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Non sprecare tempo e fondi: perché la divulgazione è importante quanto i contenuti


Caratteristiche principali in sintesi

    • Per evitare di sprecare tempo e finanziamenti in pubblicazioni di policy non lette o eventi di policy scarsamente frequentati, i ricercatori e i promotori della conoscenza devono pianificare le strategie di divulgazione fin dall’inizio.
    • Una divulgazione efficace combina diverse strategie di rafforzamento reciproco: mappatura degli stakeholder e comunicazione personalizzata, media tradizionali e social media, reti personali e canali di divulgazione delle organizzazioni partner.

Qual è il problema?

I ricercatori invitati dai policymakers a condurre ricerche su commissione, a partecipare a organismi di esperti, ad assistere ad audizioni parlamentari o a intervenire a eventi di policy godono di un accesso diretto ai policymaker – un vantaggio significativo. I ricercatori che si avvicinano per la prima volta al policy engagement, tuttavia, si trovano ad affrontare una sfida diversa: innanzitutto, ottenere visibilità tra i policymaker.

Il rischio è reale. Una pubblicazione di policy ben documentata che nessun policymaker legge, o un evento di policy accuratamente organizzato che attrae solo altri ricercatori, rappresenta una significativa perdita di tempo e risorse. La soluzione non è concentrarsi solo sul contenuto, ma pianificare la divulgazione fin dalle prime fasi del progetto, con la stessa cura e attenzione dedicate alla ricerca stessa. Le seguenti strategie sono possibili:

Strategia 1: Mappatura degli stakeholder e comunicazione personalizzata

I ricercatori o i promotori della conoscenza possono identificare il loro pubblico di riferimento consultando gli organigrammi e i siti web delle istituzioni di policymaking pertinenti: enti locali e regionali, ministeri e agenzie nazionali, parlamenti, partiti politici, istituzioni dell’UE e organizzazioni internazionali. In questo modo, possono creare una mailing list mirata.

  • Lo sforzo richiesto varia enormemente a seconda della portata dell’argomento. Una pubblicazione di policy relativa al comportamento dei ciclisti in un singolo quartiere potrebbe interessare solo una manciata di policymakers – individuarli potrebbe richiedere poche ore. Una pubblicazione di policy sul comportamento dei ciclisti in 214 città di 25 paesi europei potrebbe invece interessare i policymaker a livello locale, nazionale ed europeo. Individuarli e reperire i loro recapiti potrebbe richiedere settimane o mesi.
  • Ove possibile, i ricercatori dovrebbero evitare di inviare un unico messaggio generico a tutti i destinatari. Una comunicazione personalizzata, anche se basata su un modello comune, è di gran lunga più efficace. Lo stesso rapporto di policy relativo al ciclismo, ad esempio, potrebbe essere rilevante per pubblici molto diversi per ragioni molto diverse:
  • Un ministero dei trasporti responsabile della regolamentazione del traffico, della pianificazione stradale e della segnaletica.
  • Un ministero dell’istruzione che intende inserire il tema del ciclismo nei programmi scolastici.
  • L’ufficio del sindaco che cerca di promuovere la città come destinazione turistica a misura di ciclista.
  • Membri del parlamento che promuovono stili di vita attivi e la salute pubblica a lungo termine.

Ciascuno di questi destinatari merita un messaggio che si rivolga direttamente al suo ambito di competenza e ai suoi interessi. I ricercatori dovrebbero inserire un gancio personale in ogni messaggio: una frase che spieghi perché quella particolare pubblicazione o evento sia rilevante per questo specifico destinatario.

Infine, ogni messaggio di divulgazione dovrebbe includere un’offerta esplicita di disponibilità: i ricercatori dovrebbero dichiarare di essere lieti di organizzare un incontro virtuale o una telefonata per discutere i risultati in modo più dettagliato.

Strategia 2: Media, social media e piattaforme di divulgazione

I comunicati stampa rimangono uno strumento valido per aumentare la visibilità di pubblicazioni ed eventi, soprattutto se diffusi tramite l’ufficio comunicazione di un’istituzione. Anche annunciare pubblicazioni o eventi di policy attraverso i social media può essere efficace: i ricercatori e i promotori della conoscenza possono entrare in contatto diretto con i policymaker e invitarli a seguire i propri account personali o istituzionali. Piattaforme specializzate in politiche pubbliche, come EU Agenda o Euractiv, raggiungono molti policymakers e professionisti del settore e possono essere utilizzate per annunciare eventi o pubblicazioni.

Strategia 3: Network personali

I colleghi, i collaboratori e gli ex studenti che hanno buoni contatti con i policymaker rappresentano una preziosa risorsa di divulgazione . I ricercatori e i promotori della conoscenza possono chiedere a contatti di fiducia di presentarli ai policymaker di riferimento, di inoltrare pubblicazioni o inviti a eventi di policy alle proprie reti, o di condividere contenuti sui social media. Una raccomandazione personale da parte di un intermediario stimato è spesso molto più efficace di un messaggio di contatto a freddo.

Strategia 4: Canali di divulgazione delle organizzazioni partner

Gli istituti di ricerca, le ONG, le fondazioni e le associazioni che già godono di un’elevata visibilità presso i policymaker possono fungere da importanti partner di divulgazione. I ricercatori e i promotori della conoscenza dovrebbero valutare se queste organizzazioni pubblichino contributi ospiti nelle loro newsletter o collane editoriali; un articolo ospite ben posizionato può raggiungere un pubblico molto più ampio e pertinente rispetto al semplice caricamento di un policy brief sul sito web istituzionale.

Invitare esperti di think tank, ONG, fondazioni o altre organizzazioni a partecipare a eventi di policy serve inoltre a un duplice scopo: conferisce diversità e credibilità all’evento e ne amplia la portata, poiché gli ospiti invitati tendono a condividere le informazioni sull’evento attraverso i propri canali social e le proprie reti di comunicazione.

Combinare le strategie

Le strategie sopra descritte non si escludono a vicenda, ma si rafforzano a vicenda. I ricercatori e i promotori della conoscenza dovrebbero valutare le risorse che possono realisticamente investire nella divulgazione e selezionare la combinazione di strategie che meglio si adatta al proprio argomento, al pubblico di riferimento e al contesto istituzionale.

Compiti e risorse

Ricercatori

I ricercatori a volte sottovalutano l’importanza della divulgazione delle informazioni. Il cambiamento di mentalità più importante è il seguente: produrre evidenze scientifiche non è sufficiente. I ricercatori dovrebbero pianificare autonomamente almeno alcune attività di divulgazione, in particolare comunicazioni personalizzate dirette ai policymaker che già conoscono o che hanno individuato attraverso la mappatura degli stakeholder.

Promotori della conoscenza

I promotori della conoscenza svolgono un ruolo centrale nel rendere la divulgazione efficiente e sostenibile. Una volta strutturata la mappatura degli stakeholder e creata una mailing list, questa può essere mantenuta e riutilizzata per attività future. I promotori della conoscenza dovrebbero sviluppare modelli riutilizzabili per messaggi e-mail, post sui social media e comunicati stampa da adattare a ogni nuova pubblicazione o evento di policy. Dovrebbero inoltre aiutare i ricercatori a identificare organizzazioni partner quali think tank, ONG, fondazioni e associazioni in grado di ampliare la portata del proprio lavoro.

Fonti e approfondimenti

Baron, Nancy (2010), Escape from the Ivory Tower: A Guide to Making Your Science Matter. Island Press.
Swann, Michelle (2012), Writing Professional Emails: The Step-by-Step Guide,
Willis, Christina C. (2020), Sustainable Networking for Researchers and Engineers, https://doi.org/10.1117/3.2535500

 

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