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Mettiti nei miei panni: il gioco di ruolo per una migliore progettazione delle politiche

Sintesi: caratteristiche principali in breve

  • Nato dall’osservazione di un partecipante accademico su un problema locale (difficoltà di dialogo tra i fornitori di servizi di interesse pubblico)
  • Mobilitazione del modello quadruple helix (accademia, policymakers, settore privato, società civile), più gli studenti dei Master
  • Realizzazione di due webinar per discutere le questioni chiave e di un workshop esperienziale tenuto da accademici (professori e ricercatori) e knowledge exchange manager
  • Il workshop sperimentale ha incluso lavori di gruppo in modalità gioco di ruolo, per consentire ai partecipanti di comprendere come opera un diverso ruolo professionale
  • Dibattito finale e networking
  • Nuova prospettiva e comprensione più ampia del processo di formulazione e attuazione delle politiche pubbliche

Risorse necessarie in breve

Descrizione

Questo caso studio evidenzia come sia possibile costruire un linguaggio comune in materia di progettazione o implementazione delle politiche regionali, grazie a un esperimento avviato dal Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia e da Ca’ Foscari Challenge School (la scuola di alta formazione executive dell’Ateneo che offre Master e corsi di formazione avanzata per professionisti), nell’ambito del progetto Erasmus+ ENGAGEgreen.

Il programma è stato articolato in tre parti: due incontri online e un workshop esperienziale in presenza. Questo approccio favorisce il coinvolgimento di ricercatori, policymaker, studenti e operatori/rappresentanti del terzo settore, ONG e società civile.

Il punto di partenza

L’idea di creare un workshop che facilitasse la collaborazione tra diversi professionisti coinvolti nelle politiche pubbliche nasce dall’osservazione di un ricercatore del Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari.

Durante un progetto di ricerca sul campo presso un ente pubblico che collabora con organizzazioni del terzo settore e si avvale dei centri di ricerca universitari per la definizione metodologica degli strumenti di pianificazione, è emerso che esisteva un problema di dialogo tra i diversi attori coinvolti, sia nei processi amministrativi che in quelli metodologici — in questo caso specifico, nella co-produzione dei servizi sociali.

A chi è rivolta l’attività?

Studenti di Master, dottorandi, ricercatori, docenti, sindaci, assessori, funzionari pubblici, operatori del terzo settore e rappresentanti della società civile.

Come funziona il modello

L’iniziativa inizia con la raccolta delle iscrizioni dei partecipanti. Questo passaggio, apparentemente banale, è invece essenziale per creare una classe eterogenea composta da professionalità e ruoli diversi.

Successivamente si svolgono due webinar online, condotti da professionisti e docenti universitari. Il numero di webinar introduttivi può variare in base alla necessità di approfondimento e ai temi da trattare.

I webinar mirano a unire gli aspetti chiave del corso da una prospettiva teorica (giuridico-amministrativa e metodologico-sociologica) e da una prospettiva pratica. Idealmente, essi dovrebbero porre le basi per ciò che sarà poi condiviso e realizzato durante il workshop esperienziale.

La struttura ideale prevede almeno un webinar condotto da accademici per illustrare i fondamenti teorici e almeno un webinar tenuto da funzionari pubblici per condividere i metodi operativi applicati negli uffici.

L’ultimo e più importante incontro è il workshop esperienziale, suddiviso in due parti:

  • Prima parte: approfondimento del tema della giornata attraverso la presentazione di un esperto accademico, che successivamente affianca i gruppi di lavoro per risolvere eventuali questioni teoriche.
  • Seconda parte (durata minima tre ore): momento centrale dell’attività, con suddivisione dei partecipanti in gruppi misti.

La sessione procede come segue:

  • il lavoro di gruppo si svolge sotto forma di gioco di ruolo, replicando una situazione operativa reale che prevede discussioni tra organizzazioni e professionisti, come avviene nella realtà;
  • i partecipanti si mettono nei panni di qualcun altro: ad esempio, il sindaco assume il ruolo di un operatore del terzo settore, l’impiegato pubblico quello di un assessore, un operatore del terzo settore quello di un ricercatore, e così via;
  • vengono assegnati compiti — ad esempio, la redazione di un accordo di collaborazione tra istituzioni — ricordando che, in questa occasione, i partecipanti rappresentano un ruolo diverso dal proprio;
  • ogni gruppo è supportato da un knowledge exchange manager che aiuta a mantenere il focus sul lavoro.

Partecipanti:

5 ricercatori
37 policymaker
6 studenti
5 rappresentanti di ONG/società civile
30 altri (impresa/privato)

Sfide

  • Coinvolgere professionisti e ruoli diversi provenienti da organizzazioni e territori differenti
  • Garantire un livello uniforme di conoscenza tra i partecipanti
  • Rendere chiaro che, durante il lavoro di gruppo nel workshop, i partecipanti rappresentano un’altra organizzazione o un altro ruolo, e quindi devono pensare in modo diverso

Compiti e risorse

Accademici
Il programma è molto efficiente dal punto di vista del tempo per gli accademici. Poiché gli argomenti trattati sono gli stessi di conferenze o corsi, non è richiesto un grande impegno di preparazione, se non un aggiornamento sui temi di interesse.

Staff di supporto (ricercatori, knowledge exchange manager, research manager)
Il Dipartimento ha impiegato:

  • due ricercatori, già parte dello staff, per la gestione metodologica;
  • due research manager per gli aspetti organizzativi;
  • tre knowledge exchange manager per facilitare i lavori di gruppo.

Policymaker/ricercatori/operatori del settore pubblico e del terzo settore
I partecipanti devono semplicemente presentare una domanda di iscrizione, che richiede pochi minuti.

Finanziamento richiesto
È stato offerto un leggero networking lunch al termine del workshop.

Fonti e approfondimenti

Poster dell’evento.


Giulio Minto

is engaged in facilitation, project management, training and academic research at the Governance & Social Innovation Centre and the Yunus Social Business Centre, both affiliated with Ca’ Foscari University of Venice. His professional career combines theoretical analysis with operational intervention. He currently serves as a project manager, bringing a solid scientific foundation typical of academic research to the role. Furthermore, he holds the position of Cultore della materia (Subject Matter Expert) in General Sociology (SSD GSPS-05/A) at Ca' Foscari University of Venice.

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