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Intervista – Dai dati all’azione: dentro la missione per trasformare la One Health in politiche concrete

foto profilo di Prof. Gaia Bertarelli - Intervista "Dai dati all'azione"Gaia Bertarelli è Professoressa Associata di Statistica Sociale presso il Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia. La sua ricerca si concentra sui metodi statistici per l’integrazione di dati complessi, tra cui la stima su aree ristrette, la statistica robusta, i modelli a variabili latenti, gli indicatori multidimensionali e i metodi per combinare diverse fonti di dati. Il suo lavoro applicato riguarda i sistemi sanitari, le disuguaglianze sociali, la povertà, le differenze di genere e il benessere sostenibile. Nell’ambito di PLANET4HEALTH, il suo contributo è strettamente legato all’ambizione del progetto di trasformare dati frammentati relativi all’ambiente, alla salute e al contesto socioeconomico in evidenze in grado di supportare decisioni politiche più eque, tempestive e attuabili.

 

Il progetto PLANET4HEALTH opera con una missione importante e urgente: tradurre la scienza in politiche concrete. Dal suo punto di vista all’Università Ca’ Foscari, in che modo l’attenzione del suo team all’analisi dei dati, alle disuguaglianze sanitarie e alle vulnerabilità climatiche contribuisce a colmare questo divario, e qual è la sfida maggiore nel trasformare dati così complessi sui rischi ambientali in politiche attuabili?

A Ca’ Foscari, il nostro ruolo è quello di trasformare dati ambientali e sanitari complessi in informazioni significative a livello decisionale. Non basta stabilire che il cambiamento climatico o l’inquinamento incidano sulla salute. I policymaker devono sapere quali popolazioni e territori siano più vulnerabili, come siano distribuiti i rischi e dove un intervento potrebbe avere il maggiore impatto.

Combiniamo quindi informazioni ambientali, climatiche, sanitarie e socioeconomiche e utilizziamo metodi statistici in grado di individuare le disuguaglianze che potrebbero essere nascoste nelle medie nazionali o regionali. Ciò è particolarmente importante per i gruppi vulnerabili e le aree geografiche più piccole, dove gli indicatori convenzionali potrebbero non fornire un quadro sufficientemente dettagliato o affidabile.

La sfida maggiore non è semplicemente il volume dei dati, bensì la loro eterogeneità: provengono da istituzioni diverse, coprono periodi diversi, utilizzano scale geografiche diverse e presentano livelli diversi di qualità e accessibilità. Dobbiamo comunicare questi limiti e queste incertezze senza rendere i risultati inutilizzabili. Una buona base di dati a sostegno delle politiche deve essere scientificamente rigorosa, ma deve anche essere interpretabile, tempestiva e collegata a una linea d’azione realistica. PLANET4HEALTH è stato progettato proprio per affrontare questa frammentazione e sviluppare strumenti interoperabili in grado di supportare la preparazione e le decisioni sulle politiche.

Un elemento chiave dei progetti di Horizon Europe è la governance, e PLANET4HEALTH attribuisce grande importanza al dialogo continuo con il proprio External Advisory Board – EAB (Comitato consultivo esterno). Può fornirci un esempio di come il feedback dell’EAB abbia influenzato direttamente lo sviluppo dei vostri strumenti tecnici e dei sistemi di allerta precoce?

Un importante contributo dell’External Advisory Board è stato quello di ricordarci che gli strumenti tecnici devono essere progettati fin dall’inizio tenendo conto degli utenti finali. Un Early Warning System – EWS (sistema di allerta precoce) non è utile semplicemente perché produce una previsione; diventa utile quando le autorità pubbliche sono in grado di comprendere il segnale, fidarsi di esso e sapere quale tipo di azione dovrebbe innescare.

Ad esempio, nello sviluppo dei nostri strumenti digitali e dei nostri approcci di allerta precoce, il feedback dell’EAB ci ha aiutato a concentrarci non solo sulle prestazioni dei modelli, ma anche sull’interpretabilità, sulla comparabilità tra i diversi casi di studio e sull’usabilità per i responsabili delle decisioni. Ciò significa prestare attenzione a domande quali: quali indicatori sono più rilevanti per le autorità locali? Come dovrebbe essere visualizzata l’incertezza? Quale livello di dettaglio spaziale è utile senza creare una precisione fuorviante? E in che modo gli allarmi possono essere collegati ad azioni fattibili di preparazione o prevenzione?

Questo feedback ci ha incoraggiato a considerare la piattaforma non come un risultato puramente scientifico, ma come un ambiente di supporto decisionale. Gli strumenti devono consentire agli utenti di esplorare i dati, comprendere i fattori che determinano il rischio e confrontare possibili scenari. In questo senso, l’EAB ci aiuta a mantenere il lavoro ancorato alle esigenze pratiche di governance, anziché sviluppare modelli che rimangano confinati alla sola comunità di ricerca.

Affrontare casi di studio così diversi, dall’inquinamento atmosferico in Sudafrica alla sicurezza alimentare nell’Europa centrale, richiede una visione d’insieme molto ampia. In che modo l’EAB vi aiuta a mantenere una visione globale coerente pur affrontando questioni ambientali altamente localizzate?

La diversità dei casi di studio è uno dei punti di forza di PLANET4HEALTH, ma rappresenta anche una sfida metodologica e di governance. L’inquinamento atmosferico in Sudafrica, la contaminazione alimentare nell’Europa centrale, le malattie trasmesse da vettori e il benessere mentale legato al clima sono questioni molto diverse tra loro. Coinvolgono fonti di dati, istituzioni, vie di esposizione e contesti politici diversi. Allo stesso tempo, sollevano tutte una domanda comune: in che modo il degrado ambientale influisce sulla salute umana, animale ed degli ecosistemi, e come possono le società reagire in modo più tempestivo ed efficace?

L’EAB ci aiuta a mantenere questo quadro comune. Offre una prospettiva esterna che non si limita a un singolo caso di studio o a una sola disciplina. Ciò è molto prezioso perché ci spinge a identificare ciò che è trasferibile da un contesto all’altro: indicatori comuni, principi condivisi per l’integrazione dei dati, approcci comparabili alla vulnerabilità e standard comuni per comunicare l’incertezza.

Allo stesso tempo, l’EAB contribuisce a garantire che non venga imposto un approccio unico valido per tutti. Il contesto locale riveste un’enorme importanza. La disponibilità dei dati, la capacità istituzionale, le pratiche culturali e le priorità politiche variano da luogo a luogo. La sfida consiste nello sviluppare strumenti e insegnamenti che siano sufficientemente generali da poter essere replicati, ma anche sufficientemente flessibili da risultare significativi a livello locale. L’EAB sostiene proprio questo equilibrio tra coerenza globale e rilevanza locale.

Il processo decisionale sulle politiche spesso segue tempistiche diverse rispetto alla ricerca scientifica. Quali strategie specifiche sta attuando PLANET4HEALTH per garantire che policymaker locali ed europei non si limitino a ricevere i dati alla fine del ciclo quadriennale, ma siano coinvolti durante l’intero processo?

Consideriamo il coinvolgimento come parte integrante del processo di ricerca, piuttosto che come un’attività di comunicazione che ha inizio solo al termine della ricerca. Le parti interessate sono coinvolte nell’identificazione dei problemi, nella valutazione dei dati disponibili, nella definizione di risultati utili e nella discussione su come gli strumenti possano integrarsi nelle procedure decisionali esistenti.

Già durante il primo anno del progetto sono stati organizzati workshop con gli stakeholder incentrati sugli EWS per le malattie trasmesse da vettori, sull’adozione di strumenti per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico in Sudafrica e su un sistema di segnalazione tempestiva per i PFAS e altri inquinanti nell’Europa centrale.

Il caso di studio sudafricano illustra il valore di questo dialogo continuo. I ricercatori hanno interagito direttamente con i dipartimenti governativi per comprendere le loro preoccupazioni immediate. Una discussione sulla raccolta dei rifiuti e su un’infestazione di ratti ha rivelato un nesso con la combustione informale dei rifiuti e l’inquinamento atmosferico. Ascoltare le problematiche che le autorità dovevano affrontare nella pratica ha aiutato i ricercatori a identificare un ambito concreto in cui le prove potessero sostenere l’azione e ha contribuito a costruire fiducia tra le parti.

Oltre ai workshop locali, il progetto si avvale del proprio External Advisory Board, delle revisioni del consorzio, dei documenti di sintesi sulle politiche, delle attività di formazione e della collaborazione con il più ampio Planetary Health Cluster per creare punti di contatto ricorrenti con i decisori. Ciò consente al feedback di influenzare la ricerca mentre c’è ancora tempo per adattarla.

La frammentazione dei dati tra le diverse istituzioni è un noto collo di bottiglia. In che modo le piattaforme e gli strumenti digitali ad accesso libero sviluppati da Ca’ Foscari e dai suoi partner consentiranno alle autorità pubbliche di prendere decisioni veramente “proattive” anziché “reattive”?

Un sistema proattivo riunisce informazioni che solitamente vengono considerate separatamente. Anziché attendere che i dati sulla mortalità, sulle malattie o sui contagi rivelino che una crisi si è già verificata, le autorità possono esaminare le condizioni ambientali, i modelli di esposizione, le popolazioni vulnerabili e le tendenze emergenti all’interno di un sistema integrato.

PLANET4HEALTH mira a raccogliere e organizzare dati esistenti e nuovi, a sviluppare prototipi digitali interoperabili e a fornire strumenti e materiali di ricerca ad accesso aperto alle autorità pubbliche e ai ricercatori. Questi strumenti dovrebbero aiutare gli utenti a passare dal chiedersi «Cosa è successo?» al chiedersi «Dove sta aumentando il rischio, chi potrebbe esserne colpito e quale intervento è possibile intraprendere ora?».

L’accesso aperto (open access) da solo, tuttavia, non è sufficiente. I dati devono essere documentati, confrontati, gestiti in modo etico e presentati in una forma comprensibile. La governance della salute planetaria deve inoltre integrare dati relativi agli animali, all’ambiente e al sistema alimentare, anziché basarsi esclusivamente su set di dati relativi alla salute umana.

Infine, in vista del completamento del progetto, come definiresti un «impatto di successo sulle politiche»? Qual è l’eredità principale che speri che PLANET4HEALTH lasci nel campo della governance della salute planetaria?

Per me, un impatto di successo sulle politiche significherebbe che PLANET4HEALTH non rimanga solo un progetto di ricerca, ma diventi parte integrante del modo in cui le istituzioni pensano e agiscono sui rischi ambientali e sanitari. Un risultato significativo sarebbe vedere i nostri strumenti, indicatori e approcci metodologici utilizzati dalle autorità pubbliche per sostenere la prevenzione, l’adattamento e una pianificazione più integrata.

Il successo significherebbe anche che il progetto aiuti i policymaker a riconoscere le disuguaglianze sanitarie come parte essenziale della governance ambientale. I rischi climatici e ambientali non sono distribuiti in modo uniforme e le politiche dovrebbero tenerne conto. Se il nostro lavoro aiuterà le istituzioni a identificare prima i territori e le popolazioni vulnerabili e a progettare risposte più mirate, allora il progetto avrà dato un contributo significativo.

L’eredità che spero PLANET4HEALTH lasci è un modello pratico per la governance della salute planetaria: interdisciplinare, basato sui dati, trasparente e orientato all’azione. Ciò significa legami più forti tra ricercatori, autorità pubbliche, cittadini e stakeholder; una migliore integrazione dei dati frammentati; e strumenti che aiutino a trasformare i segnali precoci in azioni tempestive.

In definitiva, l’obiettivo non è solo produrre conoscenza, ma renderla utilizzabile. Se PLANET4HEALTH contribuirà a integrare una prospettiva «One Health» e di salute planetaria nelle decisioni politiche quotidiane, il suo impatto continuerà anche oltre la conclusione formale del progetto.

 

Fonti e approfondimenti

Cross-project collaboration

Maggiori informazioni sul progetto: PLANET4HEALTH – TRANSLATING SCIENCE INTO POLICY: A Multisectoral Approach to Adaptation & Mitigation of Adverse Effects of Vector-Borne Diseases, Environmental Pollution and Climate Change on Planetary Health; funded by the European Union. Grant Agreement No. 101136652. (2024 – 2028)

Pagina LinkedIn

Scopri i risultati e le pubblicazioni del progetto sulla pagina web dedicata su Zenodo

Incontra i partner di progetto sul canale YouTube

 

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Come reclutare i ricercatori come partecipanti

Caso di Studio del secondo Incontro di Impronta Granada e il Poniente Workshop

Caratteristiche chiave in sintesi

  • Obiettivo: reclutare con successo i ricercatori dell’Università di Granada (UGR) per progetti collaborativi orientati al territorio insieme a governi locali, imprese e società civile nella regione del Poniente Granadino.
  • Strategie chiave:
    • Incontri preparatori online per individuare le sfide regionali più urgenti (come il turismo sostenibile, la conservazione del patrimonio e lo sviluppo economico) e mappare le competenze di ricerca esistenti.
    • Un database Excel curato che raccoglie i ricercatori dell’Università di Granada, i progetti e i relativi Consigli Territoriali (County Councils).
    • Creazione di profili degli attori sul sito web di Impronta Granada per migliorare la visibilità dei ricercatori e la loro affinità con specifici Consigli Territoriali.
    • Utilizzo di schede di progetto UGR sul sito web per evidenziare i progetti di ricerca in corso, categorizzati per Consigli Territoriali UGR e geolocalizzati su una mappa interattiva.
    • Micro-presentazioni (brevi interventi) durante il Secondo Incontro Impronta Granada per presentare progetti di ricerca selezionati prima del workshop principale del Poniente.
  • Risultati: maggiore coinvolgimento dei ricercatori; migliore trasparenza delle competenze; allineamento tra la ricerca accademica e le priorità di sviluppo territoriale; dibattito più informato e basato su evidenze (evidence-based) durante il workshop.

Descrizione

Reclutare i ricercatori dell’Università di Granada (UGR) affinché partecipino alle iniziative di governance e sviluppo regionale costituisce una strategia chiave per gettare un ponte tra la conoscenza accademica e i processi decisionali locali (policy making).

I Consigli Territoriali dell’UGR (UGR County Councils) rappresentano un’iniziativa guidata dall’Università di Granada nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen, volta a promuovere la collaborazione tra ricercatori accademici, governi locali e portatori di interesse della comunità. Questa iniziativa si concentra sulla risoluzione delle sfide regionali attraverso soluzioni co-create e basate sulla ricerca. Il Secondo Incontro Impronta Granada è il terzo evento pilota organizzato dall’UGR nell’ambito di questo progetto, che riunisce ricercatori, decision maker (policymaker) e comunità locali per discutere e sviluppare strategie di sviluppo sostenibile nelle aree rurali e urbane.

Nel quadro del Secondo Incontro Impronta Granada (2 dicembre 2025), attraverso incontri preparatori online con i Consigli Territoriali dell’UGR e il successivo workshop in presenza “Workshop Poniente”, i ricercatori sono stati integrati attivamente in un processo multi-stakeholder.

Per operazionalizzare questo percorso, la struttura interna Medialab UGR ha predisposto un database Excel interno — che recensisce i progetti di ricerca in corso, i nomi dei ricercatori, il Consiglio Territoriale (comarca) associato e lo stato del progetto — servito poi a progettare e programmare le micro-presentazioni di tali progetti durante l’evento in presenza. Il registro Excel non è stato uno strumento statico, ma è stato costantemente aggiornato lungo tutto il processo per riflettere le partecipazioni confermate, la rilevanza tematica e il progressivo allineamento tra progetti di ricerca ed esigenze territoriali. Questo meccanismo ha favorito la visibilità, facilitato l’incrocio (matching) tra ricercatori e stakeholder e aiutato a impostare l’agenda del workshop attorno a proposte fondate su basi accademiche. Il processo di reclutamento è stato supportato dalla creazione di profili degli attori e dall’inserimento dei progetti UGR sul sito web di Impronta Granada, dove i ricercatori e il loro lavoro in corso sono stati resi visibili e accessibili. Tali profili hanno consentito ai portatori di interesse di diversi settori di individuare i ricercatori rilevanti con cui collaborare e di esplorare i progetti UGR geolocalizzati che rispondono alle esigenze di sviluppo regionale.

Come funziona il modello

Il reclutamento dei ricercatori dell’UGR per il Workshop Poniente ha seguito un processo chiaro e strutturato:

1. Identificazione dei bisogni e della ricerca esistente

  1. Durante gli incontri preparatori online organizzati da Medialab UGR nell’ambito dell’iniziativa Impronta Granada con vari Consigli Territoriali UGR (inclusi quelli del Poniente), gli attori locali e i ricercatori dell’UGR hanno discusso delle sfide regionali come il turismo sostenibile, la conservazione del patrimonio, la rivitalizzazione economica, il calo demografico, le migrazioni, lo spopolamento rurale, la protezione del patrimonio culturale, nonché le questioni di transizione ecologica e digitale (tra cui l’adattamento climatico, l’uso sostenibile del suolo e la digitalizzazione dei servizi locali).
  2. Contestualmente, i ricercatori hanno presentato le indagini in corso condotte nella provincia di Granada, in particolare in contesti rurali e locali/comarcali (ad es. archeologia, sociologia, scienze ambientali, patrimonio culturale, turismo).
  3. I risultati di questi incontri sono stati registrati in un foglio di calcolo Excel strutturato, comprensivo di nomi dei ricercatori, titoli dei progetti, comarca associata e stato del progetto. Questo strumento ha permesso di mappare le competenze di ricerca rispetto ai bisogni territoriali e di selezionare i ricercatori in grado di contribuire a temi specifici.

2. Reclutamento attivo e visibilità

  1. Sulla base del registro Excel, Medialab UGR, nell’ambito dell’iniziativa Impronta Granada, ha invitato i ricercatori selezionati a preparare delle micro-presentazioni da tenere durante il Secondo Incontro Impronta Granada — prima del workshop principale del Poniente —, offrendo loro una vetrina per presentare il proprio lavoro a un pubblico più ampio di stakeholder (decision maker, attori della società civile, imprese locali).
  2. I ricercatori sono stati invitati attivamente a collaborare presentando i loro progetti sul sito web di Impronta Granada, dove i temi di ricerca sono stati categorizzati per Consiglio Territoriale UGR e collegati a rilevanti iniziative di sviluppo regionale. La funzionalità dei profili degli attori offre informazioni dettagliate sui ricercatori e sui Consigli Territoriali UGR a cui appartengono, il che ha notevolmente facilitato il processo di reclutamento.

Profili degli attori: Ricercatori e altri attori recensiti con affiliazione, ruolo e appartenenza al Consiglio Territoriale. Il repertorio può essere filtrato sul sito web di Impronta Granada per istituzione (Università di Granada), profilo (centro di ricerca) e appartenenza al Consiglio Territoriale: Profili degli attori di Impronta Granada.

Schede dei progetti UGR: Un catalogo di progetti di ricerca geolocalizzati su una mappa e suddivisi per Consiglio Territoriale, che consente agli utenti di vedere quali indagini sono attive nelle diverse comarcas: Progetti UGR nei Consigli Territoriali.

3. Le micro-presentazioni come leva di coinvolgimento (Engagement Trigger)

Al Secondo Incontro Impronta Granada (Loja, 2 dicembre 2025) — prima del workshop tematico per il Poniente — un gruppo di ricercatori ha tenuto brevi presentazioni (pitch) di cinque minuti sui propri progetti. Queste micro-presentazioni hanno fatto uso di materiale visivo (mappe, immagini, diagrammi, ecc.), traducendo i risultati della ricerca per gli stakeholder non accademici e ancorando i dibattiti del workshop su evidenze empiriche. Tra queste:

  • La voz de las torres – La voce delle torri (Ana García)
  • El patrimonio arqueológico en la comarca del Poniente de Granada: desde su investigación hasta su difusión – Il patrimonio archeologico nella comarca del Poniente di Granada: dalla ricerca alla divulgazione (Luca Mattei)
  • Excavación en la Mesa de Fornes – Scavo a Mesa de Fornes (Andrés Adroher)
  • El “heheo” en el Poniente Granadino: un estudio sociolingüístico – Il “heheo” nel Poniente Granadino: uno studio sociolinguistico (María Cardenete)
  • Estación biológica de campo de la UGR “La Resinera” – Stazione biologica sul campo dell’UGR “La Resinera” (Juan M. Pleguezuelos)
  • Volver a los Orígenes siendo Original – Torna alle origini essendo originale (Eva Moreno Castillo)

4. Integrazione nella discussione del workshop

Dopo le micro-presentazioni, il tavolo di lavoro (mesa de trabajo) del Poniente ha favorito il dialogo tra ricercatori, decision maker, società civile e rappresentanti delle imprese locali, facilitando la co-progettazione di proposte e il potenziale allineamento della ricerca accademica con i piani territoriali per la regione del Poniente.

Sfide

  • Diversità dei profili di ricerca. Non tutti i progetti presenti nel database Excel corrispondevano a ricercatori attivi; alcuni appartenevano ad altri agenti partecipanti. Ciò è accaduto perché il registro iniziale è stato compilato utilizzando informazioni raccolte da bandi aperti, incontri preparatori e archivi di progetti territoriali esistenti, che includevano contributi da un’ampia gamma di attori. Si è quindi reso necessario un successivo processo di verifica per individuare e dare priorità ai profili attivamente impegnati nella ricerca.
  • Disparità tra temi di ricerca vs. bisogni locali. Alcune linee di ricerca (ad es. fortemente teoriche o disciplinari) non si inserivano agevolmente in politiche locali operative o in proposte turistiche/patrimoniali, richiedendo un lavoro di adattamento o traduzione in proposte pratiche.
  • Vincoli di tempo & motivazione. Il personale di ricerca deve far fronte a impegni didattici e amministrativi che possono limitare la disponibilità. In questo caso, il registro Excel e la pubblicazione online dei profili dei ricercatori sono stati predisposti e resi disponibili con diverse settimane di anticipo rispetto al Secondo Incontro Impronta Granada, il che ha consentito un primo coinvolgimento ma si è rivelato insufficiente a garantire un impegno a lungo termine oltre l’evento. Mantenere la partecipazione richiede quindi una maggiore pianificazione anticipata, unita a un continuo supporto istituzionale e logistico.
  • Visibilità & comunicazione. Sebbene il sito web e le micro-presentazioni abbiano aumentato la visibilità, garantire che gli enti locali e la società civile consultino e utilizzino costantemente il registro richiede un impegno e un’attività di comunicazione (outreach) continui. La promozione del registro è avvenuta principalmente tramite comunicazione diretta con i comuni durante gli incontri preparatori, presentazioni al Secondo Incontro Impronta Granada ed e-mail mirate di follow-up contenenti i link ai profili degli attori e alle schede dei progetti UGR. Nonostante la creazione dei profili e l’inserimento dei progetti UGR sul sito web di Impronta Granada, la visibilità di tali profili necessitava di maggiore promozione all’interno delle amministrazioni locali e della comunità estesa. Inoltre, la partecipazione attiva dei ricercatori ai progetti locali richiede una comunicazione chiara e motivazioni solide per contribuire allo sviluppo territoriale.

Compiti e risorse

Scienziati

Compiti:

  • Preparare ed svolgere le micro-presentazioni.
  • Fornire dati di ricerca e materiali visivi pertinenti alle tematiche regionali.
  • Partecipare a progetti collaborativi di follow-up con gli attori locali.

Risorse necessarie:

  • Tempo dedicato alla traduzione della ricerca in azione (research-to-action).
  • Materiali di supporto (mappe, elementi visivi, dati).
  • Supporto etico e istituzionale da parte dell’UGR.

Mediatori della conoscenza e della ricerca (Knowledge exchange managers & research managers)

Compiti:

  • Mantenere e aggiornare il registro Excel.
  • Gestire i “Profili degli attori” e le “Schede dei progetti UGR” sul sito web di Impronta Granada.
  • Organizzare la sessione di micro-presentazioni.
  • Facilitare la comunicazione tra i ricercatori e i portatori di interesse locali.

Risorse necessarie:

  • Strumenti per la gestione del database e l’aggiornamento del sito web.
  • Supporto logistico e tecnico per gli eventi (sede, attrezzature audiovisive) e comunicazioni di follow-up.

Policymaker

Compiti:

  • Partecipare alle micro-presentazioni e ai workshop.
  • Individuare la rilevanza della ricerca per le politiche e i progetti locali.
  • Fornire riscontri e, ove possibile, risorse per sostenere le iniziative basate sulla ricerca.

Risorse necessarie:

  • Allocazione del tempo a livello istituzionale.
  • Budget per iniziative pilota o collaborazioni.
  • Canali ufficiali per integrare i risultati della ricerca nella pianificazione comunale.

Esempi

  1. Profili degli attori:
    • Sul sito di Impronta Granada, il repertorio dei Profili degli attori consente il filtraggio per istituzione, aiutando i ricercatori a guadagnare visibilità e a connettersi con gli stakeholder locali.
    • Esempio: Francisco Antonio Navarro Valverde – ricercatore affiliato all’UGR, inserito nel Consiglio Territoriale UGR del Poniente Granadino: Profilo di Francisco Navarro.
  2. Progetti UGR elencati per Consiglio Territoriale:
    • Il catalogo delle schede dei progetti UGR, geolocalizzato per Consiglio Territoriale, permette agli utenti di verificare dove sia attiva ciascuna iniziativa di ricerca, delineando una mappa regionale dell’impegno accademico e del suo potenziale impatto.
    • Esempio: Progetto di Archeologia UGR.
  3. Sessione di micro-presentazioni: la sessione di micro-presentazioni durante il Secondo Incontro Impronta Granada ha preceduto il workshop principale del Poniente, garantendo che i risultati dei ricercatori orientassero il dibattito e le proposte progettuali. Secondo il comunicato stampa dell’UGR, l’evento ha riunito rappresentanti istituzionali, ricercatori, agenti sociali, imprese e cittadini per affrontare le principali sfide regionali con un’attenzione particolare all’innovazione, alla sostenibilità e alla ricchezza culturale ed ecologica.

Fonti e approfondimenti

Impronta Granada Website – Impronta Granada Actor Profiles and UGR Projects in County Councils.
Official coverage of the Second Impronta Granada meeting – University and Territory event: https://improntagranada.es/impronta/ii-impronta-granada-meeting-strengthens-the-university-territory-alliance-in-loja/ 

Dettagli dello studio di caso

Come è stato implementato il modello

Il Workshop Poniente è stato preceduto da due incontri preparatori online nei quali i ricercatori dell’UGR e gli stakeholder locali hanno discusso delle sfide regionali, quali il turismo sostenibile, la conservazione del patrimonio e lo sviluppo economico. Medialab UGR ha creato un database Excel per mappare le competenze di ricerca rispetto a specifiche sfide territoriali, categorizzando i progetti in base ai temi di ricerca, all’affiliazione dei ricercatori e al Consiglio Territoriale (county council). Questi dati hanno gettato le basi per le micro-presentazioni svolte durante il Secondo Incontro Impronta Granada, in cui i ricercatori selezionati hanno illustrato il proprio lavoro con l’ausilio di materiali visivi a un ampio pubblico composto da enti locali, imprese e società civile.

Inoltre, i ricercatori e i progetti sono stati valorizzati sul sito web di Impronta Granada, dove sono stati creati profili degli attori per evidenziare le competenze dei ricercatori e la loro affiliazione ai Consigli Territoriali, mentre le schede dei progetti UGR sono state inserite e geolocalizzate, facilitando la connessione tra la ricerca e le esigenze locali.

Risorse disponibili (compiti principali)

  • Divulgazione della ricerca (Research dissemination): Il sito web di Impronta Granada ha svolto un ruolo chiave nel garantire che i progetti dell’UGR fossero visibili e accessibili. Le schede dei progetti UGR sono state create sul sito web e organizzate per Consigli Territoriali UGR, contribuendo ad allineare la ricerca accademica alle esigenze locali. Tali schede di progetto sono state geolocalizzate su una mappa interattiva, consentendo ai portatori di interesse di individuare con precisione dove venissero condotte le iniziative di ricerca nella regione di Granada.
  • Condivisione della conoscenza (Knowledge sharing): Le micro-presentazioni hanno permesso ai ricercatori di interagire direttamente con gli stakeholder, presentando i propri risultati in un formato accessibile. Queste sessioni hanno favorito la collaborazione intersettoriale, assicurando che i ricercatori non si limitassero a condividere conoscenze, ma potessero anche comprendere le esigenze locali e individuare aree di interesse comune.

Cosa funziona e cosa no? (Insegnamenti appresi)

Cosa funziona

  • Il database Excel si è rivelato uno strumento efficace per organizzare e categorizzare i progetti di ricerca dell’UGR, facilitando l’abbinamento (matching) tra ricercatori e sfide locali.
  • I profili degli attori sul sito web di Impronta Granada hanno contribuito ad aumentare la visibilità dei ricercatori e a promuovere la collaborazione tra gli istituti di ricerca e gli stakeholder locali.
  • Le micro-presentazioni sono state efficaci nel coinvolgere un pubblico variegato, aiutando a colmare il divario tra la ricerca accademica e i processi decisionali locali (policy making) attraverso la presentazione di progetti affiancati da applicazioni pratiche nel mondo reale.

Cosa non funziona

  • Mantenere un coinvolgimento continuativo dei ricercatori oltre la durata dell’evento rimane complesso a causa del loro carico di lavoro accademico e dei vincoli di tempo. Per garantire che tali collaborazioni proseguano dopo il workshop iniziale sono necessarie attività di follow-up dedicate e un adeguato supporto istituzionale.
  • Sebbene le micro-presentazioni abbiano facilitato un primo coinvolgimento, la vera sfida risiede nel garantire la partecipazione a lungo termine dei ricercatori nella fase di attuazione dei progetti locali.

Come vengono valutate le attività?

  • Sono stati somministrati sondaggi di valutazione (feedback surveys) per misurare l’efficacia delle micro-presentazioni e il livello di partecipazione della ricerca al Workshop Poniente.
  • Saranno necessari successivi sondaggi di follow-up per valutare l’impatto a lungo termine delle soluzioni basate sulla ricerca e la misura in cui tali soluzioni siano state effettivamente integrate nelle politiche locali e nello sviluppo della comunità.

 

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Come promuovere i modelli di Policy-Dialogue

Strategie di comunicazione e diffusione attraverso Medialab UGR e Impronta Granada

 

Sintesi: Caratteristiche principali in breve

  • Ecosistema di comunicazione integrato: approccio crossmediale che combina siti web istituzionali, social network e stampa locale
  • Materiale di diffusione con marchio: merchandising (quaderni personalizzati, roll-up, identità visiva) per eventi regionali
  • Storytelling digitale continuo: aggiornamenti regolari sulle piattaforme di Medialab UGR e Impronta Granada, comprese sezioni dedicate a ENGAGEgreen
  • Copertura stampa e audiovisiva: articoli su IDEAL e Granada Hoy, webinar su YouTube e partecipazione a conferenze europee
  • Partecipazione dei media cittadini: invito ai membri dei Consigli di contea dell’UGR a registrare podcast presso Radiolab UGR per presentare le iniziative territoriali

Descrizione

Questo articolo analizza come l’Università di Granada (UGR), attraverso Medialab UGR e Impronta Granada, sviluppi e attui strategie innovative di divulgazione per promuovere forme di dialogo tra scienza e politiche. Nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen (WP5 – Diffusione e impegno civico), l’UGR combina la comunicazione digitale, la divulgazione attraverso i media tradizionali e lo storytelling partecipativo per aumentare la visibilità, la credibilità e il coinvolgimento del pubblico in iniziative quali i County Councils dell’UGR e gli incontri di Impronta Granada.

Queste azioni di comunicazione rafforzano l’impegno istituzionale dell’UGR a favore dell’innovazione aperta e dell’impegno civico, garantendo che i dialoghi tra il mondo accademico, i policymaker, le imprese e i cittadini raggiungano un vasto pubblico sia a livello regionale che internazionale.

Come funziona questo modello?

La strategia di diffusione si articola come un modello di comunicazione multicanale coordinato da Medialab UGR. Segue un ciclo continuo strutturato in quattro fasi:

  1. Preparazione e branding:

    Sviluppo di un’identità visiva e di materiali fisici a corredo di ciascun evento di policy dialogue. In occasione del lancio dei County Councils dell’UGR (20 gennaio 2025), l’UGR ha realizzato taccuini personalizzati contenenti informazioni sul progetto, roll-up per la visibilità e servizi di ristorazione coordinati per migliorare l’esperienza dei partecipanti.

  2. Pubblicazione sui media e amplificazione digitale:

  1. Visibilità pubblica e portata internazionale:

    L’UGR ha promosso ENGAGEgreen in diversi forum europei, quali il BIP dell’Arqus Alliance “Making the Planet a Healthier Place” (maggio 2025), la conferenza SAM “Building Bridges: Shaping Europe’s Science-for-Policy Landscape” (Vienna, 26–27 maggio 2025) e l’evento ENGAGEgreen a Bruxelles “Unlocking Science-Policy Synergies for Europe’s Green and Digital Future” (giugno 2025). Queste partecipazioni sono state accompagnate da comunicati stampa multilingue e da articoli su Impronta Granada.

  2. Comunicazione con e dei cittadini e media creativi:

    L’UGR invita i membri dei Living Labs dei County Councils dell’UGR a registrare podcast presso Radiolab UGR, uno studio di registrazione universitario professionale. Questa iniziativa consente agli stakeholder locali, ai ricercatori e ai policymaker di condividere i propri progetti e le proprie sfide con un pubblico più ampio, trasformando la divulgazione in una narrazione co-creata che rafforza la dimensione “scienza per le persone” di ENGAGEgreen.

Sfide

  • Garantire la coerenza del marchio e dell’identità visiva su più canali
  • Trovare il giusto equilibrio tra accuratezza scientifica e linguaggio accessibile a un pubblico non specializzato
  • Coordinare le tempistiche tra eventi locali, scadenze editoriali e comunicazione a livello UE
  • Assicurare un coinvolgimento costante dopo il picco iniziale di visibilità
  • Misurare l’impatto reale al di là degli indicatori quantitativi (like, copertura e visualizzazioni)

Compiti e risorse

Scientists

  • Fornire contenuti che illustrino i risultati della ricerca e gli esiti territoriali con un linguaggio accessibile
  • Partecipare a interviste, webinar e podcast per contestualizzare l’impatto del progetto
  • Revisionare i materiali stampa per garantire l’accuratezza dei fatti e la credibilità scientifica
  • Partecipare ad attività di comunicazione dal vivo (conferenze, BIP dell’Arqus Alliance, SAM Vienna, evento a Bruxelles) per rafforzare la visibilità nelle comunità accademiche e politiche

Knowledge exchange managers and research managers

  • Coordinare la strategia di comunicazione e il calendario di tutte le attività di divulgazione di ENGAGEgreen
  • Produrre, curare e pubblicare contenuti multimediali (comunicati stampa, video, webinar su YouTube)
  • Gestire i rapporti con la stampa locale e nazionale (IDEAL, Granada Hoy)
  • Supervisionare la progettazione grafica, il branding e la logistica degli eventi (merchandising, segnaletica, fotografia)
  • Gestire le dashboard di analisi dei dati relativi al sito web e ai social media per monitorare le tendenze di coinvolgimento

Policymaker

  • Sostenere la visibilità partecipare a interviste, rilasciare dichiarazioni sui risultati della collaborazione
  • Condividere i materiali di ENGAGEgreen attraverso i canali istituzionali (comuni, agenzie di sviluppo locale)
  • Incoraggiare la diffusione a livello territoriale tramite newsletter ed eventi locali

Esempi

  • 20 gennaio 2025 – Primo incontro di Impronta Granada: evento di lancio con 143 partecipanti; diffusione tramite i siti web di Impronta Granada e Medialab UGR, articoli su IDEAL e Granada Hoy, oltre a una registrazione video completa disponibile su YouTube
  • 24 gennaio 2025 – Comunicati stampa: pubblicati su entrambe le piattaforme istituzionali e condivisi sui social media
  • 9 maggio 2025 – Presentazione Arqus Alliance: l’UGR ha presentato i Living Labs a 25 studenti e sei ricercatori provenienti da tre università europee
  • 26–27 maggio 2025 – Conferenza SAM Vienna: visibilità internazionale grazie a una sessione coordinata sul tema “Università e comuni che coproducono soluzioni per la trasformazione urbana” (Universities and Municipalities Coproducing Solutions for Urban Transformation)
  • 12 giugno 2025 – Conbferenza a Bruxelles: l’UGR ha condotto una sessione su “Acqua e suolo: dalla ricerca alle politiche pubbliche” (Water and Soil: From Research to Public Policies), posizionando ENGAGEgreen all’interno dell’ecosistema del dialogo tra scienza e politica dell’UE
  • Radiolab UGR: invito permanente rivolto ai membri del Consiglio Provinciale a produrre podcast tematici che mettano in luce l’innovazione territoriale e le azioni di sostenibilità.

Casi studio

Una strategia pubblicitaria completa che combina mezzi di comunicazione cartacei, digitali e audiovisivi ha portato a un’ampia visibilità a livello provinciale e al riconoscimento a livello dell’UE. L’integrazione dei podcast di Radiolab UGR ha esteso la diffusione alla narrazione comunitaria, rafforzando il senso di appartenenza civica ai processi di dialogo tra scienza e politica.

Come viene implementato il modello?

La pianificazione della diffusione inizia due settimane prima di ogni evento e prosegue fino a tre mesi dopo. Il team di comunicazione di Medialab redige i comunicati stampa, coordina i calendari di pubblicazione e monitora gli indicatori di coinvolgimento. Le tappe fondamentali sono sincronizzate con il calendario editoriale di Impronta Granada. I podcast e i webinar su YouTube vengono pubblicati come comunicazione di follow-up per mantenere viva l’attenzione del pubblico e garantire continuità.

Risorse disponibili (quali sono I compiti principali)

  • Siti web istituzionali: ugr.es e improntagranada.es
  • Account ufficiali sui social media: Instagram, LinkedIn, YouTube
  • Modelli per comunicati stampa e branding
  • Studio di registrazione Radiolab UGR e supporto tecnico
  • Mailing list e database delle parti interessate per attività di sensibilizzazione mirate

Cosa funziona e cosa no?

  • Funziona: identità visiva coerente; approccio multicanale che combina contenuti accademici e rivolti al pubblico; coinvolgimento tempestivo dei media nella pianificazione; uso dello storytelling audiovisivo (Reel, podcast).
  • Non funziona: eccessiva dipendenza da un’unica piattaforma; coordinamento insufficiente tra la copertura dell’evento e quella post-evento; sottovalutazione dei tempi necessari per la produzione dei contenuti.
  • Lezioni apprese: stabilire un calendario di pubblicazione; integrare l’analisi dei social media nella valutazione; assicurarsi che ogni comunicato stampa includa una citazione diretta e un’immagine di alta qualità; riutilizzare i materiali per le reti di diffusione europee.

Come vengono valutate le attività?

  • Risultati: numero di comunicati stampa (oltre 20), post sui social media (oltre 40) e menzioni sui media (2 quotidiani principali)
  • Impatto: maggiore visibilità dei formati di dialogo tra scienza e politica dell’UGR; maggiore coinvolgimento delle parti interessate e interesse alla replica in altre università
  • Indicatori: traffico sul sito web, portata dei post, tassi di coinvolgimento, statistiche sull’audience dei podcast, citazioni sulla stampa
  • Tempistiche: monitoraggio continuo nel corso del 2025; rendicontazione integrata nella valutazione del WP5

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Intervista a Mike Young

foto in bianco e nero di Mike Young
credits: Mike Young Academy website

Informazioni su Mike Young:

Sono il fondatore della Mike Young Academy, un’agenzia con sede a Copenaghen che offre workshop per ricercatori e professionisti della comunicazione scientifica, oltre a social media audit per le università.

In precedenza, sono stato direttore della versione in lingua inglese di University Post (2009-2016), un media hub per una comunità di studenti e scienziati a Copenaghen. Prima di questo incarico, ho lavorato per molti anni sia come giornalista che come docente esperto in studi sui media.

Il mio libro Social Media for Research Impact, scritto insieme a Marcel Bogers, è stato pubblicato da Routledge nel gennaio 2026.

Durante la Research Communication Week 2024 organizzata dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha tenuto il workshop “Social Media for Researchers”, in cui ha presentato un approccio consapevole (mindful) ai social media. Come si traduce questo nella comunicazione della ricerca?

Mindful, in questo contesto, significa quanto segue: i ricercatori dovrebbero usare i social media per lasciare che questi aiutino la loro scienza, ovvero per divulgare il proprio lavoro, trovare collaboratori, avere nuove idee e cooperare con altri.

Tuttavia, non dovrebbero farsi trascinare nella gamification e nella competizione promosse sia dalle piattaforme stesse che dall’accademia in altri contesti. Ciò significa non competere per metriche di coinvolgimento come reach, follower e attenzione. I social media dovrebbero essere usati per la propria attività scientifica e, in ultima analisi, per la propria soddisfazione professionale; non per fare personal branding o per cercare di vincere in qualche modo nei giochi di carriera.

Questo implica l’uso dei social media per raggiungere, trovare, collaborare e pensare assieme a singole nuove persone seguendo il proprio ritmo, anziché cercare di raggiungere molte persone contemporaneamente. Oltre a essere mindful, gli scienziati dovrebbero essere consapevoli che esistono ragioni etiche per agire sui social media, le quali possono talvolta entrare in conflitto con le pratiche mindful.

Possono i social media amplificare l’impatto della scienza sulle politiche pubbliche?

Sì. Direttamente da parte di scienziati con competenze in aree specifiche, che partecipano e contribuiscono a arricchire il dibattito sulle politiche legate al proprio specifico ambito di ricerca. Indirettamente, aiutando a inserire la propria ricerca e competenza nelle conversazioni di stakeholder chiave, come finanziatori, funzionari governativi, ecc.

Può darci un’anteprima sul libro scritto da lei e dal Prof. Marcel Bogers, Social Media for Research Impact?

Social Media for Research Impact esamina gli effetti dell’uso professionale dei social media sulla scienza e sul sapere accademico, fornendo consigli pratici, strumenti e linee guida su piattaforme, pratiche e routine per gli accademici. Offre una serie di casi studio di ricercatori di tutto il mondo e illustra i modi diversi, e spesso inaspettati, in cui i social media migliorano il lavoro accademico: dalla costruzione di network collaborativi all’ampliamento del pubblico, fino alla creazione di un impatto concreto nel mondo.

Ricercatori e comunicatori della scienza stanno lasciando X (Twitter) per altre piattaforme di microblogging; quali sono le migliori alternative? Come potrebbero curare il feed e cercare i membri giusti e influenti della comunità scientifica?

Al momento, Bluesky sembra essere la migliore alternativa come piattaforma di microblogging. Proprio come su X, è possibile creare liste di persone chiave. A differenza di X, queste sono pubbliche per impostazione predefinita, il che ne riduce in parte l’utilità.

Ciò che è positivo in Bluesky rispetto a X, tuttavia, è la possibilità di avere molto più controllo sul proprio newsfeed. Questo permette allo scienziato di mantenere il focus, poiché è possibile liberarsi quasi completamente da post politici, influencer e operatori di marketing. Anche gli Starterpacks su Bluesky sono una nuova funzione interessante che consente di condividere gruppi di scienziati influenti e creare community.

Quali consigli darebbe ai ricercatori che hanno bisogno di connettersi e interagire con giornalisti e policymakers?

Nei miei workshop, faccio in modo che gli scienziati impostino routine specifiche o percorsi di networking per raggiungere questi due gruppi su LinkedIn e altri social media.

 

Mike Young è stato interviostato da Giulia Ballarin (Università Ca’ Foscari Venezia)

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Science meets Policy: costruire un dialogo sulla governance del suolo in Europa

Caratteristiche principali in breve

  • Evento: un evento a livello europeo co-organizzato dall’Università di Granada (UGR) e dal BETA Technological Center (Università di Vic) nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen.
  • Partecipanti: ha incluso rappresentanti della Direzione Generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale (DG AGRI) della Commissione europea, dell’Ufficio europeo dell’ambiente (European Environmental Bureau – EEB), dell’Istituto per la politica ambientale europea (Institute for European Environmental Policy – IEEP) e di molteplici università e istituti di ricerca.
  • Struttura: ha combinato un dibattito generale, due tavole rotonde (acqua e suolo) e una sessione di poster.
  • Focus: focalizzato sull’attuazione della EU Soil Strategy 2030, sulla missione per il suolo di Horizon Europe e sulla legge sul monitoraggio del suolo.
  • Contenuti: ha affrontato sia le strutture di governance sia i meccanismi di trasferimento delle conoscenze scienza-politiche.
  • Mappatura: identificazione delle carenze istituzionali, degli strumenti emergenti e del ruolo delle scienze sociali e del coinvolgimento civile dei cittadini.
  • Rilevanza: ha sottolineato l’importanza di dialoghi inclusivi che coinvolgano il mondo accademico, i policymaker e la società civile.
  • Approccio: ha dimostrato l’importanza dei Living Labs, della ricerca transdisciplinare e dei modelli di governance partecipativa.

Descrizione

Questo contributo presenta un caso di studio tratto dalla Dissemination and Stakeholder Conference di ENGAGEgreen tenutasi il 12 giugno 2025 a Bruxelles. La sessione intitolata “Acqua e suolo: Dalla ricerca alle politiche pubbliche per la tutela dell’ambiente”, co-organizzata dall’Università di Granada (UGR) e dal BETA Technological Center dell’Università di Vic, ha riunito ricercatori, funzionari politici e attori della società civile per esplorare come le interfacce scienza-politica possano supportare una governance ambientale più sostenibile in Europa. La sessione si è concentrata su due elementi critici — l’acqua e il suolo — e ha affrontato il modo in cui le prove scientifiche, le scienze sociali e la governance partecipativa possano modellare politiche pubbliche allineate alle realtà ecologiche e sociali.

La tavola rotonda sulla governance del suolo ha affrontato una sfida urgente: come accelerare il trasferimento delle conoscenze e la cooperazione istituzionale nell’attuazione della strategia dell’Unione Europea per il suolo e della legge sul monitoraggio del suolo.

La sessione mirava a rafforzare il dialogo scienza-politiche sulla governance del suolo e dell’acqua a livello europeo attraverso:

  • Creazione di uno spazio strutturato di scambio tra ricercatori, policymaker e attori della società civile sulla governance del suolo e dell’acqua.
  • Esplorazione di come le evidenze scientifiche, le scienze sociali e gli approcci partecipativi possano informare meglio le politiche ambientali dell’UE, in particolare la strategia UE per il suolo, la legge sul monitoraggio del suolo e la missione per il suolo di Horizon Europe.
  • Identificazione di barriere e lacune nelle attuali interfacce scienza-politica relative alla governance del suolo e dell’acqua.
  • Evidenziazione degli strumenti e dei meccanismi esistenti per il trasferimento delle conoscenze utilizzati dalla Commissione europea e dai progetti finanziati dall’UE.
  • Promozione di modelli di governance inclusivi e transdisciplinari, incluso il ruolo dei Living Labs e del coinvolgimento dei cittadini nella progettazione delle politiche del suolo e dell’acqua.

Come funziona il formato?

La sessione è stata strutturata intorno a tre parti:

  1. Una discussione generale, in cui i partecipanti hanno sostenuto la necessità di legami più forti tra scienza, politica e società civile;
  2. Una tavola rotonda sull’acqua, incentrata sulla governance ecosistemica, sui modelli partecipativi e sulle iniziative europee come Water4All;
  3. Una tavola rotonda del suolo, incentrata sui progetti di Horizon Europe, sulla missione per il suolo dell’UE, sulla legge sul monitoraggio del suolo e sui meccanismi di trasferimento delle conoscenze utilizzati dalla Commissione europea.

I partecipanti hanno affrontato:

  1. Le sfide attuali nell’attuazione della legislazione sul suolo a livello dell’UE e nazionale;
  2. La necessità di integrare dati qualitativi e dimensioni sociali nelle metriche della salute del suolo;
  3. Esempi di collaborazione tra ricerca e politiche, inclusi i progetti di Horizon Europe e i meccanismi consultivi;
  4. Proposte per rendere la scienza del suolo più accessibile e politicamente operativa.

Ogni tavola rotonda ha visto la partecipazione di un mix di ricercatori e policy officer, consentendo uno scambio bidirezionale che ha bilanciato le intuizioni scientifiche con l’esperienza istituzionale. I moderatori hanno facilitato il dialogo aperto e garantito una partecipazione inclusiva in tutti i settori. L’accento è stato posto sull’identificazione delle carenze sistemiche e sulla mappatura delle opportunità per istituzionalizzare le interfacce scienza-politiche intorno al suolo.

Sfide

  • Le barriere linguistiche e di inquadramento tra scienziati e policymaker sono state ripetutamente evidenziate.
  • Gli scienziati spesso mancano di punti di accesso chiari o di orientamenti per interfacciarsi con i processi decisionali a livello dell’UE.
  • La società civile è ancora sottorappresentata nei dialoghi sulle politiche riguardanti le risorse naturali, nonostante il loro impatto diretto.
  • La dimensione sociale della governance del suolo e dell’acqua viene spesso trascurata a favore di approcci tecnici o ambientali.
  • Le tempistiche sulle politiche e i cicli di ricerca sono spesso disallineati, riducendo l’usabilità dei risultati scientifici nella legislazione.
  • Mancanza di mediatori della conoscenza (knowledge brokers) dedicati per mediare tra le competenze accademiche e i fabbisogni della pubblica amministrazione.

Compiti e risorse

Accademici e ricercatori

  • Presentare i risultati della ricerca e le raccomandazioni sul controllo dei parassiti, sulla conservazione degli ecosistemi fluviali e sulla governance partecipativa.
  • Condividere le esperienze sulle barriere all’interazione con la pubblica amministrazione e sulla necessità delle scienze sociali nella valutazione delle politiche pubbliche.
  • Proporre formati per la co-creazione di indicatori che integrino la conoscenza scientifica e locale.
  • Evidenziare i rischi di limitare la governance del suolo a metriche ristrette.

Policy officers (Commissione europea, DG AGRI)

  • Fornire indicazioni su come accedere e utilizzare i contributi scientifici a livello dell’UE.
  • Spiegare i meccanismi interni di collaborazione scienza-politica (es. database di esperti, comitati consultivi, Living Labs, panel scientifici).
  • Sottolineare il ruolo dei risultati della ricerca nell’influenzare le proposte legislative.
  • Sostenere il coordinamento con i servizi di consulenza della PAC e gli organismi di attuazione nazionali.

ONG e Think Tanks

  • Portare prospettive critiche sulla necessità di un cambiamento sistemico e di una democratizzazione della governance del suolo.
  • Sottolineare l’urgenza di includere il settore civile e gli agricoltori nel processo di progettazione delle politiche pubbliche.

Responsabili dello scambio di conoscenze e responsabili della ricerca (Knowledge exchange managers and Research managers)

  • Garantire la comunicazione intersettoriale.
  • Agire come facilitatori per aiutare i ricercatori ad allinearsi meglio ai fabbisogni e alle tempistiche istituzionali.
  • Raccogliere e documentare gli spunti di riflessione per la diffusione orientata alle politiche.

Esempi

  • Missione per il suolo dell’UE: un’iniziativa di Horizon Europe per pilotare Living Labs e Lighthouses (fari) per la salute del suolo in tutti gli stati membri.
  • Legge sul monitoraggio del suolo: quadro giuridico che mira a creare infrastrutture di dati sul suolo a livello dell’UE.
  • Living Labs per il suolo: promossi come piattaforme multi-attore per la sperimentazione applicata e per un quadro di governance.

Fonti e approfondimenti

Report della sessione 3 di ENGAGEgreen – Conclusioni della tavola rotonda sul suolo (UGR & BETA, giugno 2025).
Portale della Missione per il suolo dell’UE: https://ec.europa.eu/info/research-and-innovation/missions/soil-health-and-food_en
Briefings di IEEP sulla strategia del suolo: https://ieep.eu
Knowledge4Policy – Sezione suolo: https://knowledge4policy.ec.europa.eu/soil

Casi studio

Bruxelles, 12 giugno 2025 – Dissemination and Stakeholder Conference del progetto ENGAGEgreen.
Sessione 3: Acqua e suolo: Dalla ricerca alle politiche pubbliche per la tutela dell’ambiente.
Organizzatori: Università di Granada e BETA Technological Center (Università di Vic).

Come è stato implementato il formato?

Cosa funziona? Cosa non funziona? (Lezioni apprese)

Cosa funziona

  • Co-organizzare sessioni garantendo la moderazione e l’equilibrio accademico-istituzionale.
  • Includere discussioni generali unite a tavole rotonde tematiche specifiche rafforza il coinvolgimento.
  • Inquadrare le discussioni all’interno delle strategie dell’UE in corso (es. Missione per il suolo, PAC).
  • Coinvolgere le ONG e i ricercatori accademici insieme ai policymaker.

Cosa non funziona

  • La mancanza di punti di accesso strutturati per i ricercatori per influenzare i processi decisionali dell’UE.
  • Strutture formali limitate per la partecipazione della società civile o della citizen science nella governance del suolo dell’UE.
  • La complessità tecnica può portare al disimpegno se il linguaggio utilizzato non è chiaro.

Come vengono valutate le attività?

  • Il feedback è stato raccolto tramite interazione dal vivo e networking informale.
  • Indicatori: diversità dei relatori, interesse istituzionale per le azioni di follow-up e connessioni continue avviate durante l’evento. Il coinvolgimento durante la tavola rotonda è stato elevato e bilanciato tra le istituzioni.
  • Chiare manifestazioni di interesse per collaborazioni future.
  • Diffusione tramite comunicati stampa e policy briefs (Università di Granada e BETA – University of Vic).

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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Valutazione dell’impatto degli eventi locali di dialogo tra scienza e politiche

Un approccio metodologico dall’iniziativa dei Consigli Territoriali dell’Università di Granada (UGR)

Caratteristiche principali in breve

Lo strumento di valutazione è stato progettato con i seguenti obiettivi:

  • Misurare il livello di soddisfazione dei partecipanti nei quattro settori della quadrupla elica.
  • Valutare la qualità percepita del networking e dello scambio di conoscenze.
  • Valutare la comprensione e l’utilità percepita dell’iniziativa dei Consigli Territoriali dell’UGR.
  • Individuare le differenze di percezione tra profili accademici e amministrativi.
  • Individuare raccomandazioni concrete per migliorare l’inclusività, la rilevanza delle politiche e i meccanismi di follow-up nei futuri incontri basati sui Living Lab.

Descrizione

L’iniziativa dei Consigli Territoriali dell’Università di Granada (Consejos Comarcales UGR), parte del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen, mira a promuovere dialoghi strutturati tra scienza e politiche nelle dieci province della provincia di Granada. Nel luglio 2025, il primo incontro territoriale ha riunito ricercatori, policymaker e rappresentanti della società civile nella storica Azucarera di Motril. Per valutare l’impatto di questo evento e rafforzare i futuri formati partecipativi, l’Università di Granada ha sviluppato un questionario di valutazione specificamente adattato al modello della quadrupla elica e al contesto regionale.

Questo approccio metodologico è stato testato durante due importanti eventi: il primo incontro di Impronta Granada e il primo incontro dei Consigli Territoriali dell’UGR, consentendo il confronto di percezioni e risultati in contesti territoriali diversi.

Come funziona il formato?

Il sondaggio è stato somministrato online tramite Google Forms e diffuso subito dopo l’evento. I partecipanti sono stati invitati via e-mail e tramite codici QR distribuiti durante l’incontro. Il modulo era composto da nove domande principali suddivise in blocchi tematici:

  1. Blocco identificativo: affiliazione settoriale (mondo accademico, pubblica amministrazione, imprese, società civile).
  2. Blocco di soddisfazione generale: scala Likert (da 1 a 5) per valutare l’incontro nel suo complesso, le opportunità di networking e la logistica dell’evento. La logistica dell’evento è stata analizzata con quattro domande su scala Likert relative a luogo, programma, contenuti e facilitazione.
  3. Blocco sulle dinamiche partecipative: gli elementi valutati comprendevano l’inclusività, la percezione dell’ascolto e il senso di contributo al dialogo.
  4. Blocchi di feedback specifici su misura per:
    • Partecipanti accademici: cambiamenti nella comprensione dei processi politici, interesse a un impegno continuo.
    • Partecipanti alla pubblica amministrazione: esperienza pregressa nella ricerca, utilità dei dati condivisi, intenzione di mantenere i contatti.
  5. Apri il blocco di feedback: suggerimenti per eventi futuri, con possibilità di fornire recapiti.

Il processo di valutazione ha combinato approcci quantitativi e qualitativi, tra cui l’osservazione partecipata e il feedback informale durante le sessioni di networking, per triangolare i risultati del sondaggio e approfondire l’analisi delle dinamiche di coinvolgimento.

Sfide

Il questionario è stato sviluppato dal team di coordinamento tecnico del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen presso l’Università di Granada. Non sono state necessarie risorse esterne, a parte i canali di comunicazione istituzionali e gli strumenti di Google Workspace. La collaborazione interna con l’ufficio per la protezione dei dati ha garantito la conformità al Regolamento sulla protezione dei dati personali.

La principale sfida metodologica consisteva nel trovare un equilibrio tra brevità e profondità analitica, poiché i brevi moduli online a volte limitavano il livello di dettaglio delle risposte qualitative.

Compiti e risorse

Le sezioni differenziate per accademici e policymaker si sono rivelate efficaci nel cogliere aspettative ed esperienze specifiche. L’utilizzo delle scale Likert ha consentito un’analisi quantitativa dell’impatto percepito, mentre la sezione aperta ha fornito spunti qualitativi approfonditi. In particolare:

  • Elevati livelli di soddisfazione e interesse espresso a proseguire la collaborazione.
  • Grande apprezzamento per l’opportunità di scambiare conoscenze in un contesto regionale.
  • La metodologia ha facilitato l’individuazione delle lacune tra le esigenze politiche e le strategie di comunicazione accademica.
  • Analisi mirate delle motivazioni istituzionali e individuali.
  • Una migliore comprensione dell’utilità percepita dell’evento.
  • Elevati livelli di soddisfazione per la logistica, l’equità di partecipazione e la percezione di essere ascoltati.
  • Una crescente richiesta di formati di collaborazione più frequenti e di interazione localizzata tra scienza e politiche.

Conclusione

Valutare le modalità di coinvolgimento tra scienza e politiche è fondamentale per garantirne l’efficacia e la replicabilità. Il modello di valutazione UGR dimostra come gli eventi locali radicati nell’identità territoriale possano essere valutati attraverso metodologie semplici ma solide, che riflettono sia gli obiettivi istituzionali sia le esperienze dei partecipanti.

Scienziati

  • Hanno progettato e validato il protocollo di valutazione a metodi misti (mixed-methods), garantendo il rigore scientifico e al contempo l’accessibilità per i partecipanti non accademici
  • Hanno analizzato i dati quantitativi raccolti da 43 e 21 rispondenti in due distinti eventi, individuando modelli di soddisfazione e intenzioni di collaborazione
  • Hanno interpretato i riscontri qualitativi per rilevare temi emergenti quali l’impegno verso la collaborazione, la chiarezza degli obiettivi e la necessità di un maggiore coinvolgimento sulle politiche
  • Hanno elaborato raccomandazioni basate su evidenze (evidence-based) per ottimizzare la gestione dei tempi, l’accessibilità delle sedi e le strategie di follow-up, rafforzando così l’impatto sulle politiche della metodologia dei Living Lab
  • Hanno riflettuto sulla trasferibilità metodologica ad altri dialoghi locale tra scienza e politiche nell’ambito del progetto ENGAGEgreen

Responsabili dello scambio di conoscenze e responsabili della ricerca (Knowledge exchange managers and Research managers)

  • Diffusione coordinata del sondaggio tramite canali digitali e in presenza (codici QR, liste di e-mail, sessioni di feedback).
  • Ho condotto un’osservazione partecipata durante un lavoro di gruppo per valutare le dinamiche intersettoriali e l’inclusività.
  • Raccolta e sintesi di feedback verbali informali a complemento dei risultati del sondaggio.
  • Gestione dell’anonimizzazione e della conformità al GDPR in collaborazione con l’Ufficio per la protezione dei dati dell’università.
  • Sono stati redatti report completi che integrano sia risultati quantitativi (ad esempio, soddisfazione 4,53/5; networking 4,36/5) sia approfondimenti qualitativi, fornendo un documento di apprendimento interno per il WP3 di ENGAGEgreen.

Policymaker

  • Hanno fornito prospettive su esigenze e vincoli istituzionali attraverso le risposte ai sondaggi e le interviste
  • Hanno utilizzato i risultati per calibrare le agende dei Consigli Territoriali UGR, dando priorità a una comunicazione più chiara degli obiettivi, a sessioni di lavoro più lunghe e a una rappresentanza politica più ampia
  • Hanno riconosciuto il valore della valutazione sistematica come strumento per il miglioramento delle politiche basato su evidenze (evidence-based) e per il rafforzamento della collaborazione con il mondo accademico
  • Hanno espresso un’elevata disponibilità (media 4,50/5) a continuare a partecipare alle future attività di scambio di conoscenze (knowledge exchange)

Casi di studio

Come viene condotto il formato?

Al termine dell’evento, i partecipanti hanno ricevuto un questionario digitale accessibile tramite codice QR ed e-mail. I dati sono stati esportati in Excel per l’analisi quantitativa e codificati tematicamente per ottenere informazioni qualitative. I risultati sono stati discussi internamente dal team di coordinamento ENGAGEgreen dell’UGR per individuare gli insegnamenti appresi e integrarli nel Toolkit.

Risorse disponibili (quali sono i compiti principali)

  • Modelli di sondaggio (Google Forms).
  • Schema di codifica per dati qualitativi.
  • Modello di rapporto di feedback (riepilogo + raccomandazioni).
  • Linee guida GDPR in materia di consenso e anonimizzazione.

Cosa funziona? Cosa non funziona? (Lezioni apprese)

  • Cosa funziona: strumenti digitali concisi; disegno di ricerca misto quantitativo-qualitativo; raccolta dati immediatamente dopo l’evento.
  • Cosa non funziona: sessioni di gruppo eccessivamente brevi; mancanza di rotazione tra i tavoli di discussione; procedure di follow-up vaghe.
  • Lezioni apprese: è sempre opportuno integrare i dati del sondaggio con le note di osservazione e comunicare i risultati ai partecipanti per mantenere la fiducia.

Come si valutano le attività?

  • Risultati: rapporti di feedback completati per ciascun evento; capitolo di valutazione del WP3 consolidato.
  • Impatto: evidenza di una maggiore intenzione di collaborazione (4,7/5); miglioramento nella progettazione dei prossimi Consigli di Contea.
  • Indicatori: soddisfazione, networking, chiarezza, inclusività.
  • Tempistiche: raccolta dati immediatamente successiva all’evento + sintesi entro 2 settimane.

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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Valutare i risultati dei dialoghi tra scienza e politiche a Granada

Le evidenze dei sondaggi di ENGAGEgreen

Caratteristiche principali in breve

  • Rispondenti totali: 64 (43 + 21) provenienti da tutti i settori della quadrupla elica.
  • Soddisfazione generale media: costantemente superiore a 4 / 5 in entrambi gli eventi.
  • Dimensioni con il punteggio più alto: soddisfazione dei partecipanti, networking e volontà di continuare la collaborazione.
  • Dimensioni con il punteggio più basso: gestione del tempo, chiarezza degli obiettivi e follow-up politico.
  • Risultati: i dati rivelano una forte fiducia istituzionale nell’Università di Granada (UGR) come promotrice del dialogo territoriale.

Descrizione

Questo contributo presenta i risultati consolidati di due sondaggi di valutazione condotti dopo il Primo Incontro di Impronta Granada (gennaio 2025) e la Prima Riunione dei Consigli Territoriali dell’UGR (luglio 2025). Entrambi gli eventi sono stati concepiti come piattaforme di dialogo scienza-politiche (science-policy dialogue) nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen, riunendo il mondo accademico, la pubblica amministrazione, le imprese e la società civile di tutta la provincia di Granada. L’analisi combina indicatori quantitativi di soddisfazione con feedback qualitativi per stimare le percezioni dei partecipanti, le aree di miglioramento e l’impatto complessivo del modello di governance basato sui Living Lab.

Come funziona il formato?

I sondaggi di valutazione post-evento sono stati distribuiti in formato digitale tramite codice QR ed e-mail entro 24 ore da ciascun incontro. I moduli utilizzavano una scala Likert a cinque punti integrata da domande aperte. La metodologia ha garantito una partecipazione intersettoriale e ha permesso il confronto tra i due eventi. Le risposte sono state triangolate con l’osservazione diretta e i feedback informali raccolti dal gruppo organizzativo.

Durante il Primo Incontro di Impronta Granada (gennaio 2025):

  • L’aspetto più votato è stata la soddisfazione generale (4,53), indicando una forte approvazione della rilevanza e dell’esecuzione dell’evento rispetto al formato del dialogo scienza-politica attraverso la metodologia Living Lab.
  • L’organizzazione ha ottenuto un punteggio leggermente inferiore (4,45), suggerendo margini di ottimizzazione, in particolare nella gestione del tempo e nella scelta della sede.
  • Le opportunità di networking (4,36) sono state ben accolte, ma i feedback suggeriscono che i partecipanti cercano scambi leggermente più strutturati e operativi nelle edizioni future.

Durante la Prima Riunione dei Consigli Territoriali dell’UGR (luglio 2025):

Aspetti con il punteggio più alto:

  • Intenzione degli accademici di mantenere i contatti con i policymaker (4,70)
  • Desiderio degli accademici di partecipare a più attività future di scambio di conoscenze (4,60)
  • Raccomandazione dell’evento da parte degli accademici (4,60)
  • Interesse della pubblica amministrazione per ulteriori scambi con i ricercatori (4,50)
  • Soddisfazione per la sede (4,48)
  • Generazione di un’atmosfera confortevole e di fiducia (4,28)

Aspetti con il punteggio più basso:

  • Ricezione di raccomandazioni politiche concrete da parte della pubblica amministrazione (3,29)
  • Percezione della pubblica amministrazione di aver ricevuto una panoramica generale o dati specifici (3,29)
  • Utilità del programma (3,76)
  • Durata e struttura della sessione (3,71)
  • Pari opportunità di contribuzione per tutti i partecipanti (3,78)

Sfide

  • Mantenere una rappresentanza equilibrata di tutti i settori della quadrupla elica.
  • Gestire il tempo limitato per le presentazioni e le discussioni di gruppo.
  • Tradurre i dati sulla soddisfazione in risultati politici operativi.
  • Garantire che le raccomandazioni ricevano un follow-up istituzionale.
  • Promuovere la chiarezza degli obiettivi e delle finalità riguardo ai risultati attesi e alla reale influenza dei Consigli Territoriali dell’UGR.

Compiti e risorse

Scienziati

  • È stata condotta un’analisi quantitativa su 64 risposte valide (43 + 21) e sono state calcolate le valutazioni medie.
  • Identificare livelli di soddisfazione statisticamente coerenti: generale 4,53, organizzazione 4,45, networking 4,36 a gennaio 2025; 4,70 per la volontà di impegnarsi degli accademici, 4,50 per l’interesse dei policymaker, 4,48 per la qualità della sede a luglio 2025.
  • Interpretazione dei feedback qualitativi per evidenziare cinque punti di forza ricorrenti: l’apprezzamento dell’iniziativa, la rilevanza dei contenuti, l’impegno alla collaborazione, la volontà di contribuire e l’interesse per il follow-up.
  • Rilevate aree di miglioramento ricorrenti: allocazione del tempo, accessibilità della sede, promozione del coinvolgimento politico, chiarimento degli obiettivi del Living Lab e necessità di azioni pratiche.
  • Tratti spunti comparativi che mostrano la convergenza tra le aspettative accademiche e politiche riguardo alla collaborazione continua.

Responsabili dello scambio di conoscenze e responsabili della ricerca (Knowledge exchange managers and Research managers)

  • Consolidati i risultati del sondaggio e codificate tematicamente le risposte aperte.
  • Prodotte dashboard riassuntive che illustrano le tendenze della soddisfazione e della percezione.
  • Organizzate sessioni di debriefing interno con il team di coordinamento del ENGAGEgreen WP3 per interpretare i risultati e inserirli nello sviluppo del Toolkit.
  • Redatte raccomandazioni operative per gli eventi successivi, inclusi metodi di facilitazione migliorati e sessioni di lavoro di gruppo estese.

Policymaker

  • Fornito un input di riflessione su come i risultati della valutazione possano informare la pianificazione a livello territoriale.
  • Espressi interessi per la collaborazione in corso, pur segnalando valutazioni inferiori sulla ricezione di risultati concreti e applicabili.
  • Date priorità a misure volte ad aumentare l’inclusività e a chiarire i risultati attesi dai futuri Consigli territoriali dell’UGR.
  • Riconosciuto che la valutazione sistematica post-evento migliora la responsabilità (rendicontazione) e rafforza la base di evidenze per le decisioni politiche.

Primo Incontro di Impronta Granada (gennaio 2025) — 43 risposte: soddisfazione generale 4,53 / 5; networking 4,36; organizzazione 4,45. I feedback hanno elogiato la partecipazione intersettoriale ma hanno richiesto una migliore gestione del tempo e un maggiore coinvolgimento politico.

Prima Riunione dei Consigli Territoriali dell’UGR (luglio 2025) — 21 risposte: rappresentanza equilibrata di mondo accademico (37,5%), imprese (23,8%), società civile (19,4%) e pubblica amministrazione (19,3%). La volontà degli accademici di mantenere i contatti è stata pari a 4,70; l’interesse dei policymaker a 4,50. I feedback hanno sottolineato la necessità di obiettivi più chiari e di sessioni di gruppo più lunghe e inclusive.

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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