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“Inizia e continua ad imparare!” Un approccio da facilitatore alla formazione al policy engagement


Caratteristiche principali in sintesi

  • Le esercitazioni pratiche superano le presentazioni di slide: i partecipanti acquisiscono una comprensione decisamente più approfondita del policymaking analizzando documenti di policy reali, organigrammi e pitch di invito, anziché assistere passivamente a lezioni frontali.
  • Insegnare le competenze tenendo conto delle capacità: la formazione sviluppa le competenze necessarie per un efficace policy engagement, ma le capacità — tempo, finanziamenti, accesso istituzionale ai policymaker, strutture di supporto — determinano se tali competenze possano essere effettivamente applicate. Non esiste una soluzione unica valida per tutti: un coinvolgimento efficace significa adattare formati e canali alle risorse e alla motivazione dei partecipanti.
  • “Inizia e continua a imparare!” è il messaggio chiave della formazione: i partecipanti non devono aspettare di interagire con i policymaker fino a quando non saranno diventati esperti di policy o avranno padroneggiato ogni possibile formato. Al termine della formazione, devono avere la fiducia e le competenze necessarie per iniziare, sapendo che continueranno ad apprendere lungo il percorso.
  • La voce dei policymaker è fondamentale: avere membri del parlamento o del loro staff, professionisti delle politiche pubbliche provenienti da ministeri, istituzioni UE o organizzazioni internazionali che parlano dei propri compiti, delle proprie routine e delle proprie esperienze è di inestimabile valore. Invitare i policymaker a partecipare alle sessioni ogni volta che sia possibile.

Come funziona il modello

Aver condotto 33 workshop dal 2019 — con formule che spaziano da corsi intensivi di 60 minuti a ritiri intensivi di due giorni — è stato un processo continuo di pratica, feedback e perfezionamento. Ecco i contributi chiave emersi dalla costante evoluzione di queste sessioni.

Da un approccio incentrato sulle slide a uno pratico (mettere in pratica ciò che si predica)

Nei primi workshop, un feedback ricorrente era che presentavo troppe slide a un ritmo troppo serrato. Questo mi ha aperto gli occhi: mentre consigliavo ai ricercatori di trasmettere messaggi chiave concisi anziché sommergere i policymaker di informazioni, le mie presentazioni facevano esattamente il contrario.

Il cambiamento: ho ridotto drasticamente le slide delle presentazioni a favore dell’apprendimento attivo. Oggi, i partecipanti svolgono diversi esercizi (ad esempio, verifiche di leggibilità di policy brief, mappatura del pubblico, elaborazione di elevator pitch, analisi di organigrammi).

Preparazione pre-workshop: vengono offerti esercizi facoltativi pre-workshop (15–45 min) per aiutare i partecipanti a trarre il massimo valore dalla sessione dal vivo.

Risultato: le esercitazioni pratiche ricevono costantemente valutazioni elevate, poiché aiutano i partecipanti a comprendere l’importanza di una comunicazione mirata e i vincoli entro cui operano i policymaker — e l’apprendimento attraverso la pratica tende a rimanere impresso meglio rispetto all’apprendimento attraverso l’ascolto.

Importanza delle capacità: in teoria, i ricercatori hanno molti modi per interagire con i policymaker. In pratica, le capacità — tempo, finanziamenti, accesso istituzionale, strutture di supporto — determinano quali di questi siano realistici. Un professore ordinario con un seggio in un organismo di esperti, il supporto di una segreteria dedicata e l’accesso istituzionale ha molte più opzioni rispetto a un dottorando che non è ancora conosciuto dai policymaker e che fatica a coprire le spese di viaggio per un evento di policy nella capitale.

Il cambiamento: anziché presentare un menu “soluzione unica per tutti” di formati di engagement, la formazione affronta attivamente le barriere strutturali. I facilitatori devono aiutare i partecipanti a identificare formati efficienti in termini di tempo, adattati alla loro specifica fase di carriera e alle risorse disponibili.

Promuovere l’azione tempestiva: chiarisco subito che i miei workshop non sono introduzioni accademiche al policymaking. I partecipanti non hanno bisogno di diventare esperti di policy, né di padroneggiata ogni singolo dettaglio della redazione di policy brief o dell’organizzazione di eventi di policy.

Il cambiamento: ciò di cui hanno bisogno è una comprensione sufficiente per iniziare il prima possibile. Al termine della sessione, i partecipanti ricevono delle checklist che indicano gli aspetti da affrontare in seguito e acquisiscono la fiducia necessaria per iniziare il proprio coinvolgimento — sapendo che l’apprendimento ulteriore arriverà con la pratica.

Coinvolgere i policymaker: includere ospiti provenienti da ministeri, dalla Commissione europea, da organizzazioni internazionali o dai parlamenti (di solito membri dello staff) per una sessione conclusiva di domande e risposte della durata di 1–2 ore si è dimostrato molto efficace. 

Il cambiamento: i partecipanti ritengono costantemente prezioso ascoltare direttamente quali siano i vincoli, le routine e le esigenze di competenze dei policymaker. I policymaker coinvolti sono in genere accessibili e incoraggiano i partecipanti a muoversi proattivamente per ricontattarli. Nei workshop in presenza, solitamente vengono invitati anche a pranzo, il che favorisce ulteriormente lo scambio informale e il networking.

Compiti e risorse: Breve descrizione dei compiti e delle risorse necessarie a scienziati, mediatori della conoscenza e policymaker

Facilitatori del workshop

Sebbene i singoli workshop durino tra i 60 minuti e i due giorni, lo sviluppo della loro struttura e dei loro contenuti ha richiesto complessivamente diversi mesi nel corso degli anni. Dopo ogni sessione, esamino il feedback dei partecipanti e aggiorno il materiale pertinente, apportando ripetute revisioni alle presentazioni di slide. Tagliare le slide è stato doloroso, ma si è rivelato essenziale.

Ricercatori e mediatori della conoscenza come partecipanti ai workshop

I partecipanti vengono informati in anticipo che lo workshop prevede esercitazioni pratiche, incluse quelle preparatorie facoltative. La maggior parte apprezza le esercitazioni e le discussioni di gruppo, che mantengono le sessioni vivaci. In genere, i partecipanti trascorrono da due ore a due giorni nello workshop.

Policymaker

I policymaker partecipano a una singola sessione di 1–2 ore. Nei workshop in presenza, sono inoltre invitati a pranzo—un’occasione preziosa per entrare in contatto con i ricercatori e i mediatori della conoscenza.

 

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Vuoi condividere la tua esperienza in materia di policy engagement? Ti piacerebbe contribuire al Policy Engagement Toolkit? Non esitare a contattare Tome Sandevski all’indirizzo email science-policy@pvw.uni-frankfurt.de

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