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Autore: Giulio Minto

ist im Bereich Moderation, Projektmanagement, Schulung und wissenschaftliche Forschung am Governance & Social Innovation Centre und am Yunus Social Business Centre tätig, die beide der Universität Ca’ Foscari in Venedig angegliedert sind. Seine berufliche Laufbahn verbindet theoretische Analyse mit praktischem Handeln. Derzeit ist er als Projektmanager tätig und bringt dabei die wissenschaftliche Grundlage aus der Forschung mit. Darüber hinaus bekleidet er die Position des Cultore della materia (Fachreferent) für Allgemeine Soziologie (SSD GSPS-05/A) an der Universität Ca’ Foscari in Venedig

Talks – Parliamo di Social Business

Descrizione

Il progetto Erasmus+ ENGAGEgreen (Enhancing Institutional Capacities for Policy Engagement for Green and Digital Transitions)  mira inoltre a trasformare la transizione verde e digitale in un processo pubblico e condiviso. L’obiettivo è duplice: in primo luogo, ridurre la distanza tra il percorso universitario tradizionale e le imprese che perseguono un’agenda di cambiamento globale; in secondo luogo, creare opportunità di interazione tra studenti e responsabili politici o personale delle ONG. Tale interazione può offrire agli studenti la possibilità di comprendere che la crescita economica può essere raggiunta in modo equo, sostenibile e responsabile. Allo stesso modo, le ONG possono trarre beneficio dall’interazione con i giovani fortemente motivati a realizzare una transizione economica. L’università può fungere da facilitatore ideale per le interazioni tra attori sociali con prospettive diverse, nell’ambito del processo di apprendimento.

Sintesi: caratteristiche principali in breve

  • L’iniziativa è nata dall’osservazione di un gruppo di accademici: la mancanza di corsi dedicati alle teorie del social business nei programmi accademici, contrapposta al desiderio degli studenti di approfondire tali argomenti.
  • Ciò ha portato all’organizzazione di quattro lezioni aperte denominate “Social Business Talks”, organizzate nel contesto dei Master e in collaborazione con il settore privato, i policymaker e il mondo accademico
  • Data l’importanza degli argomenti trattati, le lezioni aperte sono state estese anche agli operatori del settore pubblico, del terzo settore e della società civile (ad esempio, le ONG).
  • L’iniziativa ha mobilitato il mondo accademico, i policymaker e il settore privato per diffondere la conoscenza tra gli studenti e la società civile.
  • Sono stati previsti un dibattito finale e momenti di networking, grazie alla disponibilità dei relatori a partecipare a conversazioni informali al termine della lezione.
  • In definitiva, l’iniziativa offre una nuova prospettiva e una comprensione più ampia del processo di elaborazione e attuazione delle politiche.

Punto di partenza

L’idea di istituire una serie di lezioni aperte volte a facilitare la comprensione delle teorie sul social business è nata dalle osservazioni del team dello Yunus Social Business Centre dell’Università Ca’ Foscari. Il programma accademico offerto dal Dipartimento di Economia e dalla Venice School of Management, in particolare, è caratterizzato da un numero limitato di corsi relativi alla dimensione sociale del business. L’intenzione era quindi quella di riunire tali esperienze in modo coordinato, attingendo alle competenze specifiche di ciascun docente coinvolto. Il Centro è, infatti, suddiviso in diverse unità di ricerca e ci siamo impegnati a organizzare almeno una lezione aperta per ciascuna di esse. Il caso studio delle “Social Business Talks” evidenzia come sia possibile coinvolgere gli studenti su argomenti che non sono particolarmente approfonditi nel percorso accademico, sebbene la loro attenzione sia considerata fondamentale.

Questa iniziativa è stata lanciata dallo Yunus Social Business Centre – Università Ca’ Foscari con il sostegno del Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, della Venice School of Management e del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen.

Com’è strutturato il modello

Prima della lezione

  • individuare i docenti che tengono corsi di laurea magistrale potenzialmente collegati alle tematiche chiave del social business
  • individuare l’argomento da collegare alle tematiche chiave del social business (nel nostro caso: innovazione sociale, assistenza sanitaria, impatto sociale, cooperazione internazionale)
  • individuare relatori esterni che contribuiscano alle lezioni e verificare la loro disponibilità
  • redigere il programma
  • preparare il volantino promozionale e distribuirlo
  • raccogliere le candidature

Durante il corso

  • allestire la sala
  • raccogliere i feedback dei relatori e dei partecipanti
  • scattare una foto delle classi

Dopo il corso

  • inviare un messaggio di ringraziamento
  • pubblicare un post su LinkedIn con una foto e i punti chiave emersi

Chi sono i partecipanti

Studenti di master, studenti di laurea triennale, dottorandi, ricercatori, professori, organizzazioni del settore pubblico e associazioni del terzo settore.

Sfide

Coinvolgere gli studenti che potrebbero essere interessati agli argomenti trattati.

Coinvolgere i lavoratori del settore pubblico, del terzo settore e della società civile durante l’orario di lavoro.

Sensibilizzare le organizzazioni del settore pubblico, le associazioni del terzo settore e la società civile sul fatto che le lezioni sono aperte a tutti e che chiunque può partecipare (c’è la tendenza a percepire le lezioni universitarie dall’esterno come destinate esclusivamente agli studenti).

Assicurarsi che siano inclusi argomenti attuali e rilevanti.

Compiti e risorse

Docenti universitari

Il programma è molto efficiente in termini di tempo per i docenti universitari. Poiché le lezioni aperte si svolgono nell’ambito di lezioni già organizzate, lo sforzo principale riguarda il coinvolgimento dei relatori.

Staff a supporto

I dipartimenti hanno impiegato:

  • un ricercatore già in organico per gestire l’aspetto organizzativo dell’iniziativa;
  • un responsabile della ricerca che si è occupato della promozione dell’iniziativa.

Studenti/policymaker/ricercatori/dipendenti di enti pubblici e del terzo settore

I partecipanti devono presentare un modulo di candidatura, la cui compilazione richiede un minuto.

Finanziamento richiesto

Spese di viaggio per i relatori.

Link

Post su LinkedIn:

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7463178068925247489 

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7459968415202484225 

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7407538176900243456 

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7406374813172224001 

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7401670730335166465 

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7400163971191787520 

Foto

2 December 2025 | Social Innovation as a driver of social business
12 December 2025 | Innovation and digital transformation at Save the Children: organisational challenges and opportunities
15 December 2025 | POP Report – Popular Financial Reporting
18 May 2026 | (F)or (I)mpact o(R) (M)oney? What positive role can FIRMs play in international cooperation for development?

Vuoi saperne di più sul Policy Engagement Toolkit?

Vuoi condividere la tua esperienza in materia di policy engagement? Ti piacerebbe contribuire al Policy Engagement Toolkit? Non esitare a contattare Tome Sandevski all’indirizzo email science-policy@pvw.uni-frankfurt.de 

Mettiti nei miei panni: il gioco di ruolo per una migliore progettazione delle politiche

Sintesi: caratteristiche principali in breve

  • Nato dall’osservazione di un partecipante accademico su un problema locale (difficoltà di dialogo tra i fornitori di servizi di interesse pubblico)
  • Mobilitazione del modello quadruple helix (accademia, policymakers, settore privato, società civile), più gli studenti dei Master
  • Realizzazione di due webinar per discutere le questioni chiave e di un workshop esperienziale tenuto da accademici (professori e ricercatori) e knowledge exchange manager
  • Il workshop sperimentale ha incluso lavori di gruppo in modalità gioco di ruolo, per consentire ai partecipanti di comprendere come opera un diverso ruolo professionale
  • Dibattito finale e networking
  • Nuova prospettiva e comprensione più ampia del processo di formulazione e attuazione delle politiche pubbliche

Risorse necessarie in breve

tabella delle risorse necessarie per l'organizzazione e svolgimento del gioco di ruolo per una migliore progettazione delle politiche

Descrizione

Questo caso studio evidenzia come sia possibile costruire un linguaggio comune in materia di progettazione o implementazione delle politiche regionali, grazie a un esperimento avviato dal Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia e da Ca’ Foscari Challenge School (la scuola di alta formazione executive dell’Ateneo che offre Master e corsi di formazione avanzata per professionisti), nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen.

Il programma è stato articolato in tre parti: due incontri online e un workshop esperienziale in presenza. Questo approccio favorisce il coinvolgimento di ricercatori, policymaker, studenti e operatori/rappresentanti del terzo settore, ONG e società civile.

Il punto di partenza

L’idea di creare un workshop che facilitasse la collaborazione tra diversi professionisti coinvolti nelle politiche pubbliche nasce dall’osservazione di un ricercatore del Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari.

Durante un progetto di ricerca sul campo presso un ente pubblico che collabora con organizzazioni del terzo settore e si avvale dei centri di ricerca universitari per la definizione metodologica degli strumenti di pianificazione, è emerso che esisteva un problema di dialogo tra i diversi attori coinvolti, sia nei processi amministrativi che in quelli metodologici — in questo caso specifico, nella co-produzione dei servizi sociali.

A chi è rivolta l’attività?

Studenti di Master, dottorandi, ricercatori, docenti, sindaci, assessori, funzionari pubblici, operatori del terzo settore e rappresentanti della società civile.

Come funziona il modello

L’iniziativa inizia con la raccolta delle iscrizioni dei partecipanti. Questo passaggio, apparentemente banale, è invece essenziale per creare una classe eterogenea composta da professionalità e ruoli diversi.

Successivamente si svolgono due webinar online, condotti da professionisti e docenti universitari. Il numero di webinar introduttivi può variare in base alla necessità di approfondimento e ai temi da trattare.

I webinar mirano a unire gli aspetti chiave del corso da una prospettiva teorica (giuridico-amministrativa e metodologico-sociologica) e da una prospettiva pratica. Idealmente, essi dovrebbero porre le basi per ciò che sarà poi condiviso e realizzato durante il workshop esperienziale.

La struttura ideale prevede almeno un webinar condotto da accademici per illustrare i fondamenti teorici e almeno un webinar tenuto da funzionari pubblici per condividere i metodi operativi applicati negli uffici.

L’ultimo e più importante incontro è il workshop esperienziale, suddiviso in due parti:

  • Prima parte: approfondimento del tema della giornata attraverso la presentazione di un esperto accademico, che successivamente affianca i gruppi di lavoro per risolvere eventuali questioni teoriche.
  • Seconda parte (durata minima tre ore): momento centrale dell’attività, con suddivisione dei partecipanti in gruppi misti.

La sessione procede come segue:

  • il lavoro di gruppo si svolge sotto forma di gioco di ruolo, replicando una situazione operativa reale che prevede discussioni tra organizzazioni e professionisti, come avviene nella realtà;
  • i partecipanti si mettono nei panni di qualcun altro: ad esempio, il sindaco assume il ruolo di un operatore del terzo settore, l’impiegato pubblico quello di un assessore, un operatore del terzo settore quello di un ricercatore, e così via;
  • vengono assegnati compiti — ad esempio, la redazione di un accordo di collaborazione tra istituzioni — ricordando che, in questa occasione, i partecipanti rappresentano un ruolo diverso dal proprio;
  • ogni gruppo è supportato da un knowledge exchange manager che aiuta a mantenere il focus sul lavoro.

Partecipanti:

5 ricercatori
37 policymaker
6 studenti
5 rappresentanti di ONG/società civile
30 altri (impresa/privato)

Sfide

  • Coinvolgere professionisti e ruoli diversi provenienti da organizzazioni e territori differenti
  • Garantire un livello uniforme di conoscenza tra i partecipanti
  • Rendere chiaro che, durante il lavoro di gruppo nel workshop, i partecipanti rappresentano un’altra organizzazione o un altro ruolo, e quindi devono pensare in modo diverso

Compiti e risorse

Accademici
Il programma è molto efficiente dal punto di vista del tempo per gli accademici. Poiché gli argomenti trattati sono gli stessi di conferenze o corsi, non è richiesto un grande impegno di preparazione, se non un aggiornamento sui temi di interesse.

Staff di supporto (ricercatori, knowledge exchange manager, research manager)
Il Dipartimento ha impiegato:

  • due ricercatori, già parte dello staff, per la gestione metodologica;
  • due research manager per gli aspetti organizzativi;
  • tre knowledge exchange manager per facilitare i lavori di gruppo.

Policymaker/ricercatori/operatori del settore pubblico e del terzo settore
I partecipanti devono semplicemente presentare una domanda di iscrizione, che richiede pochi minuti.

Finanziamento richiesto
È stato offerto un leggero networking lunch al termine del workshop.

Fonti e approfondimenti

Poster dell’evento.

 

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