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Progettato per la lettura rapida

9 modi per rendere efficaci i lunghi rapporti di policy per i policymaker impegnati

Caratteristiche principali in sintesi

  • I lunghi rapporti di policy (oltre 50 pagine) vengono solitamente letti interamente attraverso i loro riepiloghi. Includere riepiloghi multilivello (brevi riepiloghi, riepiloghi estesi, riepiloghi dei capitoli).
  • Strutturare i contenuti per la lettura rapida e per gli strumenti di sintesi basati sull’IA, sui quali molti lettori oggi fanno affidamento invece di leggere il documento completo.
  • Elementi visivi, titoli chiari e un sito web dedicato con diapositive riutilizzabili e funzionalità interattive possono trasformare un PDF denso di informazioni in qualcosa che le persone possono effettivamente esplorare.
  • Rendere un rapporto facile da leggere richiede più tempo, ma si tratta di un piccolo investimento se paragonato ai mesi, o agli anni, spesi per produrre la ricerca alla base.

Come funziona il modello

I lunghi rapporti di policy (di lunghezza compresa tra circa 50 e 500 pagine) forniscono un’analisi approfondita e rigorosa di questioni complesse. Alcuni sono studi altamente specifici, commissionati a singoli ricercatori o gruppi di ricerca per un pubblico ristretto e specializzato all’interno di un ministero. Altri sono pubblicazioni di punta – rapporti annuali di organismi di esperti, organizzazioni scientifiche o istituzioni politiche – che attraggono l’attenzione dei principali media e influenzano il dibattito pubblico, come i Rapporti di valutazione dell’IPCC, i rapporti PISA dell’OCSE o il World Happiness Report.

La paternità di un rapporto non è limitata ai soli ricercatori: anche i professionisti, e talvolta persino ex alti policymaker stessi, fanno spesso parte del team di autori. Molti dei rapporti più noti finiscono persino per essere informalmente intitolati al capo del gruppo di esperti che li ha redatti, si pensi al Rapporto Draghi o al Rapporto Liikanen.

Sfide (e modi per affrontarle)

Il problema di fondo è evidente: chi legge davvero un rapporto di policy di 200 pagine? I policymaker e i funzionari pubblici operano sotto estrema pressione temporale. Aspettarsi che leggano un documento di 100 pagine da cima a fondo è irrealistico. La maggior parte dei policymaker, nel migliore dei casi, scorrerà le sezioni chiave, leggerà i riepiloghi o delegherà il processo di briefing al proprio personale. Per garantire che la ricerca alimenti un reale impatto politico, si consiglia di applicare questi 9 consigli pratici per la progettazione di rapporti a misura di lettore:

  1. Progettare per la sintesi automatica tramite intelligenza artificiale, non solo per i lettori umani.
    Parti dal presupposto che i policymaker e gli altri lettori si affideranno sempre più a strumenti di intelligenza artificiale generativa per riassumere il tuo rapporto prima di leggerlo. Aiuta l’IA ad aiutarti: usa titoli semantici chiari e descrittivi, includi riquadri espliciti con “Risultati chiave” ed evita di inserire dati cruciali esclusivamente all’interno di immagini o grafici scansionati. Poi, metti alla prova te stesso: elabora il tuo rapporto con diversi strumenti di intelligenza artificiale generativa (ad esempio ChatGPT, Claude, Gemini) e chiedi un riassunto. Quanto sei soddisfatto del risultato? Ha individuato i tuoi risultati chiave o li ha tralasciati? Vale anche la pena chiedere direttamente agli strumenti di IA come gestiscono la sintesi di documenti lunghi, poiché questo può rivelare su quali elementi strutturali (titoli, riquadri, elenchi puntati) si basano effettivamente.
  2. I riepiloghi sono tutto.
    Presentare i risultati chiave in un executive summary di 1–2 pagine. Se il rapporto supera le 100 pagine, fornirne due: un executive summary breve (1–4 pagine) e uno più esteso (5–20 pagine). Questo approccio non è insolito; la Stern Review, ad esempio, ha pubblicato sia un executive summary breve sia uno completo insieme al suo rapporto integrale di 579 pagine. Aggiungere riepiloghi dei capitoli di 1–2 pagine per qualsiasi capitolo più lungo di 15 pagine. Ipotizzare sempre che i riepiloghi siano l’unica parte che verrà effettivamente letta — e investire tempo nel perfezionarli di conseguenza.
  3. Utilizzare elementi visivi — ma solo se meritano il loro spazio.
    Utilizzare diagrammi di flusso, tabelle comparative, linee temporali e infografiche, assicurandosi però che aggiungano un reale valore analitico anziché fungere da immagini d’archivio decorative. Contrassegnare ogni elemento visivo con il titolo/citazione del rapporto e consentire che le immagini siano facilmente copiabili o scaricabili dal sito web per essere utilizzate in briefing o presentazioni (esempio: le infografiche dei risultati chiave di OCSE PISA 2022).
  4. Rendere il testo stesso facile da esplorare.
    Utilizzare titoli e sottotitoli chiari e informativi, evidenziare in grassetto i termini chiave e i titoli, e fare affidamento su elenchi puntati e numerati anziché su paragrafi densi.
  5. Mantenere snello il testo principale.
    Mantenere la narrazione centrale focalizzata sui risultati e sulle implicazioni politiche. Spostare i metodi, le rassegne della letteratura, gli elenchi dei collaboratori, i glossari, i riferimenti bibliografici e gli indici in un allegato.
  6. Costruire un sito web intorno al rapporto, non solo un PDF.
    Se le risorse lo consentono, non limitarsi a caricare un lungo PDF — presentare l’executive summary, i riepiloghi dei capitoli, i dati chiave e il comunicato stampa come sezioni autonome su un sito web dedicato (esempio: il sito dell’IPCC AR6 Synthesis Report). I chatbot basati sull’IA (esempio: World Energy Outlook 2025) o altri elementi interattivi come i cruscotti digitali (esempio: World Happiness Report) possono aiutare i lettori a esplorare i risultati secondo le proprie esigenze. I video esplicativi (esempio: World Economic Outlook), gli episodi di podcast (esempio: World Development Report) o persino i fumetti (esempio: German Advisory Council on Global Change) possono funzionare bene per i lettori che preferiscono guardare o ascoltare anziché leggere.
  7. Fornire presentazioni di diapositive riutilizzabili.
    Aggiungere una presentazione di diapositive che riassuma i messaggi chiave e rilasciarla sotto una licenza Creative Commons, in modo che i policymakers possano riutilizzarla liberamente nelle proprie presentazioni (esempio: il sito del Rapporto di sintesi AR6 dell’IPCC).
  8. Coinvolgere un designer professionista se il budget lo consente.
    Tabelle ben formattate, schemi di colori ponderati e layout professionali aumentano significativamente la leggibilità.
  9. Diffondere attivamente i risultati
    Inserire il rapporto sul sito web non è sufficiente. Scrivere comunicati stampa, condividere i risultati sui social media, condurre briefing mirati 1:1 e organizzare un evento di policy per presentarli di persona. Pianificare la diffusione fin dall’inizio, non solo al termine del lavoro. Includere nel team comunicatori professionisti o personale responsabile dello scambio di conoscenze/mediatori della ricerca.

Un pensiero finale
La stesura di un lungo rapporto di policy richiede mesi, a volte anni. Spendere qualche settimana in più per renderlo autenticamente fruibile dal lettore e per pianificare correttamente la diffusione è un piccolo prezzo da pagare per garantire che i risultati chiave raggiungano effettivamente i policymakers.

Compiti e risorse

Ricercatori

  • Condurre ricerche originali e sintetizzare le conoscenze esistenti.
  • Condensare i risultati in riepiloghi multilivello.
  • Progettare le bozze degli elementi visivi.
  • Collaborare con il personale di supporto (comunicatori, grafici).
  • Sviluppare e pianificare la strategia di diffusione fin dall’inizio.

Responsabili dello scambio di conoscenze e responsabili della ricerca (Knowledge exchange managers and Research managers)

  • Strutturare il rapporto, il layout, le componenti visive e le pagine web.
  • Redigere comunicati stampa e contenuti per i social media.
  • Pianificazione e divulgazione anticipate.
  • Coordinare il team di autori e la logistica della diffusione.

Policymaker

  • Finanziare le strutture di supporto (segretariati, grafici, comunicatori).
  • Fornire feedback sulle effettive abitudini di lettura e fruizione.

Fonti e approfondimenti

German Advisory Council on Global Change / WBGU (2014), The Great Transformation. Climate – Can We Beat the Heat? (comic), Berlin. Consultato il 12 giugno 2026.
Helliwell, J. F., Layard, R., Sachs, J. D., De Neve, J.-E., Aknin, L. B., & Wang, S. (Eds.) (2026), World Happiness Report 2026. Consultato il 12 giugno 2026.
Intergovernmental Panel on Climate Change (2023), AR6 Synthesis Report. Consultato l’8 giugno 2026.
International Energy Agency (2025), World Energy Outlook 2025. Consultato l’8 giugno 2026.
International Monetary Fund (2026), World Economic Outlook. Consultato il 12 giugno 2026.
OECD (2023), PISA 2022 Key Results (infographic). Consultato il 12 giugno 2026.
Stern, N.; Cabinet Office – HM Treasury (2007), The Economics of Climate Change: The Stern Review, Cambridge: Cambridge University Press.
World Bank Group (2025), World Development Report 2025: Standards for Development. Consultato il 12 giugno 2026.

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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Una partnership vincente: tesi di laurea collaborative

Descrizione

Questo testo esplora l’importanza della collaborazione tra istituzioni accademiche ed enti statali nel contesto delle tesi di laurea (triennale, magistrale e di dottorato) elaborate dagli studenti. Promuovendo partnership tra studenti, docenti e policymaker, possiamo accrescere la rilevanza e l’impatto della ricerca accademica, fornire un contributo più informato alle politiche pubbliche e formare una nuova generazione di studiosi in grado di affrontare le sfide del mondo reale.

Tali collaborazioni offrono un’opportunità unica per colmare il divario tra teoria e pratica, garantendo che la ricerca accademica sia direttamente pertinente alle esigenze della società. Lavorando insieme, studenti, docenti e policymaker possono identificare le questioni urgenti, raccogliere i dati necessari e sviluppare soluzioni basate su dati concreti che possano essere attuate a livello locale, regionale o nazionale.

Sintesi: caratteristiche principali in breve

Le tesi accademiche realizzate in collaborazione con il settore pubblico mirano a:

  • Colmare il divario tra teoria e pratica: allineando la ricerca accademica alle esigenze del settore pubblico, possiamo garantire che i risultati della ricerca siano direttamente applicabili ai problemi del mondo reale.
  • Migliorare la qualità e la rilevanza delle tesi di laurea: fornendo agli studenti l’accesso a dati reali, competenze e tutoraggio da parte dei policymaker, possiamo aiutarli a produrre ricerche più incisive e rilevanti.
  • Promuovere una cultura della collaborazione e dello scambio di conoscenze: incoraggiando le partnership tra il mondo accademico e la pubblica amministrazione, possiamo creare un ecosistema di ricerca più interconnesso e innovativo. Ciò può portare a una cooperazione fruttuosa e a lungo termine, vantaggiosa per tutti i partner.
  • Sostenere le politiche pubbliche con ricerche e analisi basate su dati concreti: fornendo ai policymaker l’accesso a ricerche di alta qualità, possiamo aiutarli a prendere decisioni informate, basate su dati concreti piuttosto che sull’intuizione o sull’ideologia.

Come funziona il modello

Le tesi di laurea realizzate nell’ambito di questo quadro collaborativo sono supervisionate congiuntamente da un docente e da un funzionario pubblico o da un policymaker competente. Questa supervisione condivisa garantisce che la ricerca sia in linea sia con gli standard accademici sia con le esigenze pratiche del settore pubblico. L’argomento di ricerca viene selezionato in modo collaborativo, tenendo conto degli interessi di tutte le parti coinvolte.

Per lo studente, l’argomento deve essere chiaro, accattivante e interessante. Per il docente, l’argomento deve rientrare nella propria area di competenza e soddisfare gli standard accademici, compreso un livello sufficiente di rigore scientifico. Per il policymaker, l’argomento deve essere pratico e attuabile. Un problema comune da evitare è il disallineamento delle aspettative, in cui il relatore orienta il lavoro verso una direzione altamente accademica, mentre la prospettiva del policymaker è spesso troppo rigida (aderendo rigorosamente alla legislazione e alle prassi consolidate), limitando così lo spazio per l’innovazione.

Lavorando a stretto contatto con i policymaker, gli studenti acquisiscono una comprensione inestimabile delle complessità del processo decisionale. Imparano a comunicare efficacemente i risultati delle loro ricerche a un pubblico non accademico e a comprendere le sfide e i vincoli che i policymaker devono affrontare. Questa esperienza pratica fornisce agli studenti le competenze necessarie per diventare i futuri leader sia nel mondo accademico che nel settore pubblico.

Fasi chiave nell’affrontare la tesi:

  • Una discussione approfondita del titolo e del contenuto della tesi prima di iniziare il lavoro.
  • Un incontro di persona, da organizzare sin dalle prime fasi, tra tutte le parti coinvolte per stabilire un contatto personale.
  • Presentazione della visione di ciascuna parte riguardo al contenuto della tesi.
  • Acquisizione dei dati necessari e collaborazione con la pubblica amministrazione per la loro corretta interpretazione prima del completamento della tesi.
  • Incontri regolari e aggiornamenti sullo stato di avanzamento del lavoro.
  • Presentazione dei risultati della tesi a esperti della pubblica amministrazione competenti (una conoscenza approfondita della materia spesso aiuta gli studenti a individuare interpretazioni imprecise o errate dei risultati).
  • Presentazione dei risultati finali della tesi non solo a un pubblico accademico, ma anche a un gruppo più ampio di esperti della pubblica amministrazione (sindaco, consiglieri, direttori, rappresentanti, ecc.).
  • Presentazione della tesi ad altri policymaker di riferimento.

Vantaggi per i partecipanti

Studenti:

  • Acquisiscono esperienza pratica lavorando su problemi del mondo reale.
  • Sviluppano competenze trasferibili quali il pensiero critico, la risoluzione dei problemi e la comunicazione.
  • Contribuiscono a una ricerca significativa in grado di orientare le politiche pubbliche.
  • Creano una rete di contatti con policymaker e altri professionisti del settore.
  • Migliorano le proprie prospettive di carriera dimostrando la capacità di applicare le conoscenze accademiche alle sfide del mondo reale.

Docenti:

  • Ampliano le proprie reti di ricerca e collaborazioni.
  • Si mantengono aggiornati sulle questioni e le tendenze attuali in materia di politiche.
  • Migliorano la rilevanza del proprio insegnamento incorporando esempi reali e casi di studio.
  • Contribuiscono allo sviluppo della prossima generazione di analisti e ricercatori nel campo delle politiche.

Settore pubblico (policymaker, funzionari, agenzie):

  • Traere vantaggio da nuove prospettive e idee innovative generate da studenti e docenti.
  • Accedere a ricerche di alta qualità in grado di orientare le decisioni sulle politiche.
  • Migliorare l’efficienza e l’efficacia delle operazioni governative.
  • Rafforzare i rapporti con le istituzioni accademiche e promuovere una cultura della collaborazione.

Collaborazione con i policymaker:

I policymaker svolgono un ruolo cruciale nel processo collaborativo, fornendo orientamento, feedback e accesso a dati rilevanti. Lavorano a stretto contatto con studenti e docenti durante tutto il processo di ricerca, assicurando che la ricerca sia in linea con le loro esigenze e priorità.

Collaborando con i policymaker, studenti e docenti possono acquisire una comprensione più approfondita del processo decisionale e delle sfide affrontate dalle agenzie governative. Ciò può aiutarli ad adattare la propria ricerca in modo che risulti più pertinente e incisiva.

Sfide (e modi per affrontarle)

Sebbene i vantaggi della collaborazione siano numerosi, è fondamentale riconoscere le sfide che potrebbero presentarsi. Per gli studenti, conciliare gli impegni didattici con le esigenze della ricerca, ottenere i dati necessari e comunicare in modo efficace i risultati complessi della ricerca ai policymaker può risultare impegnativo. Tuttavia, queste sfide possono essere mitigate attraverso scadenze flessibili, protocolli semplificati per la condivisione dei dati e una formazione sulla comunicazione delle politiche.

I docenti coinvolti in progetti collaborativi potrebbero trovarsi ad affrontare un aumento del carico di lavoro a causa delle responsabilità aggiuntive legate alla supervisione degli studenti e al coordinamento con i policymaker. Per far fronte a questa situazione, gli atenei possono ridurre il carico didattico dei docenti e fornire loro un supporto dedicato alla ricerca.

Per il settore pubblico, la partecipazione a progetti collaborativi può rappresentare una sfida a causa delle risorse limitate e degli ostacoli burocratici. Tuttavia, dando priorità alla collaborazione e stanziando risorse dedicate, gli enti governativi possono trarre vantaggio dalle partnership con le istituzioni accademiche.

Inoltre, gli argomenti con scadenze rigide imposte dalla pubblica amministrazione dovrebbero essere affrontati con cautela. Gli studenti potrebbero trovarsi ad affrontare difficoltà impreviste, come studiare all’estero, prolungare gli studi o dover richiedere un periodo di aspettativa. Tali circostanze potrebbero comportare notevoli ritardi nel completamento della tesi, con potenziali conseguenze negative a livello accademico per lo studente e complicazioni per l’istituzione collaboratrice. Pertanto, la flessibilità nelle tempistiche è essenziale nella scelta dell’argomento di tesi.

Compiti e risorse

In un tipico progetto collaborativo, gli studenti hanno il compito di condurre revisioni della letteratura, raccogliere e analizzare i dati, redigere il testo e presentare i propri risultati ai policymaker. I docenti forniscono orientamento e tutoraggio, mettono in contatto gli studenti con i policymaker e facilitano lo scambio di conoscenze. I policymaker svolgono un ruolo cruciale nell’identificare le priorità di ricerca, fornire dati e risorse, esaminare i risultati della ricerca e attuare le raccomandazioni sulle politiche.

Per garantire il successo di queste collaborazioni, è essenziale un adeguato livello di motivazione. Tutte le parti coinvolte (studenti, docenti, policymaker) devono trovare un punto d’incontro accettabile tra le proprie esigenze, necessità e desideri, e devono dimostrarsi flessibili e disposte ad accettare alcuni compromessi.

Finanziamenti necessari per le attività

Le tesi di laurea sono una parte obbligatoria di quasi tutti i corsi di studio, quindi non vi è una necessità diretta di risorse finanziarie. Tuttavia, qualora tale possibilità esistesse, sarebbe opportuno individuare alcune risorse di sostegno, quali borse di studio, incarichi di assistente di ricerca e supporto amministrativo. Investendo in progetti collaborativi, i governi possono migliorare la qualità del proprio processo decisionale e la qualità della vita dei propri cittadini.

Esempio

Presso il Dipartimento di Geoinformatica dell’Università Palacky di Olomouc, negli ultimi 15 anni sono state discusse con esito positivo oltre 40 tesi di laurea. Queste tesi sono state realizzate in stretta collaborazione con diverse istituzioni statali, in primo luogo la Regione di Olomouc e la Città Statutaria di Olomouc. Le tesi hanno trattato un’ampia gamma di argomenti incentrati sulla pianificazione territoriale, la pianificazione regionale, i trasporti e l’ambiente, con particolare attenzione ai dati spaziali, all’analisi spaziale e alla geovisualizzazione. I risultati di queste tesi sono stati ampiamente utilizzati da esperti di vari dipartimenti e da policymaker a livello gestionale e decisionale. Di conseguenza, tali risultati hanno contribuito direttamente a un processo decisionale più accurato e basato su dati concreti nella pubblica amministrazione.

Molte di queste tesi di laurea hanno inoltre portato alla realizzazione di pubblicazioni scientifiche, articoli specialistici e prodotti cartografici — sia cartacei che online — che vengono regolarmente utilizzati dal personale comunale ai fini della pianificazione territoriale e dei trasporti. In diversi casi, gli studenti hanno integrato il lavoro di tesi con tirocini professionali presso uffici comunali o regionali, acquisendo esperienza pratica nella pubblica amministrazione. Tra gli esempi specifici di argomenti trattati figurano analisi dell’accessibilità dei trasporti alle infrastrutture pubbliche, metodi moderni per la visualizzazione del piano territoriale di Olomouc e lo sviluppo di strumenti automatizzati ed estensioni ArcGIS per l’elaborazione di grandi set di dati geospaziali.

 

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Report di ricerca commissionati

Sintesi: Caratteristiche principali in breve

  • la ricerca commissionata o a contratto consente ai policymaker di avvalersi delle competenze scientifiche necessarie per valutare questioni di politiche pubbliche
  • i report di ricerca commissionati (commissioned research reports) possono includere valutazioni, indagini, sondaggi, studi di fattibilità o analisi previsionali; tali rapporti variano per lunghezza e portata

Come funziona questo modello?

I report di ricerca commissionati rappresentano un formato consolidato che consente ai policymaker di avvalersi di competenze scientifiche. Ad esempio, i policymaker possono commissionare ricerche (o affidare studi a contratto) per

  • valutare una legge, un programma di finanziamento o altre iniziative sulle politiche (ad es. domande del tipo: «Le normative hanno ridotto le emissioni di CO₂ nel settore dei trasporti?» «Perché solo poche aziende hanno richiesto sovvenzioni statali per introdurre tecnologie ad alta efficienza energetica nei propri impianti di produzione?»)
  • raccogliere dati e condurre indagini (ad es. «Quali sono gli effetti delle microplastiche sulle popolazioni ittiche nei fiumi?» «Quanto sono soddisfatti i cittadini del trasporto pubblico?»)
  • condurre studi di fattibilità (ad es. «È tecnicamente possibile ed economicamente fattibile cambiare il software di contabilità negli enti pubblici?» «In quali miniere è possibile stoccare le scorie nucleari?»)
  • effettuare analisi previsionali («Quanti anziani vivranno nelle case di cura tra 20 anni?» «In che modo il cambiamento climatico influirà sulla sicurezza alimentare?»)

I progetti di ricerca commissionati variano per portata, durata e budget. Possono spaziare da progetti su piccola scala, che un singolo ricercatore può portare a termine in una settimana, a progetti su larga scala che richiedono la partecipazione di decine di ricercatori nell’arco di diversi anni. Possono inoltre variare in termini di “pubblicabilità” scientifica: a seconda della disciplina accademica e del tipo di ricerca, i report di ricerca commissionati possono essere pubblicazioni accademiche standard redatte dai ricercatori. Oppure gli scienziati potrebbero dover adattarsi a tipi di ricerca a loro poco familiari per quanto riguarda gli interrogativi di ricerca, la struttura e il formato.

Tutti gli enti statali e i partiti politici possono commissionare report di ricerca. Un modo comune per farlo è pubblicare un bando di gara, che delinea l’obiettivo e il budget della ricerca commissionata. A seconda del tipo di ricerca, gli scienziati potrebbero trovarsi a competere con think tank, società di consulenza, ONG, studi legali e altre imprese al momento di presentare un’offerta.

Esistono numerosi modelli di accordi tra ricercatori e policymaker. Se i seguenti aspetti relativi ai bandi non fossero stati trattati nei bandi stessi, i ricercatori dovrebbero chiarirli prima di presentare la candidatura o firmare un contratto:

  • Il report di ricerca commissionato verrà pubblicato? In tal caso, verrà pubblicato immediatamente o dopo un periodo di riservatezza? È possibile pubblicare i rapporti sul proprio sito web?
  • Chi detiene la titolarità dei risultati e dei dati della ricerca? Possono essere utilizzati per altri progetti di ricerca?
  • Chi detiene il diritto d’autore? Si dispone dell’autorizzazione o della facoltà di pubblicare i rapporti di ricerca commissionati, o parti di essi, su riviste scientifiche?
  • Quanto sono dettagliati e rigidi i termini dell’accordo? È possibile modificarli nel corso del progetto? Ad esempio, è consentito adeguare la domanda di ricerca o la metodologia? È possibile aggiungere ulteriori domande a un sondaggio?
  • Cosa succede se non si riesce a rispettare la scadenza?
  • I vostri clienti presso l’istituzione responsabile delle politiche si aspettano che presentiate risultati o rapporti intermedi, oppure sono soddisfatti di ricevere il report di ricerca finale otto mesi dopo?
  • Chi leggerà il report di ricerca commissionato?
  • Dovete fornire raccomandazioni politiche?
  • Quali voci sono coperte dal budget? È previsto anche un budget per viaggi, workshop e altri eventi?

Affronta queste questioni prima di avviare il progetto di ricerca! La ricerca su commissione rappresenta una fonte significativa di reddito per molte istituzioni scientifiche. Tuttavia, molti scienziati evitano di condurre ricerche su commissione se sanno che il report di ricerca non verrà considerato una pubblicazione accademica. Questo problema potrebbe essere risolto se la ricerca venisse condotta tenendo presenti due risultati finali: il rapporto di ricerca su commissione e un articolo su una rivista accademica (ad esempio, un articolo sottoposto a revisione tra pari). Discuti questi aspetti con il tuo cliente prima di avviare il progetto di ricerca.

Supponiamo che tu stia conducendo una ricerca su commissione per la prima volta e che tu abbia dei dubbi riguardo alla struttura, allo stile di scrittura, all’impaginazione e alle visualizzazioni. Se disponibili al pubblico, consulta i report di ricerca su commissione già pubblicati. Chiedi ai clienti se possono consigliarti dei report di riferimento per quanto riguarda la struttura, lo stile di scrittura e l’impaginazione.

Inoltre, tenete presente il vostro pubblico: un’unità di un ente governativo ha commissionato un report di ricerca su una questione tecnica, che molto probabilmente verrà letto solo da pochi esperti all’interno della stessa unità? Oppure una commissione parlamentare ha commissionato uno studio approfondito su una questione di politiche controverse, che sarà discussa in seduta plenaria e avrà risonanza mediatica? Ad esempio, supponiamo che siate un chimico e che dobbiate redigere un report di ricerca destinato a policimaker con una formazione in chimica o in una materia affine. In tal caso, non sarà necessario spiegare ogni termine tecnico né dedicare molto tempo a una sintesi non tecnica. Dovrete invece farlo se il vostro rapporto sarà letto da membri del parlamento o da altri policymaker che non hanno una formazione nella vostra disciplina.

Ricordate che i report di ricerca commissionati possono offrire l’opportunità di entrare in contatto con i policymaker e non si limitano alla semplice presentazione dei report. Anche se i vostri committenti non richiedono la presentazione di risultati o report intermedi, proponete incontri di persona o virtuali per discutere dei progressi compiuti.

Inoltre, se le vostre risorse lo consentono, proponetevi di organizzare un workshop sulle politiche o un altro evento ad esse dedicato per discutere i risultati del report di ricerca finale. Se i vostri clienti sono d’accordo, valutate la possibilità di invitare policymaker di altre unità o organizzazioni che potrebbero essere interessati ai risultati. I policymaker di alto livello sono più propensi a partecipare a un evento breve piuttosto che a leggere un rapporto di 200 pagine.

Compiti e risorse

Scienziati: oltre a redigere una proposta di finanziamento, gli scienziati devono condurre la ricerca e redigere la relazione di ricerca. A seconda del contratto, potrebbero anche dover redigere relazioni intermedie o presentare i risultati della loro ricerca presso un’istituzione responsabile delle decisioni politiche. Gli scienziati devono dedicare settimane o mesi al progetto di ricerca commissionato, il che potrebbe sottrarre tempo al loro lavoro abituale.

Knowledge exchange manager/research manager (personale di supporto): il personale di supporto può controllare regolarmente newsletter, portali di bandi e siti web simili e informare gli scienziati dei propri istituti in merito ai bandi pertinenti.
Può condividere esempi positivi con gli scienziati e fornire assistenza riguardo alla struttura o allo stile di scrittura a coloro che non hanno familiarità con la ricerca su commissione.

Policymaker: devono fornire informazioni sugli obiettivi, l’ambito di applicazione e il budget. Un elenco di domande frequenti (FAQ) e linee guida è molto utile per gli scienziati.

Risorse e approfondimenti

Consultate il nostro capitolo “Creare eventi interessanti per i policymaker”

European Commission. No date., Funding, Tenders, consultato il 28 agosto 2024.

Institute for Government. 2024. Using and commissioning research in government, consultato il 23 agosto 2024.

Hodges, Dan; Rahman, Syahirah Abdul. 2022. Commissioned research, in Tim Vorley et al. (ed.), How to engage policymakers with your research, Edwar Elgar Publishing, pp. 175-183.

 

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Policy blog

Caratteristiche principali in sintesi

Un policy blog è un’analisi scritta di una questione politica, di circa 900 – 2.000 caratteri. I lettori apprezzano questa brevità, ed è per questo che un titolo accattivante che attiri l’attenzione sui social media e uno stile di scrittura scorrevole sono essenziali. 

  • I policy blog sono ottimi per condividere analisi tempestive su questioni politiche attuali. Gli scienziati possono anche utilizzarli per presentare i risultati di ricerche tratte da pubblicazioni accademiche pertinenti ai dibattiti politici in corso; un post di blog ampiamente letto e condiviso può inoltre aumentare il numero di citazioni dell’articolo accademico in questione.
  • Per far sì che i loro articoli vengano letti dai policymaker, gli scienziati possono pubblicare regolarmente i loro post sul proprio sito web o tramite piattaforme come Medium o WordPress, il che può richiedere molto tempo; oppure possono pubblicare i loro post tramite una rete esistente di istituti di ricerca, think tank, ONG e scienziati.
  • Se pubblichi un post sul tuo sito web, assicurati che il sito permetta la condivisione tramite social media o l’inoltro via e-mail.
  • Assicurati di annunciare i tuoi post sul blog tramite i social media.

Come funziona il modello

I policy blog sono ben strutturati e di facile lettura. Sono ottimi per condividere analisi tempestive su questioni politiche attuali. Gli scienziati possono anche usarli per presentare i risultati di ricerche tratte da pubblicazioni accademiche pertinenti ai dibattiti politici in corso. Un post di blog ampiamente letto e condiviso può anche aumentare il numero di citazioni dell’articolo accademico in questione. Ma i post di blog non sono semplici riassunti di ricerche già esistenti.

Un post di un blog è in genere strutturato in questo modo: un titolo accattivante, un paragrafo introduttivo con i messaggi chiave – formulato in modo da catturare l’attenzione del lettore – seguito da una breve analisi del problema e dei risultati della ricerca e da un paragrafo conclusivo. Questo è sufficiente per un policy blog. Elementi visivi come grafici o tabelle sono molto utili per spiegare questioni complesse e mantenere alta l’attenzione del lettore.

Gli scienziati dovrebbero usare frasi brevi e uno stile di scrittura più informale rispetto alle pubblicazioni accademiche. Dovrebbero pensare al loro pubblico di riferimento. Se vogliono rivolgersi a professionisti che lavorano nei ministeri, nelle agenzie governative o nei servizi di ricerca degli organi parlamentari, esperti negli argomenti trattati nei blog, possono utilizzare uno stile di scrittura tecnico. Se invece vogliono raggiungere i membri del parlamento o il loro staff, dovrebbero scrivere per esteso gli acronimi, a meno che non siano di uso comune (ad esempio, UE).

I policy blog, o i blog in generale, offrono un’ottima opportunità per utilizzare collegamenti ipertestuali anziché note a piè di pagina o note a fine testo, rendendo così il testo più breve e di più facile lettura.

Una breve biografia di tre o quattro frasi dovrebbe essere inclusa all’inizio o alla fine. Questa biografia dovrebbe fornire informazioni su competenze, pubblicazioni chiave ed esperienza in ambito politico, piuttosto che informazioni sulla borsa di ricerca del 2007. Gli scienziati dovrebbero anche aggiungere link ai propri siti web e canali social. L’aggiunta di una sezione commenti ai blog è un ottimo modo per gli scienziati di interagire con i lettori, se lo desiderano.

Le sfide (e come affrontarle)

Un blog è un testo conciso. Gli scienziati devono quindi considerare i messaggi chiave che desiderano trasmettere. Possono utilizzare una pubblicazione accademica esistente come base per un post del blog. Tuttavia, dovrebbero presentare i risultati rilevanti della pubblicazione piuttosto che riassumerla integralmente. Per questo motivo, gli scienziati possono omettere le sezioni dedicate ai metodi e alle revisioni della letteratura quando scrivono post per un blog.

Un’altra domanda è: come fanno i post del blog a raggiungere il pubblico giusto? Gli scienziati hanno due opzioni. In primo luogo, possono pubblicare i loro post sul proprio sito web o su piattaforme come Medium o WordPress. Questo approccio funziona se gli scienziati sono ben noti nel mondo politico o se i policymaker seguono i loro account sui social media. In secondo luogo, gli scienziati dovrebbero aggiornare regolarmente il proprio blog se vogliono pubblicare i loro post tramite i propri siti web o piattaforme di blogging.

In alternativa, gli scienziati possono individuare serie di blog ben note pubblicate da altri istituti di ricerca, think tank o ONG. Molte serie di blog accolgono contributi da scienziati esterni, i quali possono anche contattare colleghi noti blogger per proporre un articolo congiunto.

Compiti e risorse

Scienziati

Contenuti: gli scienziati possono individuare possibili argomenti per policy blog seguendo dibattiti sulle politiche. Potrebbero anche dover leggere di una questione politica attuale e riflettere sui messaggi chiave prima di scrivere il post.

Questioni organizzative: gli scienziati devono essere certi che il policy blog raggiunga i policymaker. Se necessitano di mailing list, siti web o canali di social media per diffondere i documenti, dovrebbero rivolgersi a centri di ricerca, think tank o ONG che abbiano una vasta portata e accettino contributi esterni per i loro policy blog.

Risorse in termini di tempo: gli scienziati dovrebbero essere in grado di scrivere un articolo per il blog in un paio d’ore, sebbene possano dover condurre ricerche mirate quando analizzano una questione di attualità. Dovrebbero chiedersi costantemente se possono ricavare un policy blog da un articolo accademico o da un’altra pubblicazione più estesa.

Personale di supporto (mediatori della conoscenza e della ricerca)

I mediatori della conoscenza e della ricerca possono assistere gli scienziati nella stesura di articoli di policy blog, informandoli sulle questioni politiche attuali. Possono seguire la copertura mediatica, iscriversi alle newsletter delle istituzioni decisionali e leggere documenti ufficiali come documenti strategici o leggi. I mediatori della conoscenza e della ricerca possono leggere articoli di ricerca e utilizzare Google o ChatGPT per collegare i risultati della ricerca ai dibattiti politici in corso. Possono confrontarsi con gli scienziati sulle questioni politiche attuali e fornire suggerimenti sulla struttura e sul contenuto di un articolo di policy blog. Dopo aver letto gli articoli scientifici, gli addetti stampa spesso inviano agli scienziati bozze di comunicati stampa sui risultati delle ricerche più recenti, che gli scienziati possono poi commentare. I mediatori della conoscenza e della ricerca possono operare in modo simile e produrre bozze di articoli di policy blog che gli scienziati possono poi sviluppare ulteriormente. Questo approccio consente agli scienziati di risparmiare tempo. I mediatori della conoscenza e della ricerca sono fondamentali per la diffusione dei policy blog. Possono identificare i lettori consultando gli organigrammi o i membri delle commissioni parlamentari. Possono comunicare i policy blog tramite mailing list, siti web e social media. Se necessitano di una maggiore portata in termini di follower sui social media, destinatari di mailing list o visitatori del sito web, i mediatori della conoscenza e della ricerca possono individuare altri istituti di ricerca, think tank o ONG con un’ampia portata e accettare contributi esterni.

Fonti e approfondimenti

Cairney, Paul. 2016. Writing a policy paper and blog post, consultato il 21 agosto 2024.
Dunleavy, Patrick. 2026. How to write a blog post from your journal article in eleven easy steps, consultato il 21 agosto 2024.
Blog su dati e politiche. (senza data).
Bibby, Bick. 2019. Blogging for a policy audience,  consultato il 21 agosto 2024.

 

[Questo articolo dell’ENGAGEgreen Policy Engagement Toolkit è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Sabrina Daly – Daly’s Translation Centre]

 

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Policy Brief

Caratteristiche principali in sintesi

  • Un policy brief è un’analisi scritta di una questione politica, di lunghezza non superiore a poche pagine.
  • I policy brief solitamente presentano sia risultati scientifici che raccomandazioni politiche.
  • I policy brief possono analizzare eventi recenti; gli scienziati possono anche redigerli per sintetizzare conoscenze rilevanti per le politiche pubbliche, tratte da articoli di riviste o altri lavori accademici di ampio respiro.

Come funziona il modello

I policy brief sono ben strutturati e di facile lettura. Solitamente sono composti da sei parti: titolo, riassunto, introduzione alla questione politica, presentazione dei risultati della ricerca, raccomandazioni politiche, fonti e appendice.

Va notato che gli scienziati competono per l’attenzione dei policymaker con imprese, organizzazioni di lobbismo, ONG e think tank, il cui personale è solitamente formato ed esperto nella redazione di documenti di policy.

La prima pagina del policy brief  è la più importante. Gli scienziati devono comprendere che molti policymakers leggeranno solo la prima pagina o il primo paragrafo. Pertanto, è fondamentale scegliere un titolo accattivante che rifletta la rilevanza della politica o i risultati chiave. Di seguito sono riportati alcuni esempi di titoli accattivanti.

Il riassunto presenta i messaggi chiave e non deve superare i due paragrafi. Pertanto, presentare i propri messaggi chiave nel riassunto utilizzando elementi visivi come caselle di testo, caratteri in grassetto, elenchi puntati o una combinazione di questi. Concentrarsi su 2-4 messaggi chiave. Se l’argomento richiede più di 2-4 messaggi chiave, valutare la possibilità di pubblicare due policy brief anziché uno.

La seguente sezione introduce la questione politica. Spiegare in modo chiaro e conciso perché la questione è rilevante per il policymaking. In caso di necessità di chiarimenti sulla rilevanza della questione per i policymaker, consultare il nostro articolo.

La sezione seguente presenterà i risultati della propria ricerca: cosa saprà il policymaker che non sapeva prima, dopo aver letto questa sezione? Perché questi risultati sono importanti? Questa sezione introduce le raccomandazioni politiche, che dovrebbero aiutare i policymakers a elaborare o attuare le politiche pubbliche. Fornire raccomandazioni specifiche ed evitare generalizzazioni: Il governo deve intensificare i suoi sforzi per salvare l’ambiente. Le raccomandazioni politiche devono essere valide, anche se è improbabile che i policymaker le adottino nel breve termine.

In molti casi, ci sono voluti decenni prima che gli scienziati vedessero azioni concrete derivanti dalle loro raccomandazioni politiche. Ma gli scienziati dovrebbero essere consapevoli delle implicazioni politiche, legali e finanziarie delle loro raccomandazioni. Scienziati e politici possono discutere quali raccomandazioni siano politicamente, finanziariamente e legalmente fattibili, ma gli scienziati dovrebbero astenersi da raccomandazioni che non verranno mai attuate, come ad esempio per risparmiare energia elettrica, il Parlamento dovrebbe rendere illegali la produzione e il consumo di elettricità. In alcuni paesi (ad esempio, la Germania), i documenti di analisi politica si concentrano sull’analisi piuttosto che sulle raccomandazioni politiche.

La sezione finale dovrebbe includere le fonti o gli allegati, come ad esempio i set di dati. Si consiglia di pubblicare i set di dati, una sezione sui metodi e altre informazioni dettagliate sul proprio sito web, fornendo l’URL nella sezione delle fonti, anziché aggiungere pagine di allegati al policy brief .

Per quanto riguarda lo stile, mantenere le frasi brevi e di facile comprensione. Pensare al proprio pubblico: se si desidera rivolgersi a esperti di istituzioni politiche, è possibile adottare uno stile di scrittura più tecnico. Evitare gergo e acronimi se si prevede che il proprio documento sia letto da un pubblico generalista. Fare sempre leggere il proprio elaborato anche a dei colleghi.

Come in altri contesti, la tempistica è fondamentale se gli scienziati vogliono ottenere risultati concreti.

Compiti e risorse

Compiti e risorse: breve descrizione dei compiti e delle risorse necessarie a scienziati, responsabili dello scambio di conoscenze/mediatori della ricerca e policymakers.

Scienziati

Contenuto. Redigere autonomamente il policy brief. In caso di impegni concomitanti, delineare la struttura e le argomentazioni principali a beneficio dei mediatori della conoscenza e della ricerca, incaricati della stesura finale.

Questioni organizzative. Verificare se i policy brief raggiungano effettivamente i policymakers. In assenza di mailing list, siti web o canali social media proprietari per la diffusione dei documenti, fare riferimento a centri di ricerca, think tank o ONG dotati di ampia portata e aperti a contributi esterni.

Risorse in termini di tempo.  Essere in grado di redigere un policy brief in un paio d’ore. Tuttavia, potrebbero dover condurre ricerche originali quando analizzano una questione di attualità. Dovrebbero chiedersi costantemente se sono in grado di ricavare un policy brief da un articolo di rivista o da un’altra pubblicazione di ampio respiro.

Mediatori della conoscenza e della ricerca

I mediatori della conoscenza e della ricerca possono assistere gli scienziati nella stesura di policy brief informandoli sulle questioni politiche attuali. Possono inoltre leggere articoli di ricerca e utilizzare strumenti digitali per collegare i risultati della ricerca con i dibattiti di policy in corso.

Possono confrontarsi con gli scienziati su questioni di policy di attualità e fornire suggerimenti sulla struttura e sul contenuto di un policy brief. Esattamente come gli addetti stampa redigono bozze di comunicati stampa, i mediatori della conoscenza e della ricerca possono elaborare bozze di policy brief su cui gli scienziati potranno esprimere il proprio parere, consentendo loro di risparmiare tempo.

I promotori della diffusione della conoscenza svolgono un ruolo fondamentale nella divulgazione dei policy brief. Possono individuare i potenziali lettori consultando gli organigrammi o i membri delle commissioni parlamentari, comunicando i documenti tramite mailing list, siti web e social media.

Policymakers

Invitare i policymakers, se presenti, a condividere il modo in cui utilizzano quotidianamente documenti come accordi di coalizione o programmi di lavoro, e come si aspetterebbero che i ricercatori si approcciassero a essi. La loro prospettiva sul divario tra linguaggio di policy e linguaggio di ricerca è sempre illuminante.

Fonti e approfondimenti

Did COVID-19 accelerate the green transition? An international assessment of fiscal spending measures to support low-carbon technologies, OECD Policy Brief, 19 ottobre 2023.

Egorov, Konstantin, Why did Russian economy not collapse under sanctions: Pre-war evidence, SAFE Policy Letter No. 102. Settembre 2023.

Vedere anche i contributi sui seguenti argomenti

Comprendere la rilevanza delle politiche, i blog sulle politiche e le tempistiche.

 

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