunità più ampia rimane difficile, specialmente nelle aree emarginate o nelle regioni in cui la partecipazione pubblica è bassa.

Compiti e risorse:

Scienziati

  • Compiti: fornire spunti di ricerca sullo sviluppo socioeconomico, il patrimonio culturale e il turismo sostenibile; fornire prove a supporto delle decisioni politiche.
  • Risorse necessarie:
    • Tempo da dedicare al lavoro sul campo e alla raccolta dei dati.
    • Collaborazione con le amministrazioni locali per allineare la ricerca alle soluzioni pratiche.
    • Sostegno alla diffusione dei risultati della ricerca presso gli stakeholder locali.

Mediatori della Conoscenza e della ricerca

  • Compiti: organizzare incontri di stakeholders. Diffondere i risultati della ricerca. Garantire la comunicazione tra il mondo accademico, il governo e la società civile.
  • Risorse richieste:
    • Piattaforme digitali (ad esempio, webinar, forum) per facilitare la comunicazione.
    • Risorse organizzative per la gestione degli eventi e il sostegno alle iniziative a lungo termine.

Policymaker

  • Compiti: definizione dei quadri di riferimento della politica regionale. Fornire sostegno finanziario alle iniziative locali. Garantire la coerenza con gli obiettivi di sviluppo locali e dell’UE.
  • Risorse richieste:
    • Competenze in materia di politiche pubbliche e capacità amministrative per una gestione efficace dei progetti.
    • Sostegno finanziario e assegnazione di risorse alle iniziative in corso.
    • Tempo per partecipare a riunioni, workshop e sessioni di pianificazione.

Esempi:

  1. Esempio di Living Lab: il Poniente Workshop è servito come Living Lab in cui gli stakeholder hanno co-progettato soluzioni per lo sviluppo territoriale. Sulla base delle sfide reali presentate durante il workshop, sono stati proposti progetti quali modelli abitativi intergenerazionali e programmi di turismo sostenibile
  2. Esempio basato sulla ricerca: la ricerca condotta dall’Università di Granada (UGR) sulla conservazione del patrimonio culturale ha fornito gli spunti per la creazione di strategie volte a preservare la storia della regione, stimolando al contempo le economie locali. I contributi accademici, quali gli studi sociodemografici sullo spopolamento, hanno costituito la base per la formulazione di strategie che affrontassero direttamente le sfide della regione.

Fonti e approfondimenti

Copertura ufficiale del secondo Incontro Impronta Granada– Evento Università e Territorio: https://improntagranada.es/impronta/ii-impronta-granada-meeting-strengthens-the-university-territory-alliance-in-loja/ 

Dettagli sul caso di studio

Come viene condotto il modello

Il Poniente Workshop ha seguito un formato strutturato di sessione interattiva con micropresentazioni, lavoro di gruppo e tavoli di lavoro tematici. Prima dell’evento, due incontri preparatori online hanno aiutato a definire i temi chiave, come il turismo sostenibile, la ritentione dei giovani e la rivitalizzazione economica, successivamente discussi più approfonditamente durante l’evento.

Risorse disponibili (compiti principali)

  • Il coordinamento tra consigli locali, ricercatori e società civile è fondamentale per assicurare la sostenibilità e la pertinenza dei progetti.
  • Diffusione della ricerca attraverso l’Università di Granada (UGR) per condividere i risultati chiave con tutti gli stakeholder e progettare soluzioni in linea con i bisogni territoriali.

Cosa funziona? Cosa non funziona? (lezioni apprese):

  • Cosa funziona: Il modello di collaborazione QE è stato efficace nel favorire il dialogo e la co-creazione tra diversi stakeholder. Riunire una varietà di stakeholder con interessi condivisi può portare a un’efficace co-creazione di soluzioni. L’approccio del Living Lab consente un feedback in tempo reale.
  • Cosa non funziona: il coordinamento rimane una sfida e il coinvolgimento degli stakeholder continua a essere difficile, in particolare con le imprese locali e i gruppi emarginati. Inoltre, garantire la sostenibilità e un impegno a lungo termine da parte degli stakeholder è arduo, specialmente in presenza di risorse limitate.

Come vengono valutate le attività?

  • Valutare il successo del Living Lab richiede il monitoraggio del coinvolgimento degli stakeholder e dell’implementazione delle soluzioni dopo il workshop.
  • Il feedback sarà raccolto attraverso sondaggi e workshop di follow-up per valutare l’impatto a lungo termine delle iniziative avviate.

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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